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Eventi | 27 giugno 2019, 09:04

Cheese: presentata a Bra la 12ª edizione “Naturale è possibile”, in programma dal 20 al 23 settembre

Carlo Petrini: “Venire a Bra è un elemento di incontro e di fratellanza. La città deve mantenere una dimensione di apertura verso il mondo, condizione perché Cheese possa durare ancora tanti anni”

Arriva il Cheese più grande di sempre, con oltre 300 espositori da Paesi di tutto il mondo ed una galassia di formaggi da esplorare, su un’area che profumerà il cuore di Bra dal 20 al 23 settembre.

Non è uno slogan fieristico, ma il racconto presentato nella superba cornice del teatro Politeama Boglione durante la presentazione della manifestazione dedicata all’arte casearia d’eccellenza, giunta alla 12ª edizione. “Naturale è possibile” è il titolo scelto per l’evento organizzato da Slow Food e dalla città di Bra con il sostegno della Regione Piemonte, i cui obiettivi sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa di mercoledì 26 giugno, alla presenza di un nutrito gruppo di giornalisti e di pubblico.

L’incontro si è aperto con la proiezione di un video promozionale, seguito dalla presentazione del programma che ha visto protagonista il formaggio in tutte le sue più diverse e piacevoli sfaccettature. Per quattro giorni, i visitatori potranno godere di iniziative, mostre mercato, laboratori e incontri con appuntamenti e attività proposte da operatori che portano in vetrina la tradizione del passato, ma anche tanta innovazione.

D’altronde, Cheese non si limita all’aspetto dell’economia, ma è anche occasione di riflessione sui temi concreti dell’ambiente e della sostenibilità, rappresentando un’opportunità per i giovani ad investire e credere nel territorio. Il ricchissimo cartellone prevede, poi, il trionfo dell’agroalimentare, degustazioni itineranti, street food, Casa Libera del Burro, Chioschi Regionali, Piazza del Gelato, educational sugli abbinamenti dei formaggi con vini, birra e confetture. Da non perdere la pletora di eventi collaterali a base di intrattenimento e svago per tutti i gusti e per tutte le età.

Per il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, “Cheese continua ad essere un evento unico, senza pari, che porta il nome di Bra in giro per il mondo e, allo stesso tempo, porta tanti cittadini del mondo nella nostra amata città. È un’emozione essere per qualche giorno al centro del mondo. Grazie a Cheese, la città di Bra e tutti i braidesi sono cresciuti nel corso del tempo, perché non è soltanto una manifestazione che consente di fare il giro del mondo attraverso i sapori, ma è un’occasione di incontro, di confronto e di dialogo tra professionalità diverse, culture diverse, realtà distanti geograficamente tra loro, ma che nel mondo globalizzato e interconnesso in cui viviamo sono parte della stessa quotidianità. Per Bra Cheese è una festa: la città si riempie di turisti e tutto l’indotto ne trae un beneficio che ha caratteristiche peculiari sia per la qualità della visita che per il ritorno di immagine che fa eco anche negli altri periodi dell’anno”.

Accanto ai tanti lati positivi, ce ne sono alcuni negativi, ma superabili con il richiamo del Sindaco al sentimento di appartenenza: “ Sono consapevole che dedicare la città per quattro giorni ad un evento così particolare comporta qualche disagio per i cittadini, ma so che la maggior parte dei braidesi attende settembre per poter dire con orgoglio “Io sono di Bra” e accogliere amici o conoscenti che scelgono questo momento per tornare in città”.

Lo sa bene la figlia del primo cittadino che ha esonerato il padre dal raggiungerla in Francia nel giorno della sua laurea, coincidente con l’inaugurazione. L’impegno dell’Amministrazione comunale è far sì che Bra sia pronta ad accogliere nella sua veste migliore l’edizione di Cheese. Da qui l’invito di Gianni Fogliato a tutti i braidesi, partendo da se stesso, a rendere la città sempre più bella, pulita ed accogliente, facendone tesoro per il futuro. Ma Cheese è anche un esempio di come la sinergia tra enti diversi, anche tra approcci organizzativi, finanziari e culturali diversi può dare grandi risultati.

Il merito in questo caso va a Slow Food ed a Carlo Petrini, che ringrazio per le forti sollecitazioni ideali e pratiche che ha saputo dare e di cui voglio far tesoro. La rete di sponsor, partnership, espositori che è stata organizzata intorno alla manifestazione è un punto di forza, solido negli anni, ma capace di rinnovarsi edizione dopo edizione e di far sì che per quattro giorni Bra sia una vetrina internazionale del mondo caseario”, ha aggiunto il sindaco nell’emozionante occasione in cui ha reso il giusto merito ai sindaci che lo hanno preceduto, insieme agli amministratori che li hanno affiancati nella gestione dell’evento.

