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Attualità | 22 giugno 2019, 19:12

Briga Alta: il sindaco Giancarlo Mureddu, appena eletto, si dimette

Il primo cittadino lascia per "gravi e improvvisi motivi personali". Avrà 20 giorni per tornare sui suoi passi, altrimenti scatterà il commissariamento del Comune

Briga Alta: il sindaco Giancarlo Mureddu, appena eletto, si dimette

Neanche il miglior regista di Hollywood avrebbe potuto elaborare una trama così intricata come quella sviluppatasi nell'ultimo mese attorno alle elezioni amministrative di Briga Alta, Comune dell'alta val Tanaro al confine con la Liguria.

L'ultimo colpo di scena è giunto proprio nella giornata di oggi, sabato 22 giugno, quando il sindaco neoeletto, Giancarlo Mureddu, in occasione della prima seduta consiliare ha rassegnato le proprie dimissioni per "gravi e improvvisi motivi personali".

Un nuovo capitolo, come detto, di una storia densa di episodi, che hanno origine tra domenica 26 e lunedì 27 maggio con un accadimento a dir poco singolare: il conteggio delle schede decreta un pareggio tra le due liste in corsa, "Il rododendro", con candidato sindaco Francesco De Lucia, e "Per Briga Alta", a sostegno, appunto di Mureddu. 

Entrambe ottengono 10 voti, su un totale di appena 28 votanti (gli elettori sarebbero 124, ma la maggior parte risiede all'estero e Briga Alta conta appena 48 residenti, ndr). Tra l'altro, coloro che si sono recati alle urne hanno dovuto dirigersi a Ormea, a una trentina di chilometri di distanza da casa, dal momento che il municipio di Briga Alta è inagibile dopo l'alluvione del novembre 2016.

Si va dunque al ballottaggio del 9 giugno, ove si impone Mureddu con il 68,18% delle preferenze (15 voti a 7), chiamato dunque a raccogliere l'eredità di Ivo Alberti e guidare il paese per i prossimi cinque anni. Nulla di tutto ciò, invece: poche ore fa il dietrofront, presumibilmente con nessuna chance di ripensamento.

Se tale sensazione fosse confermata (il sindaco ha 20 giorni di tempo per revocare le proprie dimissioni), Briga Alta verrebbe commissariata, con la prospettiva certa di ritrovarsi a votare di nuovo tra 12 mesi. Questa volta, magari, senza pareggi e con un pizzico di buona sorte in più. 

Alessandro Nidi

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