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Saluzzese | 10 giugno 2019, 10:00

E’ aperto l’albergo-rifugio Pian del Re di Crissolo. Chiuderà ai primi di ottobre

Qui la polenta è una specie di abito delle festa cucito dalle… sarte della cucina, che sembrano divertirsi ad abbellirlo con ogni sorta di gustoso intingolo: carne, salsiccia, verdura, panna e gorgonzola fuse insieme, formaggi, bagna cauda ed anche una straordinariamente e golosamente abbinabile marmellata di susine

E’ aperto l’albergo-rifugio Pian del Re di Crissolo. Chiuderà ai primi di ottobre

Nel fine settimana ha aperto i battenti alla sua affezionata clientela l’albergo-rifugio Pian del Re. Rimarrà in funzione sino alla fine di settembre.

La struttura fu costruita nel 1874 per volontà del Comune di Crissolo che, a seguito della prima salita al Monviso e con la conseguente fondazione del Club Alpino Italiano, la volle come ricovero per forestieri. Il primo gestore fu Raimondo Genre che - oltre ad ospitare circa 15 persone – si “dilettava” ad allevare qualche animale.

Nel 1909 il rifugio diviene privato con la gestione di Claudio Perotti, nota guida alpina di una grande famiglia di Guide del Monviso e nonno di Aldo, l’attuale proprietario, che negli anni si preoccupò di ampliarlo fino al raggiungimento delle attuali dimensioni.

Il Rifugio Albergo rappresenta ancora oggi un fondamentale punto di partenza per numerose gite e tappa del più famoso Giro del Monviso.

IL piatto forte, che qui si sforna come da una cornucopia in costante eruzione, è – manco a dirlo – la polenta.

“La polenta è sempre la polenta” è la bislacca tesi sostenuta da qualcuno. Falso.

Non solo perché a 2020 metri di quota il “pasticcio di mais” ha un sapore profondamente diverso da quella cucinata al livello del mare, ma soprattutto perché qui è una sorta di rito, una specie di abito delle festa cucito dalle… sarte della cucina, che sembrano divertirsi ad abbellirlo con ogni sorta di gustoso intingolo: carne, salsiccia, verdura, panna e gorgonzola fuse insieme, formaggi, bagna cauda e – ultimamente – anche una straordinariamente e golosamente abbinabile marmellata di susine fatta rigorosamente in casa. Non manca un’ampia carta di vini regionali e nazionali

La sala dispone di 12 tavoli per un totale di circa 60 coperti, e nelle giornate di punto serve il pasto in due turni. Il menu fisso (sempre abbondante, viene servito a 28 euro bevande escluse.

La struttura offre 30 posti letto con bagni in comune al piano dotati di docce con acqua calda a disposizione gratuitamente. Le camere sono a due o tre letti, tutte dotate di lenzuola, piumoni, asciugamani, ma prive di riscaldamento.

Arrivati a Pian del Re, se ospiti del Rifugio, sarà sufficiente comunicarlo ai posteggiatori che lasciano accesso al parcheggio privato gratuito adiacente alla struttura.

Oltre che in auto il rifugio è raggiungibile in quasi tutti i periodi della stagione estiva da Crissolo con navetta a pagamento.

La mezza pensione costa 65 euro, 75 la pensione completa (minimo da 3 notti)

L’area del Pian del Re che fa parte del Mab Unesco, Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso, occupa 465 ettari intorno alle sorgenti del Po, poste a 2.020 metri di quota e ai piedi del Monviso. La ricchezza d’acqua e la morfologia del suolo hanno dato origine ad una torbiera, un habitat di particolare interesse botanico, dove è presente una ricca varietà di specie, tra cui spiccano “relitti” di flora glaciale risalenti anche a duecentomila anni fa.

Inoltre è il territorio di un raro e piccolo anfibio endemico, la salamandra nera di Lanza.

Nel 2017 un team di studiosi canadesi, estoni irlandesi finanziati dal National Geographic ha condotto uno studio composto da piccoli scavi e rilievi per dimostrare che Annibale passò da qui quasi 2200 anni fa.
Secondo William Mahaney, professore emerito dell’Università di Toronto in Canada, Annibale è entrato in Italia passando dal colle delle Traversette, valico a 2950 mt che separa il Piemonte dalla valle francese del Guil.
Gli studi hanno evidenziato uno strato scuro a circa 30 centimetri di profondità, composto da materiale organico che emana cattivo odore. Probabilmente si tratta di sterco di cavalli, presente in grandi quantità e non spiegabile in condizioni normali.

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