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In&Out | 27 giugno 2019, 07:30

“Non parliamo di tornare in Italia”: la storia di una coppia emigrante in USA

Lisa e Matteo hanno deciso, ben 6 anni fa, di andare a vivere in California, inseguendo il sogno americano.

“Non parliamo di tornare in Italia”: la storia di una coppia emigrante in USA

"Per ora, l'idea di ritornare in Italia non è prevista, anche se durante le vacanze cerchiamo di vedere le nostre famiglie il più possibile e di fare scorta di cibo italiano”.

Lisa e Matteo hanno deciso, ben 6 anni fa, di andare a vivere in California, inseguendo il sogno americano. Non è semplice fare come loro, dato che il visto è sempre più ostico da ottenere, ma quello che hanno da raccontare ci insegna che a volte osare è un bene.

- Perché avete deciso di spostarvi a vivere in California?

L'idea di trasferirci in California è sorta dopo che un gigante della tecnologia ha proposto un’ottima posizione di lavoro a Lisa, mia moglie. Si trattava di un’offerta davvero vantaggiosa, quindi io, Matteo, ho deciso di lasciare il mio lavoro in Italia e fare un salto nel vuoto. Al tempo avevo già il famigerato posto fisso, quindi ero abbastanza spaventato all’idea di perdere tutto. Guardando indietro, posso dire che è stata un’ottima decisione.

- Come è stato il primo impatto con la California?

Avevamo già visitato lo stato della California in passato, anche se solo per turismo, quindi sapevamo più o meno dove ci sarebbe piaciuto andare a vivere. Più di ogni cosa ci hanno lasciato perplessi i prezzi: il mercato del lavoro nella tecnologia è generalmente ben pagato qui, ma noi dovevamo lasciare una cauzione e pagare un affitto vertiginoso, per gli standard italiani, prima di aver ricevuto il primo stipendio, quindi abbiamo avuto bisogno dei nostri genitori.

Siamo arrivati qui due mesi prima dell’inizio dell’attività lavorativa, per poterci ambientare, trovare casa e occuparci della parte burocratica, come aprire un conto bancario.

In quel periodo abbiamo cercato di ridurre al minimo le spese, ma è stato difficile, soprattutto per il cibo, molto caro se non si vuole nutrirsi solo a base di cibo spazzatura.

- Nel primo anno all'estero, com'è stato costruirsi una nuova vita?

Abbiamo cercato di conoscere il più possibile la nuova comunità, per riuscire ad integrarci quanto prima, e non rinchiuderci solamente nella zona italiana della città, che è abbastanza grande.

Mentre Lisa lavorava, io ho cercato di migliorare il mio inglese, per poter trovare qualcosa da fare all’altezza dei miei studi (sono ingegnere informatico). Quindi, per sei mesi ho passato varie ore a scuola, almeno tre ore al giorno nel bar del quartiere o in eventi locali per poter parlare il più possibile con gli abitanti del posto e il resto del tempo in casa, sistemando e cucinando.

In quel periodo mi sentivo un po’ il tipico americano che si vede nei film: biondo, in polo e sistemando l’erba del giardino con un tagliaerba a motore. Non era male, perché ho scoperto il piacere di prendermi cura della casa, del cortile e della mia compagna. Dopo circa un mese dalla fine del corso ho trovato lavoro, quindi ora taglio il prato solo nei weekend!

Il primo anno abbiamo avuto così tante cose da fare da non avere il tempo di fermarci e riflettere sulla nostra scelta, quel periodo è letteralmente volato!

- I californiani sono molto diversi dagli italiani? Siete riusciti a crearvi un nuovo gruppo di amici facilmente?

Assolutamente si! I compagni di lavoro di Lisa ci hanno subito fatto sentire integrati, anche perché molti di loro non sono nati qui, ma in Europa, America Latina o Asia. Gli abitanti locali sono differenti dagli italiani, ma condividono con noi l’apertura e la gentilezza. Fin dal primo giorno abbiamo iniziato a conoscere i vicini e ad essere invitati a casa loro, e questo è stato fantastico, perché ci hanno permesso di sentirci parte della piccola comunità locale. Infatti, anche se lavoriamo in una grande città, viviamo in un quartiere residenziale, dove la vita sembra più quella di un piccolo paese.

Non è uguale in tutta la nazione, ma in California non importa chi sei o da dove vieni, è uno stato incredibilmente multiculturale e accogliente!

Le amicizie profonde sono più difficili da creare e noi torniamo appena possibile alle nostre origini. Cerchiamo però anche di portare un po’ di italianità in California, visto che cuciniamo piatti tipici per i nostri colleghi e ogni tanto cantiamo pure qualche canzone tipica!

- Cosa vedete nel vostro futuro?

Di sicuro la nostra intenzione è di far nascere un figlio qui. L’Italia ci manca per un sacco di ragioni, ma ormai consideriamo questa la nostra casa e pensare di crescere un bambino nel Bel Paese non è nei progetti almeno per adesso. Comunque ogni volta che torniamo per le vacanze, è sempre piacevole ritrovare la famiglia e gli amici che ci accolgono calorosamente, come solo noi italiani sappiamo fare.

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