/ Eventi

Eventi | 15 giugno 2019, 16:10

Saluzzo, ultimo fine settimana della mostra "La Giada del Monviso”

Alla ex Caserma Musso un tuffo nel neolitico del Saluzzese. Si evidenzia la rete commerciale di asce e oggetti realizzati in pietra verde del Monviso che interessò l’Europa occidentale e una parte della Orientale tra i 7000 e 4000 anni fa

Saluzzo, un'immagine della mostra "La Giada del Monviso"

Saluzzo, un'immagine della mostra "La Giada del Monviso"

Ultimo fine settimana della mostra “La Giada del Monviso” che il Parco del Monviso ha allestito per promuovere e valorizzare la pietra verde di Oncino, rarità mineralogica del Re di Pietra, “fenomeno globale” del Neolitico e oggi attrattiva culturale e turistica da sviluppare.

Alla ex Caserma Musso, un vero e proprio un tuffo nel Neolitico dove tra i 7000 e i 4000 anni fa, asce realizzate in pietra verde del Monviso, raggiunsero tutta l’Europa occidentale e una parte della Orientale, in un raggio di migliaia di km.

I primi bilanci parlano di un grande riscontro da parte del pubblico: sono già più di 1.500 le persone che hanno visitato l’esposizione, oltre a numerosi studenti delle scuole locali ai quali insegnanti e accompagnatori del parco hanno dato le necessarie spiegazioni per comprendere al meglio l’allestimento.

I visitatori incontrano nel percorso una capanna neolitica, scoprono  l’agricoltura, la tessitura, gli attrezzi, la cura della persona, gli strumenti di cottura e di fabbricazione del tempo remoto. Nel secondo salone sono esposti reperti mineralogici, tecniche lavorative artigianali, manufatti e riproduzioni di grandi asce, simili a quelle che percorsero  le vie commerciali n tutta Europa.

Il materiale è stato realizzato dal Centro di Archeologia Sperimentale Torino utilizzando tecniche in uso del periodo neolitico.

La mostra, allestita in due saloni delle Antiche Scuderie della Musso, è aperta al pubblico ancora sabato 15 e domenica 16 giugno dalle 10 alle 18. Successivamente sarà nuovamente aperta per le visite dal 31 agosto al 29 settembre. L’ingresso è libero.

Nel mese settembre sono inoltre previste escursioni e attività formative per i docenti nel Vallone del Lenta, per scoprire l’area e l’ambiente che 7.000 anni fa vide nascere la lavorazione della “pietra verde di Oncino".

vilma brignone

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium