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Politica | 22 giugno 2019, 07:45

#controcorrente: Cuneo spesso si presenta male agli occhi di residenti e turisti e ha poca sostanza nel progetto di promozione

Servono entrambe le cose. Ma la prima riserva brutte sorprese con i portici sporchi e gli spazi verdi degradati. Anche se le rotonde interessate dal percorso dell’ultimo Giro d’Italia ciclistico erano tirate a lustro. E la seconda ha perso per strada iniziative di straordinaria importanza. Infatti, nel 2018, i dati diffusi dall’Osservatorio della Regione hanno evidenziato che la città è scesa di 30 mila presenze turistiche. Mentre Alba ne ha acquisite ulteriori 20 mila

Una suggestiva veduta di Cuneo dall'alto

Una suggestiva veduta di Cuneo dall'alto

Una quindicina di giorni fa, durante una passeggiata sotto i portici di Cuneo con un’amica “forestiera”, lei mi ha chiesto: “Ma questa città deve presentarsi e apparire o vuole essere?”. Il riferimento era alle rotonde alle porte del capoluogo sistemate in modo encomiabile e arredate con le piccole biciclette per la partenza di tappa dell’ultimo Giro d’Italia ciclistico. Confesso che, in quel momento, la domanda mi ha sorpreso e non le ho fornito, credo, una risposta sufficiente. Poi ci ho riflettuto.

E’ vero, Cuneo nella promozione della sua immagine deve apparire agli occhi delle persone o essere sostanza per la mente e lo spirito di residenti e visitatori? L’immagine va di certo curata e l’inadeguatezza legata ai rifiuti abbandonati nei punti di raccolta non condominiali del “porta a porta”, la sempre maggiore sporcizia (cartacce, volantini, mozziconi di sigarette, escrementi di animali) sotto i portici di via Roma, piazza Galimberti e corso Nizza e gli spazi degradati nelle aree periferiche non rappresentano un bel biglietto da visita. Quindi, è un’attività da gestire con attenzione. In quest’ottica, Cuneo aveva un’iniziativa - Balconinfiore - copiata poi da altre località, che rappresentava il modo più efficace per darle colore in modo creativo. Con il coinvolgimento diretto dei cittadini. Dal 2013 non è più stata organizzata.  

Però è soprattutto la sostanza, attraverso spettacoli e manifestazioni di richiamo, che deve essere proposta da chi guida una città per valorizzarla e renderla attraente. Negli ultimi anni, Cuneo ha perso Isola di Mondo: progetto importante per l’integrazione e la conoscenza di culture e tradizioni differenti. La tavolata senza muri dello scorso 15 giugno in via Roma, pur con 700 partecipanti e la buona volontà messa in campo dagli organizzatori, non ha trasmesso le stesse emozioni e non ha ottenuto il medesimo obiettivo.

Cuneo ha perso il Nuvolari: per almeno due decenni, centro di aggregazione capace di offrire occasioni di divertimento e di innescare, con gli spettacoli, dei meccanismi virtuosi di incontro e di condivisione tra i giovani e non solo.

Cuneo ha perso, dopo 43 edizioni, la Grande Fiera d’Estate volata a Savigliano: vetrina e punto di riferimento per le eccellenze produttive del territorio.

Cuneo ha perso il grande concerto estivo in grado di richiamare migliaia e migliaia di appassionati nel quale fino al 2008, ultimo anno dell’iniziativa con Antonello Venditti, in piazza Galimberti si sono esibiti, tra gli altri, artisti del calibro di Patti Smith, Premiata Forneria Marconi, Fiorella Mannoia e Subsonica.

Cuneo ha perso il Concerto della Memoria di gennaio dal marchio internazionale che, nelle varie stagioni,  ha visto calcare il palcoscenico del Toselli - solo per citarne alcuni - cantanti, musicisti e interpreti come Noa, Miriam Makeba, Bob Geldof, Nicola Piovani, Antonella Ruggiero, Roberto Vecchioni.

L’alternativa a tutto ciò? L’Illuminata e l’Oktoberfest, fortemente volute in questi anni dall’Amministrazione comunale. Insieme ad altre iniziative mangerecce poco legate al territorio. Poi certo resistono con successo Scrittorincittà e la Fiera del Marrone organizzate dal Comune e la Fausto Coppi e la Straconi allestite dai privati. Con i due Festival - quello della Montagna e del Sorriso - non ancora così amati e conosciuti dal grande pubblico.

Basta questo a dare sostanza alla valorizzazione del capoluogo? Forse no, perché i numeri diffusi dall’Osservatorio della Regione hanno evidenziato che, nel 2018, la città di Cuneo è scesa di 30 mila presenze turistiche rispetto all’anno prima. In particolare tra gli stranieri. Superata da Frabosa Sottana e da Alba, quest’ultima ormai saldamente da tempo al primo posto in provincia, che ne hanno acquisiti ulteriori 24 mila e  20 mila. Ogni Amministrazione guida il proprio Comune nel modo che ritiene migliore. A Cuneo, però, qualche domanda sul come sono stati programmati gli interventi di promozione sarebbe legittima e qualche risposta da parte di chi la governa quanto mai necessaria.    

#controcorrente

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