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Politica | 15 giugno 2019, 07:17

#controcorrente: le “Terre del Moscato” fanno la parte del leone nella nuova Giunta regionale di Alberto Cirio

Le aspettative sono tante. Vedremo come evolverà nei prossimi mesi.

#controcorrente: le “Terre del Moscato” fanno la parte del leone nella nuova Giunta regionale di Alberto Cirio

La politica, specie di questi tempi, considera la rappresentanza territoriale come elemento se non irrilevante, certo poco importante.

Per mantenere gli equilibri dei partiti, le “Terre del Moscato” saranno l’ombelico del Piemonte nella  nuova Giunta regionale di Alberto Cirio.

Una concentrazione di assessori (Luigi Icardi, Marco Gabusi e Fabio Carosso) in un “fazzoletto” di terra non si era comunque mai vista.

I tre sono anche stati anche sindaci di Santo Stefano Belbo, Canelli e Coazzolo, Comuni che, tra l’altro, confinano  tra loro e distano una manciata di  chilometri l’uno dall’altro.

Gabusi si occuperà di Trasporti, Opere pubbliche e Protezione civile, Icardi di Sanità mentre Carosso, che dalle colline astigiane dovrebbe vedere le Alpi,  si occuperà anche di Montagna oltre ad essere il vicepresidente.

Biella, la più piccola delle province piemontesi, (per dimensione territoriale, sette volte più piccola della Granda, 900 km quadrati contro i 6900 di Cuneo), sarà l’altra provincia a farla da padrona.

Due donne assessore Chiara Caucino (Sociale) ed Elena Chiorino (Lavoro e formazione)

Chi ci perde? Sicuramente Cuneo ed in particolare l’area del capoluogo nemmeno rappresentata in Consiglio regionale.

Anche Torino non se la ride.

Tra i sette rappresentanti della Lega della provincia di Torino andrà in Giunta solo Fabrizio Ricca (Polizia Locale), attuale capogruppo nella Sala Rossa del Comune e segretario cittadino.

L’altro rappresentante torinese (e di Torino) sarà il forzista Andrea Tronzano (Bilancio), che avrà il compito (non facile) di non far rimpiangere Aldo Reschigna, l’uomo dei conti di Sergio Chiamparino, stimato in maniera bipartisan.

Torino (e soprattutto la provincia) quindi perderanno notevole peso politico, rispetto alla Giunta Chiamparino, ma questa era una “promessa” elettorale “menoTorinocentrismo” (mantenuta) del Presidente albese Alberto Cirio.

Anche Verbania, la terra che qualche mese fa voleva passare alla Lombardia con un referendum “secessionista” promosso dal leghista Valter Zanetta, perde il vicepresidente e non avrà  posti nel nuovo esecutivo a trazione leghista.

Gli alessandrini, dopo 5 anni senza rappresentanti, portano a casa due Assessorati importanti per  Valeria Poggio (Commercio e Turismo) e Marco Protopapa (Agricoltura).

I vercellesi, invece, si dovranno accontentare dell’evergreen Roberto Rosso (anche se eletto nel collegio di Torino) mentre il novarese  Matteo Marnati (Ambiente e Parchi) gestirà una parte dell’assessorato che fu del cuneese  Alberto Valmaggia. 

Se a politica fosse uno schema calcistico diremo che Cirio giocherà con il 7-2-2. Dove sette sono i leghisti, 2 i rappresenti del partito di Berlusconi e 2 quelli della Meloni, che, nonostante uno stringato 5 per cento, portano a casa un bottino di tutto rispetto anche se il cuneese Paolo Bongiovanni, come  al ballo delle debuttanti, deve rimanere al palo.

Ad occhi attenti non sfugge però che Forza Italia batte la Lega sulle deleghe “pesanti” (Bilancio, Trasporti, Opere pubbliche) contro la “sola” Sanità di marca leghista.

La nuova Giunta, in ogni caso, non verrà giudicata per le curiosità che abbiamo indicato (senza pretese) e nemmeno per le appartenenze territoriali,  ma per i risultati che saprà conseguire nell’interesse dei Piemontesi.

Le aspettative sono tante. Vedremo come evolverà nei prossimi mesi.

#controcorrente

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