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Curiosità | 12 giugno 2019, 07:15

C’è anche un’artista fossanese nel programma di Mirabilia: Giulia Odetto esordisce con il suo nuovo Epizón

Il battito del cuore trasformato in colonna sonora per l’anteprima/work in progress del Collettivo EFFE

Foto di Francesca Botta

Foto di Francesca Botta

C’è anche una fossanese tra gli artisti di Mirabilia, il festival delle arti performative ormai alle porte. È Giulia Odetto, attrice e regista della città degli Acaja che metterà in scena, nella suggestiva cornice della chiesa di San Giuseppe, l’anteprima/work in progress del nuovissimo Epizón del Collettivo EFFE.

“Lo scopo della vita è fare in modo che il battito del cuore sia in sintonia col battito dell’universo, perché la nostra natura sia accostata alla Natura” scriveva Joseph Campbell, una frase che viene proposta al pubblico e che trasporta sulla scena dove tre performer abitano uno spazio e interagiscono tra di loro e con lo spazio usando uno schema di regole ben preciso. In questa condizione vitale molto strutturata, l’individuo vuole tuttavia esprimersi nella sua unicità. La performance si snoda in un’alternanza tra accettazione ella struttura in cui l’essere vivente è inserito, ma da cui si sente schiacciato, e il rifiuto di tale schema nel tentativo di emergere e creare. Grazie a HART, un dispositivo che amplifica il battito cardiaco, i movimenti vengono tradotti in performance sonora e visiva".

Epizón è un work in progress del Collettivo EFFE per la regia di Giulia Odetto, assistente alla creazione Valentina Spaletta Tavella, suoni Lorenzo Abbatoir, visual Lea Brugnoli, in scena le performer Greta Cisternino, Cecilia Francesca Croce e Lidia Luciani. Hart, il dispositivo utilizzato per l’amplificazione del battito cardiaco, è un prototipo progettato da Marco Conte.

Agata Pagani

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