La parola è poi passata a Fabio Carosso, vicepresidente della Regione con il Piemonte che avrà uno spazio dedicato alle Terre Alte: “La montagna è importantissima e per il Piemonte rappresenta circa il 70% del territorio. È un territorio difficile in cui si fa fatica a vivere e, soprattutto, a lavorare. La Regione deve raggiungere quei luoghi ed incontrare i sindaci ed i ragazzi che hanno scommesso sulla montagna per aiutarli nelle loro esigenze di valorizzazione del territorio. Ci saranno programmi di attuazione, osservatori e dei fondi per sviluppare ed aiutare il più possibile questi settori. Allo studio ci sono dei progetti di collegamenti ultraveloci anche in montagna, per rendere queste terre meno lontane ed avvicinare i prodotti di alta quota, perché siano conosciuti in tutto il mondo”.

Un preciso ringraziamento è stato fatto anche agli official partner Agugiaro&Figna Molini Spa, BBBell, Lurisia-Premium Beverages, Parmigiano Reggiano, Pasta Di Martino, Quality Beer Academy, Reale Mutua Assicurazioni, Egea-Energia del territorio e Crb-Cassa Risparmio Bra BPER: Gruppo, che con il loro supporto permettono di realizzare un evento che nella scorsa edizione ha portato a Bra circa 300mila visitatori di cui oltre il 50% stranieri.

In rappresentanza dei partner, ha parlato Carlo Porro, consigliere di amministrazione della Crb, in forza di un legame della banca con la manifestazione che risale al 1997: “Questa ventennale collaborazione ci permette di affermare che è stata una scelta condivisa da entrambe le parti e rappresenta per Bra ed il suo territorio un esempio tangibile di collaborazione che qualifica la città, i suoi operatori economici e la banca. Questa manifestazione è da sempre un volano non solo turistico enogastronomico, ma anche economico e culturale, che si esprime attraverso l’adesione alle numerose iniziative condivise e con la partecipazione al capitale sociale dell’Agenzia di Pollenzo e con l’Università del Gusto, oltre alla partnership con la bottega alimentare Local e quant’altro. In questi 20 anni Cheese e la Crb sono cresciuti parallelamente sia di dimensioni che di importanza”.

Con la sua configurazione ancora più ricca rispetto al programma del 2017, il prossimo appuntamento di Cheese si rivela, inoltre, come elemento strategico per lo sviluppo della biodiversità. Il concetto “Naturale è possibile” dimostra l’impegno concreto di Slow Food e dei suoi aderenti nel promuovere un’agricoltura sostenibile che garantisce un prodotto finale di qualità superiore nel rispetto della salute umana, del benessere animale e della salvaguardia dell’ambiente. I concetti sul tema sono stati argomentati dagli ospiti, che hanno aperto una finestra di dialogo molto interessante.

Sono intervenuti Andrea Cavallero, già professore di alpicoltura presso l’Università di Torino; Emanuela Ceruti, produttrice del presidio Slow Food del “macagn”; Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. Valorizzare la montagna ed apprezzare la biodiversità sono stati gli imperativi dei discorsi, tutti all’insegna del valore e del concetto di naturalità, che mette d’accordo generazioni, territori e colture diverse. “Naturale” è anche la parola d’ordine di Silvia De Paulis del Comitato esecutivo di Slow Food Italia, per la quale il termine rappresenta un’ulteriore sfida verso la tutela della biodiversità, “Una biodiversità che non si vede, che è fatta da batteri, enzimi e lieviti, silenziosamente sotto attacco dall’utilizzo sempre più diffuso di colture selezionate dall’industria. La sfida che viene lanciata ai produttori è di avviarsi verso l’eliminazione dei fermenti o l’autoproduzione dei fermenti. A dimostrazione che il mondo di Slow Food guarda anche ad altro, la parola “naturale” è stata posta all’attenzione anche su altre filiere come quella dei salumi senza nitriti, del pane fatto con lieviti naturali e lo stesso per i vini e per le birre”.

L’edizione di quest’anno mette in scena ancora importanti novità, come l’area dedicata a produttori femier: piccole aziende agricole che trasformano solo il latte dei propri animali, praticano prevalentemente il pascolo e producono formaggi senza fermenti selezionati o con fermenti autoprodotti. Inediti sono anche i due appuntamenti di formazione sulle tecniche di produzione dei formaggi naturali in programma nell’anteprima di giovedì 19 settembre ed il master dedicato ai formaggi a latte crudo in collaborazione con l’Unisg di Pollenzo.

Altra novità sarà la Fucina Pizza Pane e Pasticceria, uno spazio didattico sulle connessioni tra lievitazioni e latticini, realizzato in collaborazione con Agugiaro&Figna Molini Spa, con dodici appuntamenti principalmente al femminile. Senza perdere di vista l’importante patrimonio lattiero-caseario artigianale, Cheese 2019 mette in scena alcune importanti certezze, che accreditano la manifestazione a livello mondiale.

