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Sport | 26 giugno 2019, 16:00

Torino: una stagione da incorniciare e da cui ripartire per inseguire l'Europa

A tre giornate dal termine del campionato di Serie A, trovarsi in una posizione tale da poter quantomeno sognare di qualificarsi in Champions League si può senz’altro considerare un successo

Torino: una stagione da incorniciare e da cui ripartire per inseguire l'Europa

Probabilmente in pochi avrebbero scommesso ad agosto su una stagione così brillante del Torino. Eppure, a tre giornate dal termine del campionato di Serie A, trovarsi in una posizione tale da poter quantomeno sognare di qualificarsi in Champions League si può senz’altro considerare un successo. Vedere la squadra granata lottare con il coltello tra i denti con delle compagini come Roma e Milan che chiaramente, per possibilità economiche e successi ottenuti ma anche per infrastrutture, sono di un altro livello, ha fatto senz’altro battere forte il grande cuore dei tifosi granata.

In corsa, per un posto in Champions League, c’erano pure l’Atalanta, terza alla fine, e la Lazio, due squadre che possono contare su un progetto tecnico comunque più formato e sviluppato rispetto a quello torinese. Eppure, il Torino è arrivato fino in fondo a combattere per un sogno chiamato Europa, nonostante la rosa non fosse certo stata ritoccata con grandi colpi nella precedente stagione estiva. E pure il prossimo anno si punterà a fare lo stesso percorso. Una rincorsa all'Europa League che verrà seguita partita dopo partita dai siti di scommesse sportive, pronti a rivedere verso il basso le proprie quote se la squadra di Mazzarri partirà a spron battuto.

Il merito, quindi, è da ricercare nello stile di gioco che è stato marchiato a fuoco da parte di Walter Mazzarri. Un modo di intendere il calcio che si è chiaramente dovuto adattare alle caratteristiche dei giocatori presenti all’interno del roster, ma che ha il suo fulcro principale nell’altissimo livello di aggressività e di pressione senza palla in ogni zona del rettangolo di gioco.

Uno dei vantaggi della rosa che Mazzarri ha avuto a disposizione è stato indubbiamente quello di poter vantare dei giocatori perfetti per attuare uno stile di gioco, in fase di non possesso palla, estremamente fisico e compatto. Una forza mentale e un’altra forza prettamente atletica che sono andate spesso di pari passo e che hanno fatto la fortuna del Torino durante questa bellissima stagione. La scelta di lasciare un po’ da parte la fantasia e la creatività ha indubbiamente pagato, anche per lo schema di gioco che ha sempre attuato Walter Mazzarri, sia con il Napoli che a Milano quando ha guidato l’Inter.

Aggressività e pressione senza sosta

Spesso e volentieri il Torino è sceso in campo con una difesa a tre, per poi adattare il numero di centrocampisti e di attaccanti in base all’avversario che si trovava di fronte. Un altro aspetto che è rimasto sempre identico è stato l’atteggiamento: un marchio di fabbrica delle squadre di Mazzarri, con la scelta di marcare sempre a uomo e in modo piuttosto aggressivo. Il buon Walter si è sgolato in più di una partita per ricordare ai suoi difensori di salire sempre molto alti per seguire i diretti avversari, fino praticamente a toccare il cerchio di centrocampo. Non solo, visto che ha chiesto più volte agli esterni di allargare il gioco in ampiezza, mentre ai centrocampisti il ruolo assegnato è stato quello di estremizzare al massimo i concetti di reattività e verticalità in tutte e due le fasi di gioco. Ripartenze rapide e recupero palla per bloccare le transizioni degli avversari: questi i due fattori che in tante partite hanno dato un vantaggio alla squadra granata.

Grandi sono i sacrifici anche richiesti alle punte, da cui Mazzarri vuole un pressing feroce per provare a mettere in difficoltà il team avversario già a partire dai primi passaggi. Ed è abbastanza facile intuire come le caratteristiche del “Gallo” Belotti siano perfette per uno stile di gioco del genere. In men che non si dica, l’ex allenatore del Napoli è riuscito anche a trovare un undici affidabile, non facendosi troppi problemi a lasciare in panchina riserve del calibro di Zaza e Iago Falque, quest’ultimo però falcidiato da un altissimo numero di infortuni.

