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Agricoltura | 05 luglio 2019, 07:45

Il nuovo assessore regionale ad Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca, Marco Protopapa, racconta le prime settimane di lavoro

Dice: “Il nostro impegno, di qui in avanti, sarà quello di ascoltare tutti per prendere, poi, delle decisioni politiche e dare, a tutti, delle risposte concrete. L’azione va concentrata sul Programma di Sviluppo Rurale. La provincia di Cuneo è un punto di riferimento a livello piemontese”

Marco Protopapa, assessore regionale ad Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca

Marco Protopapa, assessore regionale ad Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca

Marco Protopapa, 54 anni, nato a Torino e trasferitosi con la famiglia ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, quando era bambino, è il nuovo assessore della Regione Piemonte ad Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca. Libero professionista, conosce molto bene il mondo rurale in quanto si è sempre occupato di consulenze tecniche per la pubblica amministrazione in materia di finanziamenti e perizie riguardanti il comparto.

A venti giorni dall’insediamento proviamo a capire con lui lo stato di salute dell’agricoltura in Piemonte. “In queste settimane - afferma Protopapa - ci stiamo dedicando a un monitoraggio approfondito di ogni settore, con la raccolta dei dati esistenti. In modo da renderci conto della situazione e, poi, intervenire. Sicuramente a una prima analisi ci sono dei contesti di maggiore criticità come il riso; la zootecnia e la frutticoltura. Il nostro impegno, di qui in avanti, sarà quello di ascoltare tutti per prendere, poi, delle decisioni politiche e dare, a tutti, delle risposte concrete. Mantenendo alcune parti del lavoro fatto in precedenza, ma modificando i percorsi sui quali riteniamo sia necessario programmare in modo diverso”.

Ci sono già dei provvedimenti che avete in mente? “L’azione va concentrata sul Programma di Sviluppo Rurale. Dobbiamo capire quante risorse si possono ancora recuperare da quello riguardante il settennato 2014-2020, per evitare che i finanziamenti non siano utilizzati e, perciò,  doverli restituire all’Unione Europea. Ma in questa direzione non ci sono più molti margini per operare. Punteremo, invece, tutto, sul nuovo Psr 2021-2027 aprendo, a partire dai prossimi mesi, dei tavoli di confronto continui. Così da costruire un Programma efficace e vincente e consentire alle aziende di ogni settore di accedere alle risorse”.

Nell’ambito dell’agricoltura piemontese quale ruolo gioca la provincia di Cuneo? “La “Granda” ha sempre avuto un ruolo fondamentale e predominante per le tante capacità imprenditoriali presenti sul territorio. Quindi, è un punto di riferimento che intendiamo difendere e portare come esempio a chi, in Piemonte, non si è caratterizzato per lo stesso percorso di sviluppo. Come Regione, però, non vogliamo avvantaggiare qualcuno a danno di altri. Anzi, l’obiettivo è di avvicinare chi è più indietro a quanti sono ai vertici produttivi. Potenziando tutte le realtà dell’intero territorio subalpino”.

La novità dell’Amministrazione guidata dal presidente Cirio è quella di averle affidato anche la delega al cibo. Cosa significa? “Il cibo è sicuramente un punto trainante dell’economia, che poggia sulle tradizioni del territorio. In particolare nel Piemonte, con le tante Denominazioni d’Origine e Indicazioni Geografiche da tutelare e proteggere. Avendo parecchi prodotti di qualità ce li possiamo giocare a livello turistico ed enogastronomico. Per questo è importante unire il cibo all’agricoltura e difendere questo legame che sarà sempre più importante nel futuro e darà una mano a portare nuovo turismo nelle nostra regione”.                   

Sergio Peirone

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