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Politica | 14 giugno 2019, 07:30

A poche ore dal primo Consiglio comunale di Saluzzo la Lega riuscirà a sbrogliare la matassa della nomina del capogruppo?

Sfuma l’ipotesi del gruppo unico. Savio e Bachiorrini saranno capogruppo di loro stessi. Nel Carroccio la Piano e Andreis rivendicano la stessa poltrona, anche se aumentano le “quotazioni” che danno l’avvocato penalista capogruppo

Da sinistra Alessandra Piano e Domenico Andreis

Da sinistra Alessandra Piano e Domenico Andreis

Mancano poche ore alla prima seduta del Consiglio comunale di Saluzzo del “Calderoni bis”, il secondo mandato di Mauro Calderoni, sindaco riconfermato al primo turno delle Amministrative, il 26 maggio.

Si apre questa sera, alle 18, la nuova legislatura, con l’insediamento dei consiglieri e tutte le formalità di rito del primo Consiglio.

Se sul fronte della maggioranza pare esserci poco da dire, dal momento che la Giunta è già stata resa nota e che la carica del presidente del Consiglio sarà appannaggio di Enrico Falda, medico veterinario ed apprezzato presidente della Fondazione Bertoni dell’ultimo quinquennio, le note di cronaca giungono invece dai banchi d’opposizione.

La minoranza, infatti, non sarà composta da un gruppo unico. Lega, Forza Italia e la compagine civica “SiAmo Saluzzo” daranno vita a tre gruppi indipendenti. Il che significa che, per forza di cose, l’opposizione in Consiglio avrà tre capigruppo.

Carlo Savio e Fulvio Bachiorrini saranno capigruppo di loro stessi, sostanzialmente: “SiAmo Saluzzo” e Forza Italia, infatti, hanno totalizzato un solo seggio cadauno all’interno dell’assemblea.

La situazione si complica – invece – per quanto concerne la Lega, che in Consiglio sarà rappresentata da Domenico Andreis, Paolo Demarchi e Paolo Scaletta. Demarchi manterrà il duplice ruolo di consigliere comunale e di membro del Consiglio regionale del Piemonte. In quota Lega si pone anche Alessandra Piano, candidato a sindaco del centrodestra unito, espressione del Carroccio.

Diventa dunque spinosa l’individuazione del capogruppo in casa Lega.

Da un lato la Piano, che rivendica la carica in qualità, per ovvie ragioni. Dall’altro invece Domenico Andreis, che con i suoi 219 consensi personali non fa mistero di ambire alla stessa posizione della Piano.

In una riunione di minoranza di lunedì, a favore della nomina dell’avvocato penalista a capogruppo si è espresso Demarchi. Ad oggi il bandolo della matassa sembra non esser ancora stato trovato, ma le indiscrezioni darebbero la Piano in “vantaggio” su Andreis.

Qualcosa di certo emergerà senza dubbio nel Consiglio di questa sera. Ma non v’è da escludere che la questione, e le dinamiche che dietro ad essa si celano, non lascino strascichi, anche pesanti, all’interno del Carroccio.

Resta anche da capire, al momento, anche la strategia che verrà intrapresa in merito all’elezione del presidente del Consiglio comunale. Cinque anni fa, nella prima seduta dell’assemblea cittadina, la minoranza, che aveva chiesto “maggiore considerazione” sulla scelta per la presidenza consiliare, dopo la nomina di Andrea Momberto aveva abbandonato l’aula.

Difficile prevedere cosa accadrà fra qualche ora, invece. Anche su questo punto, infatti, l’opposizione si ritrova ad avere idee contrastanti al suo interno.

Che, comunque, la coalizione di centrodestra in Consiglio a Saluzzo non sia così compatta, sembra essere sempre di più un dato di fatto. Lo dimostra anche la lettera inviata al sindaco Calderoni ieri (13 maggio), con la quale Carlo Savio (da solo) ha chiesto una relazione in Consiglio in merito alla situazione dei “lavoratori stagionali africani” presenti in Città.

Nicolò Bertola

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