A dichiararlo è Carlo Petrini, deus ex machina dell’iniziativa: “Siamo alla 12ª edizione ed in questi 24 anni la manifestazione ha assunto una sua caratteristica nazionale ed internazionale che la pone in una situazione particolare. Molte fiere sono degli appuntamenti che ripropongono modelli e sistemi di organizzazione classici e hanno il loro significato per il territorio. La realtà di Cheese è profondamente diversa, perché ha saputo, nel tempo, portare avanti e vincere delle battaglie, non solo a livello nazionale, ma a livello internazionale. Se oggi negli USA esistono centinaia - e sono in crescita esponenziale - di produttori di formaggio è merito di Cheese. Qui è nata e si è consolidata la battaglia per la produzione di formaggio a latte crudo negli Stati Uniti dove era vietata la produzione. Da quel momento si è sviluppata una ricchezza di realtà produttive che non esistevano in quel Paese, mentre ora sta fiorendo una biodiversità incredibile. La stessa cosa sta succedendo in Australia ed in Messico”.

Credenziali decisive per una manifestazione che negli anni ha saputo entusiasmare tutti, istituzioni, privati, addetti ai lavori e pubblico, con operatori e appassionati da tutto il mondo che ormai si danno regolare appuntamento a Bra. “Venire a Cheese - ha spiegato Petrini - diventa un’esigenza dei produttori per confrontarsi e per discutere a cui si uniscono i quasi 3mila ex allievi di Pollenzo che, avendo passato qui gli anni più belli della loro gioventù, ricordano Cheese come elemento di festa e tornano a Cheese da tutte le parti del mondo per incontrarsi. Queste due certezze, avere qui le categorie di tutti i produttori del mondo e la comunità pollentina che si è diffusa in ogni angolo del pianeta, sono la risorsa fondamentale e basilare di Cheese”.

Riconoscenza è stata espressa dal presidente di Slow Food alla città della Zizzola, alle sue istituzioni ed alla benevolenza dei braidesi che sapranno superare le temporanee difficoltà, grazie all’elemento identitario. “I braidesi sono orgogliosi di questo appuntamento. Cheese è un bene comune e dopo 24 anni comincia fare storia e la cittadinanza inizia a sentirlo come proprio e come momento per presentarsi agli amici in una Bra che in quei giorni si internazionalizza e fa bella mostra di sé. Nell’impatto di 300mila persone con una cittadina come questa, le navette che funzionano, i servizi e la pulizia sono certamente un bel fiore all’occhiello. Con l’Amministrazione comunale, che da sempre ci è a fianco in questa impresa, siamo davanti ad un fare squadra. La storicità di questo evento ci mette anche in una situazione di rispetto per tutti quelli che hanno collaborato nel tempo a fare in modo che ci fosse questo successo ed in una prospettiva che durerà ancora molti anni. L’ultima sfida sul naturale porta avanti l’asticella ed il compito di questo appuntamento è dare opportunità di discussione”.

Da qui il richiamo di “Carlin” ad un movimento che ha saputo vincere le sue battaglie con un segreto: “ L’italianità vera è quella che si mette a disposizione del mondo, non quella che si chiude in se stessa. Mettere a disposizione il nostro savoir faire e la nostra storia, facendo in modo che altri possano seguire un percorso simile al nostro, è un elemento di maggior sciovinismo. Nessuno è più sciovinista di chi non lo è. Noi siamo orgogliosi del nostro Paese, ma nel modo più assoluto riteniamo doveroso essere aperti verso gli altri. E se Bra è il laboratorio in cui si realizza questo, allora tutto torna a casa. Si torna a Bra, perché lo si sente come esigenza, non come obbligazione. Noi abbiamo la forza di dire che venire qui a Bra è un elemento di incontro, di fraternità e di fratellanza. Lo dico anche rispetto a quelle economie più deboli che, purtroppo, non hanno ancora queste opportunità, ma le avranno quanto prima. Dobbiamo fare in modo che anche questo diventi un elemento di fratellanza e di fraternità, non di chiusura. Con pazienza riusciremo a portare queste tematiche anche nella profonda Africa e in altri paesi. Bra deve mantenere questa dimensione di apertura verso il mondo, perché è la condizione affinché Cheese possa durare ancora tanti e tanti anni”.

Forte di un’internazionalità crescente che punta a far rete tra produttori e consumatori, Cheese 2019 promette così di essere un viaggio straordinario nel mondo dell’arte casearia, in tutte le sue forme, attraverso un percorso studiato per sedurre tutti i sensi e per scoprire tanti tipi di formaggi e affinità naturali per la prima volta insieme. Il fascino di una città votata all’accoglienza aggiunge sapore alle degustazioni, interesse alle informazioni storiche ed emozione alle esposizioni, in quattro giorni tutti da gustare.

Maggiori informazioni: www.slowfood.it

Silvia Gullino

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