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Cronaca | 26 giugno 2019, 16:01

Saluzzo: automobilista condannato a tre mesi per un incidente in cui erano rimasti feriti tre ragazzi

Il fatto risale al maggio 2015. Il giovane è stato assolto dall’accusa di guida in stato d’ebbrezza

Il tribunale di Cuneo - foto di repertorio

Il tribunale di Cuneo - foto di repertorio

In udienza ha detto che quella sera aveva bevuto solo un caffè e un digestivo, quindi non era ubriaco quando si era messo al volante per tornare verso Saluzzo: D’improvviso ho visto un’ombra sbucare dal buio e per cercare di schivarla ho sterzato, ma la strada era stretta e ho perso il controllo della macchina”.

La notte del 6 maggio 2015 S.B., saluzzese di 33 anni aveva dato un passaggio a tre ragazzi all’uscita del locale. Sulla Strada Provinciale 26, che da Saluzzo conduce a Revello, la sua BMW era uscita di strada, cappottandosi più volte nei prati limitrofi, sbalzando alcuni dei suoi passeggeri all'esterno. Uno dei giovani era era stato ricoverato all’ospedale in codice rosso, gli altri avevano riportato feriti più lievi.

Il giovane è stato condannato dal tribunale di Cuneo a 3 mesi di reclusione per lesioni personali colpose, oltre alla sospensione della patente per 6 mesi. Dovrà anche pagare un risarcimento a titolo di provvisionale di 27.000 euro. Il procuratore Capo Onelio Dodero aveva invece chiesto 9 mesi riconoscendo comunque la disponibilità da parte dell’imputato di risarcire le vittime.

S.B. è stato invece assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di guida in stato di ebbrezza in quanto, come ha spiegato il pm, prima di procedere all’alcoltest non fu avvertito della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia.

Dei tre ragazzi rimasti feriti, ventenni tutti residenti a Saluzzo, una non si era costituita parte civile perché risarcita dall’assicurazione (responsabile civile). Secondo quest’ultima ci sarebbe stato un concorso di colpa per “aver accettato di salire sull’auto di un soggetto che aveva bevuto” e per “non aver allacciato le cinture”. Gli altri due (assistiti dall’avvocato Enrico Gaveglio) avevano già ricevuto circa 56.000 euro e 4.000 euro a titolo di acconto sul risarcimento.

L’imputato era difeso dall’avvocato Chiaffredo Peirone. Per lui, posto che S.B. non guidava a forte velocità, il fattore determinante nell’incidente sarebbe stato l’imprevisto attraversamento della strada da parte di un animale: “L’ha confermato anche la ragazza che sedeva accanto”.


Monica Bruna

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