/ Politica

Politica | 08 luglio 2019, 10:45

Si riunisce il primo Consiglio dell’Unione del Monviso “post-voto”: Presidenza a Emidio Meirone, ma si apre una frattura con Revello

Si apre un “caso” sul nome del successore di Mario Anselmo. Non la prende benissimo, infatti, Daniele Mattio, sindaco revellese, e ad oggi non v’è da escludere una sua uscita dall’Ente montano. Occorrerà vedere anche quali saranno i rapporti tra l’Ente montano ed il Comune di Oncino, dopo la querelle dello scorso anno sul “bando borgate”

Da sinistra Emidio Meirone e Daniele Mattio

Da sinistra Emidio Meirone e Daniele Mattio

È convocato per questa sera, alle ore 19.15, il Consiglio dell’Unione montana dei Comuni del Monviso. Si tratta della prima assise dopo il rinnovo delle Amministrazioni comunali sancito con le elezioni del 26 maggio scorso.

Tre i punti all’ordine del giorno.

La convalida degli eletti, l’elezione del presidente e l’elezione della Giunta dell’Unione montana, con indicazione del vicepresidente.

Non sembrano esserci dubbi sul nome del successore di Mario Anselmo, ex sindaco di Paesana. Il testimone passerà nelle mani di Emidio Meirone, sindaco di Sanfront, assessore uscente dell’Ente montano.

IL “CASO” DELLA PRESIDENZA

Ma l’approdo di Meirone alla presidenza dell’Unione potrebbe avere strascichi di non poco conto.

Non l’ha presa benissimo, infatti, Daniele Mattio, sindaco di Revello, il maggior centro dell’Unione montana.

Nella prima riunione “post-voto” volta a definire l’assetto di Presidenza e Giunta, risalente a qualche settimana fa, nella è emerso il nome di Meirone come presidente (compattamente sostenuto dai colleghi valligiani), Mattio, dopo aver espresso la sua contrarietà, avrebbe abbandonato il tavolo dell’incontro.

Per non essere, poi, più invitato alle riunioni successive di definizione degli assetti di government dell’Ente.

Il sindaco di Revello non rilascia dichiarazioni, in vista di quanto accadrà questa sera in Consiglio. Sulle sue prossime decisioni, in vallata, si sono rincorsi diversi rumors ed indiscrezioni. Di certo non v’è da escludere un’uscita di Revello dall’Unione, con tutte le conseguenze annesse e connesse del caso. Specialmente se si considera che Revello è Comune confinante con quel Rifreddo dove, da tempo, il sindaco Cesare Cavallo critica l’organizzazione dell’Unione del Monviso.

L’impressione, a volte decisamente palpabile interloquendo con chi bazzica negli ambienti, è che la soluzione presentata nel corso della prima riunione, con la Presidenza affidata al sindaco di Sanfront, fosse già stata concordata precedentemente, attraverso una serie di contatti e riunioni informali.

Questo avrebbe scatenato la reazione del collega primo cittadino di Revello che, questa sera, potrebbe intervenire durante i lavori del Consiglio con dichiarazioni non propriamente così banali.

I RAPPORTI CON ONCINO

Ma il “caso” della Presidenza dell’Ente potrebbe non essere l’unica “spina nel fianco” per la nuova Giunta dell’Unione montana.

Nei vari discorsi di insediamento dei nuovi Consigli comunali dopo il voto del 26 maggio, soltanto due sindaci hanno parlato dell’Ente montano. Sono Emidio Meirone (Sanfront) e Alfredo Fantone (Oncino).

Se il primo, ovviamente, ha avuto parole di apprezzamento per quanto fatto sinora, senza tralasciare i margini di miglioramento ancora possibili: “Credo molto nell’Unione – ha detto Meirone – perché ha portato benefici. Andrà di certo migliorata, ma solo con l’Unione possiamo avere forza e autorevolezza. Dobbiamo lasciare da parte le divisioni, ci aspettano cinque anni di lavoro, a disposizione di tutti”.

Non propriamente della stessa veduta il collega dell’alta Valle Po. A Oncino, infatti, nel primo Consiglio comunale della legislatura di Alfredo Fantone, il sindaco non ha avuto parole “al miele” per l’Ente montano.

Sarò al lavoro – ha detto – per migliorare l’Unione e per risolvere i problemi che la affliggono. Ricordo che questo Ente dev’essere un mero strumento al servizio dei Comuni, e deve applicarsi per far arrivare i soldi ai Comune, non decidere come e dove destinare i finanziamenti”.

Il riferimento, abbastanza lampante, è alla mancata candidatura al “Bando borgate” dello scorso anno, la misura regionale per ottenere 800mila euro destinati alla riqualificazione di una borgata, che ha portato, in Val Po, pioggia di contributi su Crissolo e Ostana.

Su ciò si era aperta una diatriba, con una serie di lettere davvero al calor bianco, tra Fantone, all’epoca sindaco “facente funzione” e Mario Anselmo, allora presidente dell’Unione.

La frattura si era posi “sanata” nel Consiglio comunale oncinese del 15 dicembre 2018, quando Fantone aveva ripercorso tutte le tappe della vicenda chiedendo anche “scusa” per i “limiti che ho oltrepassato con qualcuno, leciti quando si subiscono delle ingiustizie. E qua ce ne sono state abbastanza”.

Alla luce, però, delle parole del Consiglio comunale d’insediamento, quali saranno i rapporti tra Oncino e l’Unione montana. Difficile a dirsi, solo il tempo (forse) saprà dare delle risposte.

 

Nicolò Bertola

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium