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Politica | 18 giugno 2019, 12:42

Dalla Granda al posto di comando della sanità regionale, Icardi: "Risposte agli 'ultimi' tra le priorità del mio mandato" (VIDEO)

"Non butteremo quanto di buono fatto da chi ci ha preceduto, ma liste d’attesa e continuità assistenziale sono problemi che chiedono risposte". E su Verduno: "Il nuovo ospedale va aperto al più presto, ma il tema critico è quello della viabilità di accesso"

Luigi Genesio Icardi, 58 anni, nuovo assessore regionale alla Sanità

Luigi Genesio Icardi, 58 anni, nuovo assessore regionale alla Sanità

Voleva l’agricoltura e gli è toccata la sanità. "L’80% del bilancio e il 90 delle grane". Così Luigi Genesio Icardi sorride dell’incarico con cui l’amico e nuovo presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio lo ha voluto insieme a sé nella Giunta regionale insediatasi ieri, lunedì 17 giugno, nella sede di piazza Castello a Torino, affidandogli l’assessorato certamente più ricco e pesante, ma anche maggiormente foriero di complicazioni dell’intero esecutivo.

La conoscenza della materia non gli manca. Cinquantotto anni (è nato l’11 aprile 1961), da trentadue Icardi è funzionario dell’azienda sanitaria albese, dove è entrato nel 1987 dopo la maturità scientifica al "Galileo Galilei" di Nizza Monferrato (Asti) e una laurea in "Gestione ed Economia delle Pubbliche Amministrazioni" (110 e lode presso l’Università del Piemonte Orientale). Un’attività professionale alla quale da tempo ha affiancato quella politica – da sempre nelle fila della Lega – e l'impegno da amministratore: dal 2011 a oggi come sindaco di Santo Stefano Belbo, ora decaduto per l'incompatibilità tra le due cariche, dal 2009 al 2014 consigliere provinciale nell’amministrazione di Gianna Gancia.

Lasciato venerdì scorso il municipio santostefanese alle cure della fidata vice Laura Capra, si è messo al lavoro sulle urgenze di un settore per amministrare il quale – tra i chiari di luna della finanza pubblica e problematiche quali quella di una popolazione sempre più anziana e interessata da un tasso di patologie croniche fatalmente crescente – bisognerà essere bravi a fare quanto più fuoco con una legnaia non proprio infinita.        

Se entrare nel merito delle misure possibili è ovviamente prematuro, a margine della seduta di insediamento della Giunta andata in scena ieri il neo assessore ci ha però illustrato le direttrici sulle quali orienterà il proprio agire. E in testa alle sue preoccupazioni c’è quell’attenzione "agli ultimi" che troppo spesso sarebbe mancata nella definizione delle politiche sanitarie degli ultimi anni.


"La mia intenzione – premette – non è certo di buttare quanto di buono è stato fatto dalle precedenti amministrazioni e dal mio predecessore in particolare… non intendo gettare il bambino con l’acqua sporca, insomma. Bisognerà valutare e valorizzare il lavoro già fatto, ma al contempo ragionare e trovare vie praticabili per dare una risposta quanto più possibile efficace alla domanda di prestazioni sanitarie di chi non ha alternative".

A chi si riferisce in particolare?
"In un periodo di crisi quale quello che attraversiamo bisogna fare purtroppo i conti con un’evidenza, ben chiara a chi come me finora ha potuto ben osservarlo da un punto di osservazione privilegiato. C’è una sempre più larga fascia di popolazione che quando ha un bisogno di cura, o ottiene risposte dal servizio pubblico universalistico generalizzato, oppure non le ottiene affatto. E questo perché non ha le risorse per accedere a soluzioni più costose. In questo senso la mia intenzione è quella di partire dal basso, dagli ultimi. Dobbiamo tornare a occuparci dei problemi della gente, problematiche che un sindaco conosce bene perché, come ha ricordato Cirio pocanzi (nella conferenza stampa di presentazione della Giunta, ndr), il municipio è l’avamposto dello Stato sul territorio. Quando un cittadino ha un problema è lì che si rivolge".

Nella pratica?
"Principalmente due temi. Le liste d’attesa, che quando diventano insopportabilmente lunghe rendono la risposta del pubblico inefficace, e la continuità assistenziale, e quindi la cura dei nostri anziani, rispetto alla quale alle famiglie mancano spesso riferimenti certi. Ho già parlato con chi in Giunta si occuperà della socioassistenza e sappiamo entrambi che in questa direzione le cose da fare sono tante, avendo sempre presente però che a monte incombe il tema delle risorse. Bisognerà essere bravi, insomma, ma l’entusiasmo e la voglia di fare non mancano. Da domani (oggi, ndr) sarò in Assessorato e inizieremo a lavorare, per arrivare quanto prima a un piano d’azione ben preciso".
 
Tra le urgenze della Granda c’è ovviamente l’apertura dell’ospedale unico di Alba e Bra.
"Verduno deve essere aperto e lo si deve fare al più presto, questa è una certezza. La struttura è pronta e bisogna compiere un ultimo sforzo per renderla immediatamente accessibile, anche per prevenire possibili problematiche legate all’obsolescenza. La criticità maggiore dal mio punto di vista è però quella legata alla viabilità collegata al nosocomio. Conosciamo bene le condizioni delle strade che portano a quel sito, e, anche se i lavori per ultimare l’Asti-Cuneo o adeguare la Sp7 partissero domani mattina, per vedere qualche risultato dovremmo attendere due o tre anni… . Sono tempi che non possiamo permetterci, soprattutto guardando alle patologie tempo dipendenti. A questo bisognerà trovare una soluzione urgentemente, di concerto con tutti gli enti competenti sulla viabilità".

Ezio Massucco

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