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In&Out | 09 giugno 2019, 08:35

Una vita in viaggio, in cerca delle onde: quattro chiacchiere con il cuneese Fabrizio Nova

"Negli anni, seppur da lontano, ho visto Cuneo crescere e farsi un po' meno chiusa e limitata di quanto non fosse vent'anni fa; ora, quando ritorno, non sto affatto male e mi pare ci sia molto più movimento"

Fabrizio Nova

Fabrizio Nova

- Ciao Fabrizio. Parlaci un po' di te e di dove ti trovi in questo momento.

Vengo da Cuneo, da Cerialdo per la precisione, e da circa dieci anni sono in Cornovaglia dove per più o meno otto mesi affitto una stanza e lavoro e per il resto dell'anno viaggio. Sono un surfista appassionato da vent'anni almeno: sono riuscito a fare di questo sport la mia vera ragione di vita.

- Cosa fai nei mesi di “sedentarietà”?

In Cornovaglia, in inverno, lavoro come cameriere in un pub-ristorante e mi ritaglio – quando il meteo me lo permette – del tempo per surfare. Nei mesi estivi invece lascio l'Inghilterra e viaggio in diverse parti del mondo. Recentemente sono stato in Ecuador per la terza volta: amo il Sudamerica, mi sono sempre trovato molto bene nel contatto con la popolazione e la cultura. Insomma, al ritorno da ogni viaggio programmo il successivo e mi metto al lavoro per racimolare il denaro necessari. E così avanti, anno dopo anno.

- Perché hai preso la decisione di fare della tua vita un lungo (e sempre diverso) viaggio?

Non penso sia una questione di indole – a chiunque piace viaggiare - , quanto di possibilità: senza legami particolari che possano “bloccarti” non è poi una decisione così impossibile. In generale comunque mi è sempre piaciuto muovermi, anche quando stavo a Cuneo.

Altra grossa spinta arriva dal mondo del surf, perché le onde in giro per il mondo sono sempre diverse e noi appassionati sempre intenzionati a provarne una diversa da qualche parte. Viaggiare ti motiva a continuare a farlo, ovviamente, anche se ogni tanto un po' di pausa forzata per lavorare è necessaria!

- C'è un posto che chiameresti definitivamente casa?

Per forza di cose ora come ora la Cornovaglia è la mia casa, pur non essendo il mio posto preferito nel mondo: per molte ragioni fatico ad adattarmi alla cultura inglese. Ritagliarsi uno spazio d'intimità in una stanza affittata è difficile, ma la Cornovaglia rimane comunque una ragione molto suggestiva e affascinante, accogliente e considerata dall'inglese “medio” un vero e proprio paradiso; è un luogo di villeggiatura in alcuni periodi ricco di eventi e di movimento, che permette a chiunque di entrare in contatto con persone dalle esperienze più disparate (sempre interessanti e piacevoli). La considero una “casa-non casa”, a conti fatti. Ma ci sto bene.

- Ogni quanto torni in Granda? Come vedi la tua città, durante le tue visite?

Adesso erano due anni che non tornavo in Italia, ma prima viaggiavo più o meno una volta l'anno; sarò anche fissato con i viaggi, ma spesso sento anche io il bisogno di incontrare di nuovo amici e famiglia. Negli anni, seppur da lontano, ho visto Cuneo crescere e farsi un po' meno chiusa e limitata di quanto non fosse vent'anni fa; ora, quando ritorno, non sto affatto male e mi pare ci sia molto più movimento.

- In futuro, dove e come ti vedi?

Come stile di vita, mi vedo esattamente come mi vedo oggi, o almeno questa è l'intenzione. Certo per un surfista il sogno sono i Tropici, ma è un'esperienza complessa da organizzare e per cui non mi sento ancora del tutto pronto. Questa è la mia vita, almeno adesso: il futuro, almeno per me, è sempre un po' troppo sospeso. E sento sia giusto così.

simone giraudi

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