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Attualità | 08 luglio 2019, 18:01

"Realtà distorta e deformata": la replica della Flc Cgil alle dichiarazioni della dirigente scolastica Elena Sardo

La preside dell'istituto comprensivo Mondovì 1 è stata condannata per condotta antisindacale dal giudice del Lavoro di Cuneo

Elena Sardo, dirigente scolastica

Elena Sardo, dirigente scolastica

Continua a far parlare la notizia relativa alla condanna per condotta antisindacale stabilita dal giudice del Lavoro di Cuneo nei confronti di Elena Sardo, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Mondovì 1.

Nella giornata di ieri, domenica 7 luglio, la preside è intervenuta sulle nostre colonne, al fine di illustrare nel dettaglio la vicenda e chiarire i passaggi su cui, a suo dire, è stata costruita "una visione conflittuale e distorta della realtà scolastica".

A queste dichiarazioni è giunta immediata replica da parte della Flc Cgil, che riportiamo di seguito: "La Flc Cgil, pur riconoscendo il diritto alla dirigente Sardo dell'istituto comprensivo Mondovì 1 di difendersi dalle accuse, non può consentire che venga deformata la realtà e distorto il contenuto della sentenza, che comunque ogni persona può leggere e interpretare da sola, essendo stata la dirigente obbligata, oltre al pagamento delle spese legali della controparte, a pubblicarla per un mese sulla home page della sua scuola.

È opportuno, quindi, fare alcune precisazioni.

Già nel luglio 2018 la dirigente Sardo aveva iniziato con il suo comportamento di non pubblicazione di comunicati, evitando che il personale della scuola venisse a conoscenza del lavoro di convincimento del rispetto delle regole che la Flc Cgil stava mettendo in opera in quella scuola (l'unico modo per far sapere ai lavoratori di quella scuola, iscritti al sindacato e non iscritti, cosa stava succedendo era la divulgazione del comunicato sindacale). Il segretario Doriano Ficara aveva fatto pervenire una comunicazione sindacale di chiarimento sulle modalità di svolgimento della formazione sulla sicurezza alla scuola tramite posta elettronica certificata e se ne richiedeva la diffusione tra il personale per informazione di carattere sindacale su tali modalità (la diatriba in quel caso era se far fare le ore al personale in aggiunta al loro orario di servizio o durante l'orario). La pubblicazione ha avuto luogo, a settembre, solo dopo due solleciti fatti dalla Flc Cgil, uno scritto e uno verbale, durante un incontro RSU. In tale occasione era stato ricordato alla dirigente scolastica che la mancata divulgazione di materiale sindacale poteva essere ritenuta comportamento antisindacale (senza però procedere in alcun modo).

Il secondo evento riguarda uno scambio di pareri sull'approvazione del piano delle attività da parte del collegio docenti (il piano delle attività è un atto con il quale si pianificano le attività di tutti i docenti durante l'anno): anche in questo caso con posta elettronica certificata era stata richiesta la divulgazione delle mail che segnalavano alla dirigente Sardo il non rispetto della norma. Era per la Flc Cgil importante che gli insegnanti sapessero del confronto in atto, ma mai nulla è stato reso pubblico fino alla sentenza che ha obbligato la dirigente a pubblicare tali documenti sulla bacheca sindacale del sito della scuola.

Prima di procedere per chiedere giustizia è stato verificato, con alcuni docenti, se fossero stati usati altri metodi di divulgazione (come dice la dirigente mail istituzionale), ma non si è riusciti a pervenire al fatto che la comunicazione sia stata divulgata; d'altra parte sia sul contratto di istituto del 2018 che in quello del 2019, la dirigente Sardo (non volendo consentire l'uso in autonomia alle RSU) prendeva impegno di mettere sulla bacheca sindacale del sito istituzionale tutte le comunicazioni sindacali (cosa che non è stata oggettivamente fatta).

La dirigente lamenta che sia solo la Flc Cgil a dolersi di tale comportamento: anche fosse vera questa affermazione, la cui smentita spetta ad ogni singola organizzazione sindacale (non possiamo rispondere per loro), la Flc Cgil andrebbe comunque fiera di intraprendere una lotta per il rispetto dei diritti dei lavoratori e per il rispetto della legalità, ma sicuramente non significa che le lamentele della Flc Cgil siano come sembra voler far intendere la dirigente pretestuose e inappropriate.

Riguardo il piano delle attività il giudice (lo si evince chiaramente dalla sentenza), stigmatizza il comportamento della dirigente, chiarendo, contro ogni ragionevole dubbio, che il dirigente è obbligato a far approvare il piano delle attività dal Collegio dei Docenti, contrariamente alle risposte scritte date dalla dirigente alla Flc Cgil.

L'educazione alla legalità è diventata una disciplina che viene insegnata a scuola. Ogni progetto, ogni attività, ogni lavoro svolto dai docenti perdono il proprio impulso educativo, la propria spinta pedagogica, si svuotano di contenuti docimologici e formativi, se non contengono il rispetto delle regole e della legalità. La Flc Cgil di Cuneo non fa lotte personalistiche o di mero principio, ma è fermo convincimento del suo segretario generale provinciale, Doriano Ficara, che dovendo essere d'esempio ai nostri alunni tutto debba essere fatto nel pieno rispetto della legge. La Flc Cgil si rende disponibile da subito a ricostruire un dialogo costruttivo con quanti intendano farlo, ma fermamente intenzionato a far rispettare i diritti dei lavoratori nella tutela degli alunni e delle famiglie.

Capiamo l'esigenza della dirigente Sardo di dover reinterpretare la sentenza, ma spero che l'incresciosa vicenda, che è una sconfitta per tutta la scuola, possa essere utile alla ricostruzione di un rapporto costruttivo e produttivo di idee, visioni e modelli utili per i nostri studenti e adeguati all'istituzione scolastica e alla nostra città".

Alessandro Nidi

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