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Attualità | 18 giugno 2019, 16:46

Cavalcaferrovia di Magliano Alpi chiuso ai mezzi pesanti: nelle prossime ore l'ordinanza provinciale (FOTO)

Potranno transitarvi veicoli con massa a pieno carico non superiore alle 20 tonnellate. La limitazione rimarrà in vigore un anno: fra le ipotesi in ballo, figurano la demolizione e la ricostruzione della struttura, insistente sui binari della Torino-Savona

Cavalcaferrovia di Magliano Alpi chiuso ai mezzi pesanti: nelle prossime ore l'ordinanza provinciale (FOTO)

Il cavalcaferrovia ad impalcato in acciaio della strada provinciale 422, insistente sui binari della Torino-Savona e recentemente oggetto di una verifica statica speditiva da parte di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), sarà chiuso al passaggio dei mezzi pesanti: questo è il provvedimento che il dipartimento viabilità della Provincia di Cuneo ufficializzerà nelle prossime ore, mediante apposita ordinanza.

In particolare, a partire dalla mattinata di giovedì 20 giugno, oltre al già esistente limite massimo di velocità, fissato a 40 chilometri orari, entrerà in vigore, con apposita segnaletica, il divieto di transito ai veicoli con massa a pieno carico superiore alle 20 tonnellate.

Tale limitazione durerà all'incirca un anno, durante il quale si vaglieranno alcune ipotesi: al momento, la più accreditata prevede la demolizione e la ricostruzione del cavalcaferrovia nel 2020, ampliandone il sedime al fine di consentire anche ai pedoni e alle biciclette di percorrerlo in totale sicurezza.

La struttura, per la cronaca, insiste sul territorio del Comune di Magliano Alpi e dal municipio fanno sapere che a breve sarà emanata una seconda ordinanza, questa volta di competenza dell'amministrazione cittadina, inerente alla limitazione della viabilità in via Domenico Rossi, carreggiata che attraversa anch'essa i binari della Torino-Savona con un cavalcaferrovia risalente grossomodo alla stessa età di quello oggetto delle restrizioni provinciali e, in merito al quale, RFI non ha ancora fornito responsi.

Pertanto, in via prudenziale, si è deciso di impedire ai mezzi pesanti di usufruire della strada, obbligandoli così a percorsi alternativi.

Alessandro Nidi

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