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Cronaca | 24 giugno 2019, 14:01

Mondovì, insulti, pugni e sputi verso carabinieri e clienti di un bar: 25enne condannato ad 1 anno

Il fatto avvenne nell’ottobre 2018, alcuni dei militari erano rimasti leggermente feriti

Mondovì, insulti, pugni e sputi verso carabinieri e clienti di un bar: 25enne condannato ad 1 anno

Insulti, minacce, calci, pugni e sputi. La notte del 7 ottobre 2018 M.R., monregalese 25enne originario del Marocco, era ubriaco e fuori di sé quando due pattuglie di carabinieri intervennero allertati dalla proprietaria presso un locale nel centro di Mondovì.

Il giovane è stato condannato questa mattina dal tribunale di Cuneo a un anno e 15 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni e minacce. Tre dei militari erano rimasti leggermente feriti. “Diceva che gli avevano rubato il cellulare”, aveva testimoniato la barista. “Ha iniziato a inveire pesantemente contro di me e un’altra ragazza. Ho chiamato i carabinieri che sono arrivati subito. Ha insultato anche loro e li ha colpiti con calci e pugni mentre cercavano di immobilizzarlo, nel frattempo continuava a minacciare anche gli altri clienti”.

Una di questi: “Di fronte ai carabinieri mi diceva ‘ti stupro ‘”. “Mai vista una cosa del genere in vent’anni di attività”, aveva raccontato in udienza il socio gestore del bar. “I militari non riuscivano e tenerlo fermo. E’ arrivata un’altra pattuglia, ma anche contro di loro tirava calci e pugni”. Con molta difficoltà le forze dell’ordine erano riuscite e caricare il ragazzo sull’auto di servizio: “Mentre lo ammanettavamo ci prendeva a calci e minacciava che ci avrebbe ammazzati”, ha ricordato un appuntato del Nucleo radiomobile di Mondovì.

“In macchina non ha mai smesso di sputarmi in faccia”. Portato in caserma, M.R. aveva continuato ad dare in escandescenze anche quando fu chiuso in camera di sicurezza: “Prendeva a calci e dava testate contro la porta, suonava ininterrottamente il campanello d’allarme”, aveva raccontato un brigadiere costituito parte civile. “Con un collega siamo entrati per perquisirlo. Si è scagliato contro di noi, mi ha tirato un calcio al ginocchio. Ho avuto 10 giorni di prognosi. L’ho incontrato in seguito, si è scusato dicendo che quella notte non era in sé”.

Monica Bruna

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