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Attualità | 12 giugno 2019, 16:03

"Come si sta a Cuneo?": l'Istituto Eclectica interroga la cittadinanza sulla percezione del benessere

Ieri (11 giugno) la VI^ commissione consiliare ha ricevuto il report sulle prime attività del Tavolo del Ben-Essere; Franca Giordano: "Occasione importante per comprendere come il cittadino interpreti la città"

"Come si sta a Cuneo?": l'Istituto Eclectica interroga la cittadinanza sulla percezione del benessere

Un momento importante quello di stasera, perché per l’amministrazione comunale è fondamentale comprendere come e quanto il cittadino consideri e percepisca il benessere della città, e come fare per migliorare la situazione”.

Sono queste le parole con l’assessore al comune di Cuneo Franca Giordano ha introdotto l’assemblea della VI^ commissione consiliare tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri (martedì 11 giugno) in sala Vinaj.

Al centro, l’analisi dei primi dati raccolti dal Tavolo del Ben-Essere, un organo istituito nei recenti mesi dall’amministrazione comunale e dall’istituto Eclectica di Torino allo scopo di valutare le istanze dei cittadini della Granda e proporre iniziative coordinate in favore del benessere dei cuneesi e del loro stile di vita.

Il Tavolo – composto da diversi soggetti provenienti dai più disparati ambienti della vita cittadina dalla Fondazione CRC all’Istituto Storico della Resistenza nella persona di Gigi Garelli, passando per un rappresentante della prossima Consulta Giovanile, ma lasciando fuori assessori e consiglieri comunali per assicurarne la natura super partes – ha analizzato le opinioni dei cuneesi attraverso la lente d’ingrandimento delle dimensioni e degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (protagonista da tempo di un rapporto annuale dell’ISTAT): salute, istruzione, lavoro e tempi di vita, benessere economico, socialità, politica, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e cultura, ambiente, innovazione e qualità dei servizi.

Dal rapido sunto realizzato in commissione dalla rappresentante di Eclectica Franca Beccaria si può evincere come a Cuneo “si stia bene”: i dati territoriali – raccolti tramite il BES, gli Ambiti di Integrazione Territoriale e un sondaggio d’opinione - sono generalmente confortanti e la percezione di benessere pare molto buona.

Sotto l’aspetto della salute il 56,8% dei cittadini della Granda è soddisfatto della propria situazione e dell’attenzione che le istituzioni e l’amministrazione comunale riserva all’argomento; se la percentuale del consumo di alcol (16,8%) è inferiore a quella regionale, quella del consumo di frutta è invece di tutto rispetto (70,7%). Nonostante questo, però, si lamenta l’incremento di situazioni di fragilità familiare, che arrivano a toccare ogni classe sociale.

Nel territorio provinciale si segnala la presenza di diversi diplomati (54,2%) ma di pochi laureati (12,9%) e in molti hanno lamentato il basso livello di scolarità e l’incremento della conflittualità tra genitori e insegnanti; l’istruzione “made in Granda”, comunque, continua a essere ritenuta di qualità.

Dal punto di vista del lavoro e del rispetto dei tempi di vita il nostro territorio guadagna la testa della classifica regionale, presentando inoltre un tasso di disoccupazione ben sotto la media (4,3%). Sembra però esserci parecchio immobilismo e seria difficoltà nell’integrare nuove competenze.

La crescita di un nuovo tipo di “economia della terra” rende molto positivo anche il dato sul benessere economico: nonostante le imprese individuali soffrano, quelle che necessitano di competenze specifiche non trovino spesso figure professionali adatte e quelle “di cristallo” - troppo vecchio stile per evolversi e “irrobustirsi” continuino a crescere - le opportunità di lavoro sembrano non mancare.

La vera e propria nota dolente riguarda il dato sulla socialità, che ci vede ultimi in Regione e in 5^ posizione per il senso del bene comune, con il 27,08% dei cittadini che ritengono il prossimo degno di fiducia. È comprovata la fondamentale centralità delle reti familiari e la buona capacità di inclusione del territorio, ma “conoscersi tutti” contribuisce all’irrigidimento del sistema sociale.

Siamo primi in Regione per fiducia nelle istituzioni, fatto che porta alla diffusione di un certo conservatorismo politico, secondi per senso di sicurezza e ultimi per numero di reati ogni mille abitanti. Il 36% dei cittadini – dato inferiore a quello regionale – dimostra scarso benessere soggettivo, lamentando un gap generazionale importante che porta inevitabilmente le generazioni più recenti a sentirsi meno soddisfatte. Al contrario, i cittadini della Granda sembrano soddisfatti della qualità del paesaggio naturale ma lamentano che i piccoli centri abitanti possano offrire poco a livello di offerta culturale.

Buona soddisfazione è stata dimostrata anche dal punto di vista della tematica ambientale nonostante ci sia contezza del fatto che l’agricoltura industriale possa peggiorare la situazione; allo stesso tempo il senso d’isolamento non incide sulla soddisfazione per la qualità dei servizi proposti e sul fatto che il nostro sia un territorio “a misura di famiglia”.

Negativi infine i dati relativi all’innovazione: la Granda è riservata e diffidente nei confronti del cambiamento.

Come utilizzare, ora, i dati raccolti dall’Istituto Eclectica?

La prossima tappa nelle attività del Tavolo del Ben-Essere è un incontro di ascolto aperto a tutti i cittadini, in programma per lunedì 17 giugno alla facoltà di Agraria: si tratterà di un vero e proprio workshop di quattro ore in cui verranno coinvolte diverse realtà associative della città – ma non referenti politici - , dal tema “Come si sta a Cuneo?”.

simone giraudi

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