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Eventi | 19 giugno 2019, 15:45

Nel fine settimana la festa patronale di San Giovanni a Crissolo: sabato il grande e tradizionale falò, domenica la fiera

Tante iniziative in programma, organizzate dalla locale Pro loco “confortata dal successo delle passate edizioni”

La fiera di San Giovanni in un'immagine di repertorio

La fiera di San Giovanni in un'immagine di repertorio

È tutto pronto, a Crissolo, per i festeggiamenti della Patronale di San Giovanni, organizzati dalla locale Pro loco che, “confortata dal successo delle passate edizioni”, anche quest’anno propone un ricco calendario di eventi.

Si parte con la serata di sabato 22 giugno. Alle ore 21 è infatti in programma la festa con il grande falò e balli della tradizione occitana. Chi lo desidera, spiegano gli organizzatori, potrà partecipare vestito con gli antichi costumi.

Il giorno seguente, domenica 23 giugno, sin dalle 9 del mattino – e per tutto il giorno – l’isola pedonale di Crissolo ospiterà la tradizionale fiera di San Giovanni, sulla falsariga degli eventi degli anni passati, con numerose bancarelle e stand di oggetti di artigianato e golosità al cioccolato.

La tradizione del falò – spiegano dalla Pro loco – ha probabilmente delle origini precristiane, forse pagane, per celebrare il solstizio d’estate, data che pressoché coincide con il 24 giugno, festa di San Giovanni: un momento importante all’inizio dell’estate con la notte più breve dell’anno. Il rito serviva per esorcizzare o stemperare la paura del cambiamento, per attraversare una notte carica di energie: sulle colline e sui monti si accendevano fuochi per cacciare demoni e streghe e prevenire le malattie.

A livello popolare queste pratiche non si sono mai spente, conservando alcune caratteristiche: il fuoco, i giochi, le sfilate, le danze.

Tipicamente locale, invece, la credenza che i falò di San Giovanni servissero per conservare i frutti della terra, assicurare buoni raccolti, proteggere il bestiame da tuoni, grandine e malattie. A Crissolo era tradizione che il giorno di San Giovanni i contadini accendessero 4 fuochi ai 4 lati dei campi per invocare la protezione sul raccolto.

Una antica leggenda popolare crissolese legata alla festa di San Giovanni e tramandata oralmente nelle veglie serali, racconta dell’esistenza, nella zona della Sea Bianca, di una vera miniera d’oro, e che per lavorare il prezioso metallo fossero in funzione ben due fonderie, una a Paesana e una a Oncino.

Si racconta che in quella miniera chiamata ‘Brinduira’, ci fossero antichi e grandi tesori che, nascosti dalle rocce in profonde caverne, erano finiti in un grande bacino pieno d’oro fuso. Si riteneva che l’ingresso della grotta fosse coperto da una grande pietra verticale, che in un solo giorno dell’anno, si apriva da sola: e questo giorno era proprio la festa di San Giovanni, il 24 giugno.

Le testimonianze dei vecchi affermavano che chi aveva voluto scoprire la porta della ‘Brinduira’ nel giorno in cui si apriva, avrebbe dovuto arrivare lì, davanti al luogo del tesoro, nel momento in cui spuntava il primo raggio di sole. Perché solo in quel momento la porta si sarebbe aperta per richiudersi subito dopo.

Ma… non bisognava dirlo a nessuno”.

Nicolò Bertola

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