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Cronaca | 18 giugno 2019, 15:03

“Collaudi veri, nessuna regalìa”: le difese chiedono l’assoluzione per l’ex funzionario della Motorizzazione di Cuneo e per i titolari di agenzie di pratiche auto

Per gli imputati accusati di corruzione e falso il pm ha chiesto pene fino ai 3 anni

Immagine di repertorio

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Per V.G.T., ex funzionario della Motorizzazione civile di Madonna dell'Olmo, C.D., E.D., L.C., titolari di agenzie di pratiche auto e officine con attività nel cuneese, saluzzese e braidese il pm Alberto Braghin aveva chiesto – rispettivamente - condanne a 3 anni e 3 mesi, 1 anno e 6 mesi a 8 mesi di reclusione per le accuse di corruzione e falso in atto pubblico.

Secondo il sostituto procuratore, T. tra i mesi di maggio e ottobre 2012 in cambio dei “favori” di collaudi “veloci”, o soltanto sulla carta, e revisioni fasulle di vari automezzi, anche fuori sede, sarebbe stato ricompensato con varie regalie come la riparazione gratuita della propria auto, la sostituzione delle pastiglie dei freni, il pieno di benzina, una bottiglia di vino e un pranzo al ristorante.

Stamattina, davanti ai giudici del tribunale collegiale di Cuneo, i difensori degli imputati hanno chiesto l’assoluzione piena.

I legali hanno puntato il dito sulle modalità con le quali furono esperite le indagini da parte della Polizia stradale di Saluzzo, sulle quali si basava l’impianto accusatorio: “Accertamenti basati su presupposti fantasiosi, equivoci e inconsistenti” per l’avvocato Gianmaria Dalmasso, legale di C.D.. A partire dalla confusione da parte degli agenti fra le operazioni di “collaudo” e “revisioni”: “I mezzi non venivano revisionati, ma trattandosi di veicoli nuovi, collaudati. E a norma di legge, i controlli sono velocissimi, bastano pochi minuti.”.

Ma c’è di più: “Possibile che un funzionario della Polstrada non sappia che i collaudi possano essere fatti anche presso l’azienda che fa controllare i veicoli? Per forza non li vedevano entrare ed uscire, erano già lì”. E ancora: “Durante gli accertamenti sono anche stati confusi numeri di targhe con numeri di telai, finendo per confondere i mezzi controllati”.

Quanto alle accuse di corruzione impropria: C.D., che fa questa professione da oltre 50, non ha mai regalato una bottiglia o offerto un pranzo”.

L’avvocato Nicola Dottore per E.D.: “Stiamo parlando del nulla. La polizia ha voluto trovare a tutti i costi qualcosa di irregolare. Peccato che tutti i testi abbiano affermato l’esatto contrario”.

T. è sempre stato presente durante i collaudi”, ha affermato Pierfranco Peano, difensore dell’ex funzionario, definendo “pessime” le indagini. “Neppure una volta gli inquirenti hanno verificato che si fossero svolti regolarmente. E intanto le accuse che riguardavano le revisioni ‘fasulle’ sono state accantonate”.

Repliche e sentenza fissate nell’udienza del 9 luglio.

Monica Bruna

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