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Cronaca | 17 giugno 2019, 17:08

A Cuneo si difendono i sindacalisti dello Snals a processo per truffa ai danni dell'INPS: "Nessuno di noi ha mai simulato rapporti di lavoro né agito con artifizi"

Tutto ha preso il via da un'indagine delle Fiamme Gialle di Cuneo. Nelle loro dichiarazioni spontanee i quattro imputati hanno evidenziato come abbiano sempre agito nel rispetto della legge. "Da noi era prassi anticipare i soldi per il nostro lavoro. Poi, quando c'erano i soldi, venivamo rimborsati"

A Cuneo si difendono i sindacalisti dello Snals a processo per truffa ai danni dell'INPS: "Nessuno di noi ha mai simulato rapporti di lavoro né agito con artifizi"

Continua a Cuneo il processo che vede coinvolti quattro sindacalisti dello Snals, accusati di truffa aggravata ai danni dell'INPS a seguito di alcune indagini delle Fiamme Gialle di Cuneo.

Si tratta di G.D., P.R., C.B., e M.C.. Stamattina, in aula, i quatto imputati hanno reso dichiarazioni spontanee; due di loro hanno deposititato una memoria difensiva e un altro di loro ha scelto di rispondere alle domande.

Nelle loro dichiarazioni hanno spiegato come funzioni un sindacato, cosa sia un distacco sindacale, quali siano gli oneri e gli impegni da affrontare in un'attività di questo tipo, che occupa moltissimo tempo e comporta anche molte spese, tra spostamenti e trasferte e incontri a livello nazionale, oltre che una continua formazione e un continuo aggiornamento.

G.D., segretaria provinciale dal 2008, è stata la prima a rendere dichiarazioni spontanee in aula, questa mattina. "Ad un certo punto lo Snals stabilì di darmi una retribuzione aggiuntiva, arrivando così a percepire 3000 euro lordi mensili: il tutto è documentato ed è, ovviamente, stato autorizzato. Ci sono stati alcuni assegni personali miei che anticipavano le uscite, venivo pagata in contanti. Non c’era limite in questo senso e il sindacato mi pagava quando c'erano i soldi. È prassi nel nostro sindacato agire così. Nelle accuse nei miei confronti si dice che ho simulato rapporti di lavoro, ma dal 1979 al 2009, data in cui sono andata in pensione, io ho lavorato, non ho mai simulato con artifizi. L’INPS non ha subito alcun danno, è tutto regolare e le tasse le ho sempre pagate", ha dichiarato.

Anche P.R., ha reso dichiarazioni spontanee, evidenziando molte delle cose già dette dalla collega. "Ebbi l'esonero sindacale nei primi anni '80 e mi occupai di Asti, dove avevamo pochissimi iscritti. Anticipavo i soldi delle continue trasferte. Mi dicevano: posa le carte sul tavolo, appena abbiamo i soldi ti rimborsiamo. Non è mai stato un problema, era un'abitudine anticipate le spese vive. Penso che tutto si sia svolto con buon senso, abbiamo sempre agito in assoluta buona fede".

L'imputata C.B. ha, oltre a rendere dichiarzioni spontanee, depositato una memoria difensiva allegando moltissima documentazione. "E' strano leggere negli atti dell’accusa che aver chiesto l'esonero nel 2005 e 2006 fosse attività artificiosa, era invece una cosa normale e di buon senso, perché sarei tornata ad insegnare per un solo anno, creando più danni che altro. Ho percepito dei rimborsi, ma sono tutti documentati. Per molte attività non erano più sufficienti e allora è stato concesso un compenso aggiuntivo: era una questione di trasparenza perché era un compenso fisso e su questo sono state pagate le tasse e i contributi".

M.C. è stato l'ultimo dei quattro imputati a prendere la parola, confermando quanto detto dai colleghi di sindacato ed evidenziando come tutti abbiano agito nel pieno rispetto del regolamento e della legge.

La prossima udienza è stata fissata il 16 settembre alle 15.

 

Barbara Simonelli

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