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Cronaca | 19 giugno 2019, 09:57

La Cassazione si pronuncia sulla cannabis light e Mondovì revoca l'ordinanza: "Ormai non serve più"

La presidente del Consorzio nazionale per la tutela della Canapa: "Il Comune è andato in un'autotutela, perché venerdì avremmo depositato il ricorso al Tar contro l'ordinanza. Le motivazioni della sentenza, tra l'altro, non le conosce ancora nessuno"

La Cassazione si pronuncia sulla cannabis light e Mondovì revoca l'ordinanza: "Ormai non serve più"

Una sentenza nazionale supera per importanza l'ordinanza di un singolo Comune: per questo, il sindaco di Mondovì, Paolo Adriano, ha revocato il provvedimento adottato contro i negozi di cannabis light.

"Non serve più, visto che la Cassazione il 30 maggio scorso si è pronunciata in tal senso", ha commentato il primo cittadino, che sull'albo pretorio municipale ha pubblicato il decreto valido per tutto lo Stivale.

"La commercializzazione di cannabis sativa L. e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell'ambito di applicazione della legge numero 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l'attività di coltivazione della canapa delle varietà iscritte nel Catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002 e che elenca tassativamente i derivati della predetta coltivazione che possono essere commercializzati; pertanto, integrano il reato di cui all'articolo 73, commi 1 e 4, D.P.R. numero 309/1990, le condotte di cessione, vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L., salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante".

Diverso il parere di Ornella Palladino, coltivatrice di canapa dal 2012, astigiana e poresidente del Consorzio nazionale per la tutela della Canapa. "Questa revoca arriva a pochissimi giorni dal deposito del ricorso al Tar del Piemonte presentato dal commerciante di Mondovì, con il nostro appoggio. 38 pagine, 14 punti, in cui si evidenzia come venisse leso un legittimo diritto, riguardando, il divieto, la vendita di qualsiasi prodotto legato alla canapa, quando invece la sentenza del 30 maggio scorso, di cui ancora nessuno conosce le motivazioni, vieta la vendita di sostanze con potere drogante". 

E ancora: "Il Comune aveva 90 giorni di tempo per revocare l'ordinanza, altrimenti noi saremmo andati avanti con il ricorso. Andando in autotutela, ne è uscito facendo riferimento alla sentenza, ma il punto è un altro: il divieto imposto a Mondovì era cosa molto diversa e più estesa rispetto a quanto stabilito dalla sentenza che, ribadisco, al momento non è ancora nota nelle sue motivazioni. Se non è stato modificato il limite di thc, abbassandolo rispetto allo 0,5 attuale, il negozio di Mondovì è in piena regola".

Nidi-Simonelli

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