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Attualità | 24 giugno 2019, 09:45

107 stagionali accolti nei primi giorni d’apertura del PAS di Saluzzo: solo 27, però, lavorano in aziende della Città

Il sindaco Mauro Calderoni affida ad un post Facebook un resoconto a cinque giorni dall’apertura dei cancelli del dormitorio. “Non ci sarà posto per tutti – ammette– ed il PAS non è una soluzione perfetta, ma è un tentativo sincero di non soccombere alla realtà tragica”

La coda di fronte all'entrata del PAS

La coda di fronte all'entrata del PAS

Sono 107 i lavoratori stagionali accolti all’interno del PAS, la struttura allestita dal Comune di Saluzzo nell’ambito del progetto Prima Accoglienza Stagionali, nell’ex caserma Filippi, in zona Foro Boario.

Il dormitorio temporaneo ha una capienza massima di 368 posti letto. Negli spazi aperti offre servizi come un angolo cottura, docce, wc. La struttura alloggiativa ha aperto i battenti martedì scorso (18 giugno), una quindicina di giorni prima rispetto alla data prevista (1 luglio).

Il Comune, di concerto con Prefettura, Questura e con i rappresentanti delle Forze dell’ordine sul territorio, dopo un attento monitoraggio e considerato il numero di ragazzi accampati nel viale del Foro Boario, ha deciso di anticipare l’apertura. Lo scorso anno, comunque, il PAS era stato aperto ancora prima.

Le intense precipitazioni piovose degli ultimi giorni, a carattere temporalesco, non hanno aiutato la gestione delle decine di giovani presenti nell’area esterna al dormitorio. Così come già accaduto lo scorso anno, in tanti si sono ammassati davanti alle porte del PAS, sotto il diluvio, chiedendo di poter entrare per avere un riparo.

 La situazione è costantemente monitorata da Carabinieri e Polizia di Stato, oltre che dal sindaco Mauro Calderoni e da Enti e Associazioni locali.

Ed è lo stesso Calderoni che, ieri pomeriggio (domenica) ha fornito un aggiornamento dalla propria pagina Facebook.

“Oggi finalmente splende un sole caldo. – scrive il sindaco – Ma nei giorni scorsi, due giornate terribili di freddo e pioggia, abbiamo fatto riparare tutti sotto le tettoie all’interno della struttura”.

107 ACCESSI, MA IN 80 NON LAVORANO A SALUZZO

Il “post” del sindaco offre alcuni spunti di riflessione.

Il primo, sicuramente, riguarda la dislocazione geografica degli stagionali assunti ed entrati nel PAS.

Dei 107 ragazzi accolti nel dormitorio solo 27 lavorano in aziende di Saluzzo. Gli altri 80 sono assunti a Revello (48), Martiniana Po (15), Verzuolo (6), Gambasca (3), Manta (2), Sanfront (2), Envie (1), Lagnasco (1), Pagno (1) e Savigliano (1).

Il dormitorio di Saluzzo è la struttura più grande per la prima accoglienza degli stagionali. Insieme all’ex capitale del Marchesato, soltanto tre Comuni hanno aderito alla rete di accoglienza diffusa, allestendo posti letto sul territorio: sono Costigliole Saluzzo, Lagnasco e Verzuolo.

A questi vanno ad aggiungersi i posti letto della Coldiretti, mentre – scrive Calderoni – “molti imprenditori, seri e responsabili, aumentano i posti letto in azienda”.

130 RAGAZZI ACCAMPATI AL FORO BOARIO: LE MODALITA’ DI ACCESSO

Sono più di 100 (Calderoni parla di 130 persone ma il dato è in costante mutamento) i ragazzi accampati con giacigli di fortuna lungo il viale alberato del Foro Boario. “Restano in attesa del loro turno” spiega il sindaco, che aggiunge: “Domani (oggi, lunedì: ndr) riprenderà l’accoglienza”.

Al PAS entra per primo chi ha un contratto di lavoro, poi “chi lo avrà a breve”.

“Non ci sarà posto per tutti – ammette Calderoni – ed il PAS non è una soluzione perfetta, ma è un tentativo sincero di non soccombere alla realtà tragica”.

“UN MERCATO REGOLATO DA NORME VECCHIE”

Il sindaco di Saluzzo intanto non demorde, e continua la sua battaglia, rivolta specialmente al Governo centrale, chiedendo nuove norme di ingaggio della manodopera stagionale per il settore agricolo.

Nel corso degli anni, Calderoni ha più volte chiesto nuove leggi per l’assunzione degli stagionali, e anche nel suo “bilancio” di ieri è tornato sull’argomento.

“Il mercato del lavoro stagionale è regolato da norme vecchie di vent’anni” ha scritto il primo cittadino, che nei giorni ha anche definito “impensabile” che la comunità saluzzese (17mila abitanti) si accolli la gestione di flussi incontrollati ed imprevedibili, che lo scorso anno hanno toccato quota 5mila persone giunte in Città.

“Siamo una comunità sana e che non si arrende!” ha chiosato il sindaco.

Nicolò Bertola

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