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Cronaca | 11 giugno 2019, 12:39

Quattro agenti della Penitenziaria feriti dopo un’aggressione al Cerialdo di Cuneo

Un detenuto di 22 anni ha distrutto per ben tre volte la sua cella, appiccando anche un incendio, e ferendo gli agenti con un pezzo di ceramica procuratosi dopo aver rotto un lavandino

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Nella tarda serata del 9 giugno, presso il carcere del Cerialdo di Cuneo, un detenuto extracomunitario ventunenne, con il fine pena previsto nel 2022, in carcere per violazioni delle leggi in materia di stupefacenti, minacce e resistenza a pubblico ufficiale, senza motivo ha devastato la propria cella, dandogli fuoco.

Vista la gravità dei fatti, è prontamente intervenuto il personale di Polizia Penitenziaria, per portare in salvo il detenuto. Lo stesso, però, ha reagito aggredendo con calci e pugni gli agenti.

Il 22enne, tratto in salvo, veniva accompagnato presso il reparto isolamento. Anche qui il giovane iniziava a devastare la cella e, impugnando un pezzo di ceramica procuratosi dopo aver rotto il lavandino della cella, aggrediva violentemente il personale di Polizia penitenziaria.

Tre poliziotti hanno riportato una prognosi di dieci giorni ed uno una prognosi di trenta giorni.

Il 10 giugno, lo stesso detenuto, a seguito di ferite autoinflittesi, veniva accompagnato per le necessarie cure presso il reparto infermeria. Successivamente veniva nuovamente tradotto al reparto isolamento, ma in un'altra cella. Anche in questo caso, però, il carcerato iniziava a distruggere, per l’ennesima volta, i locali di isolamento.

A dare notizia di quanto accaduto è il segretario generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci.

Si tratta dell'ennesimo episodio – spiega – tra centinaia di atti di violenza ai danni dei poliziotti penitenziari, anche se l'attuale Amministrazione penitenziaria centrale tende a sminuire il numero e la portata di tali eventi.

Siamo in queste condizioni a causa di gravi errori dell’Amministrazione penitenziaria centrale in ragione delle gravi carenze organizzative nonché dell’inerzia dell'attuale Provveditore Regionale per l'assenza di interventi sostanziali, nonostante i continui disagi e le difficoltà degli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria.

Inutile negare – conclude Beneduci – che temiamo conseguenze ancora più gravi, non solo per chi vive ed opera nelle carceri Piemontesi, Liguri e della Valle d’Aosta ma anche per la collettività esterna, in ragione della crescente assenza di sicurezza e della promiscuità delinquenziale negli istituti di pena che deriva da tale situazione”.

redazione

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