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In Breve

| 14 giugno 2019, 13:29

Grande è la crisi del Pd sotto il cielo della Granda

La performance elettorale del Partito Democratico è stata la peggiore tra le province piemontesi. Paradossalmente, però, è nel Cuneese che il candidato presidente Sergio Chiamparino ha ottenuto la più alta percentuale di consensi (30,26%) dopo Torino (38,67%)

Grande è la crisi del Pd sotto il cielo della Granda

Alle regionali del 2014, in provincia di Cuneo, la lista del Pd aveva ottenuto 74.595 voti (29,7%).

Il 26 maggio 2019 i voti sono stati 46.593 (17,75%): 28.000 voti persi in cinque anni, che portano il Pd della Granda ad essere il fanalino di coda nelle otto province piemontesi.

Il partito di Nicola Zingaretti a Cuneo (intesa come provincia) si colloca all’ultimo posto dietro a Torino (25,45), Vco (22,81%), Novara (20,86%), Biella (19,77%), Vercelli (19,33%), Alessandria (19,31%), Asti (18,43%), Cuneo (17,75%).

Se, per contro, si considerano le percentuali ottenute dal maggior partito del centrodestra, la Lega, la Granda è, tra le province piemontesi, quella in cui, eccezion fatta per il capoluogo di regione, il Carroccio sfonda in percentuale minore.

La Lega svetta infatti a Vercelli (47,52%), seguita da Vco (45,86%), Asti (44,76%), Biella (44,41%), Novara (42,93%), Alessandria (42,03%), Cuneo (41,30% ), Torino (31,09%).

I cinque candidati della formazione cuneese del Pd hanno avuto tutti buone affermazioni personali: Maurizio Marello, sindaco uscente di Alba, 5813 preferenze; Bruna Sibille, sindaco uscente di Bra, 3597; Francesco Balocco, già sindaco di Fossano e assessore regionale uscente ai Trasporti,  3086; Maria Peano di Boves, presidente della Consulta regionale Pari Opportunità 2911; Paolo Allemano, già sindaco di Saluzzo e consigliere regionale uscente, 2015.

Squadra più forte, a ben considerare, il Pd non poteva schierare, tuttavia sono mancati i voti al partito, quelli determinanti, in parte andati alle altre liste di centrosinistra, in primis alla lista Chiamparino, in parte dispersi non si sa bene dove.

Ciò che è interessante annotare è che la provincia Granda è quella in cui – sempre dopo Torino – il candidato presidente Sergio Chiamparino ha ottenuto la percentuale più alta di consensi: Torino (38,67%), Cuneo (30,26%), Vco (28,92%), Biella (27,66%), Novara (26,89%), Asti (26,62%), Alessandria (26,52%), Vercelli (25,12%).

Gli unici due maggiori centri, Saluzzo e Bra, in cui il centrosinistra ha vinto, sono quelli in cui il Pd ha scelto di contaminarsi profondamente con componenti non tradizionalmente di sinistra.

Ad Alba non è stato comunque sufficiente: il candidato sindaco di Forza Italia, Carlo Bo, ha vinto al primo turno senza dover ricorrere al ballottaggio.

A Fossano, dove la contaminatio non si è realizzata per dinamiche locali, la sconfitta al ballottaggio di Paolo Cortese è stata inevitabile e bruciante.

Alla luce di questi numeri, i dirigenti del Pd cuneese hanno elementi su cui riflettere in vista di prossimi appuntamenti elettorali che potrebbero essere dietro l’angolo.      

Giampaolo Testa

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