Le individualità che sono emerse

Uno stile di gioco aggressivo che, però, è riuscito anche a stimolare e ad esaltare determinati giocatori all’interno della rosa del Torino. Basti pensare ad Armando Izzo, che ha disputato quella che tanti addetti ai lavori considerano la sua migliore stagione in Serie A. Con Mazzarri è riuscito a ritrovare quello stile di gioco compatto, aggressivo e sbarazzino che aveva sviluppato agli ordini di Gasperini quando quest’ultimo allenava il Genoa. Una delle caratteristiche migliori di Izzo, ovvero quella di riuscire ad anticipare spesso e volentieri il proprio avversario diretto, lo ha reso un osso duro per ogni avversario che si è trovato in questa stagione sulla sua strada. Aggressività e tenacia, ma anche una notevole pulizia nel tentativo di rubare palla. Più avanti a centrocampo la presenza di un mastino come Rincon ha dato ulteriore linfa al modello di gioco imposto da Mazzarri. Il centrocampista venezuelano, infatti, è riuscito a ritornare sui livelli di gioco espressi con la maglia del Genoa, prima dell’esperienza con i cugini della Juventus. È chiaro, quindi, che le caratteristiche dei vari giocatori si sono sposate alla perfezione con l’impostazione tattica che è stata data da Mazzarri.

Un’impronta di gioco che ha portato il Torino a diventare la terza difesa meno battuta in tutta la Serie A, escludendo i rigori. Merito va ai movimenti dei difensori, ma anche ad una stagione finalmente da protagonista di Salvatore Sirigu, che sembra un altro calciatore dopo l’esperienza in terra francese. Probabilmente si è trattato, anche in questo caso, della stagione più continua di tutta la sua carriera: tutto in colpo, infatti, Sirigu è riuscito a ritrovare una grande flessibilità ed esplosività in porta, così come una notevole facilità nello scegliere il momento giusto per le uscite. Non è un caso, di conseguenza, che il Torino sia riuscito a raggranellare la bellezza di 15 “clean sheet”.

Sirigu: “Il prossimo anno si lotterà ancora per l’Europa”

Difensivamente il Torino porta la sua aggressività a livelli altissimi, mentre in attacco l’essenzialità viene prima di tutto, lasciando campo libero alle iniziative dei singoli, contando molto sulle situazioni da gioco fermo, come ad esempio calci d’angolo o punizioni, per fare leva su tutta la propria fisicità. Uno dei problemi della compagine granata, paradossalmente, è stato quello di concretizzare poco tutti i recuperi che sono stati effettuati sulla trequarti avversari, che a volte si sono trasformati in vere e proprie occasioni da rete.

Le parole di Sirigu al rientro dagli impegni con la Nazionale

Dopo gli impegni con la Nazionale, Salvatore Sirigu è tornato nella sua Sardegna per qualche giorno di relax, ma ha voluto parlare anche degli obiettivi con la maglia del Toro per il prossimo anno. Ebbene, la voglia di puntare nuovamente a conquistare l’Europa c’è e di certo non verrà sopita con le vacanze estive. Sirigu ha spiegato ad un tifoso granata in aeroporto come fosse particolarmente soddisfatto della stagione appena conclusa, sia dal punto di vista personale che di squadra, sottolineando come anche nella prossima stagione l’Europa sarà un obiettivo, magari con qualche acquisto specifico in alcune zone del campo per accrescere la competitività.

La situazione del calciomercato

Come è stato più di una volta messo in chiaro da parte dei vari giornali che seguono da vicino l’ambiente torinese, dovrebbero essere ben sei i giocatori che non partiranno e per cui il presidente Urbano Cairo avrebbe deciso di non ascoltare alcuna offerta. Si tratta di Rincon, Belotti, Izzo, Nkoulou, Ansaldi e Sirigu.

Adesso il Torino sta aspettando di capire come si evolverà la situazione del Milan e, nel caso, se ci possa essere una chance di partecipare alla prossima Europa League. L’obiettivo, in ogni caso, è quello di inserire dei giocatori in alcuni ruoli mirati: si tratta del trequartista e dell’esterno sinistro, ma anche in attacco le indiscrezioni portano a pensare come ci possa essere qualche novità.

Sul fronte offensivo, le ultime news portano dritte dritte a Kouamé, attaccante di 22 anni del Genoa che, in realtà, è particolarmente eclettico e può giocare in diversi ruoli. Il problema è che il Bologna ha già messo in piedi una trattativa con il club ligure e potrebbe, di fatto, bruciare la concorrenza della squadra granata. Si tratta di un profilo che piace e non poco a Walter Mazzarri, ma anche a tutta la dirigenza del club, visto che potrebbe essere un ottimo tassello da usare sia in coppia con Belotti che in un’ipotetica staffetta con il “Gallo”.

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