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Cronaca | 09 luglio 2019, 16:08

Affiliati all'ndrangheta attivi tra Costigliole, Asti e Alba: 9 imputati alla sbarra al processo partito nel capoluogo astigiano

Iniziato il dibattimento nel procedimento gemello di quello che a Torino ha già visto richieste di pena fino a 20 anni. La Regione e i due Comuni astigiani riconosciuti parte civile. I giudici hanno affidato gli incarichi ai periti per la trascrizione delle intercettazioni e fissato le prossime udienze, nel corso delle quali saranno ascoltate 60 testimonianze

Affiliati all'ndrangheta attivi tra Costigliole, Asti e Alba: 9 imputati alla sbarra al processo partito nel capoluogo astigiano

E' iniziato ad Asti il processo alla 'locale' della 'ndrangheta attiva tra Costigliole, Asti e Alba smantellata dall'operazione "Barbarossa" dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Asti, coordinati dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Torino Paolo Cappelli e Stefano Castellani.

Il dibattimento ha preso il via questa mattina, martedì 9 luglio, per nove imputati che hanno scelto il rito ordinario, sfilati davanti al collegio dei giudici presieduto da Elisabetta Chinaglia e composto da Marco Dovesi e Beatrice Bonisoli. Sono state trattate questioni preliminari e introduttive necessarie alla fase dibattimentale, che hanno tenuto in aula imputati e avvocati per oltre tre ore. 

Nell'aula 6 erano presenti quasi tutti gli imputati: Fabio Biglino, difeso dall'avvocato Claudia Malabaila; Santi Giuliano Caruso insieme al suo avvocato Alberto Masoero; assenti Luigi Catarisano, difeso da Marco Calosso e Pierpaolo Gherlone dall'avvocato Serse Zunino; Mauro Giacosa era a fianco del suo legale Cristian Scaramozzino; Fabio Macario non era presente ma c'era il suo avvocato, Maria Rosaria Scicchitano; Franco Marino con i suoi legali Oscar Revelli e Maria Montemagno; Angelo Stambè difeso da Bruno Ganino, Alberto Ughetto con gli avvocati Marco Scagliola e Pier Mario Morra.

Si è trattato del via ufficiale all'iter dibattimentale che porterà a testimoniare una sessantina di persone. I giudici hanno ammesso la richiesta di costituzione di parte civile della Regione Piemonte, "avanzata nei confronti di tutti gli imputati e per tutti i capi d'imputazione", ha detto l'avvocato Alessandro Mattioda che rappresenta l'ente.

Rivendicati i danni da "lesione del patrimonio storico e morale dell'ente, della sua immagine agli occhi della comunità territoriale dell'Italia e dell'Europa, del diritto dell'ente dell'integrità giuridica e morale del suo territorio, incompatibile con i fenomeni diffusi, capillari della criminalità organizzata di stampo mafioso, con le 'metastasi' sociali e politiche che essa certamente reca seco" si legge nel dispositivo.

Anche i Comuni di Costigliole d'Asti e di Asti sono parte civile nel processo. Li rappresenta l'avvocato Giulio Calosso, che questa mattina 9 luglio, in extremis, ha raccolto e presentato la richiesta di costituirsi parte civile di una delle 21 vittime, alla quale sarebbero stati estorti migliaia di euro.

I giudici hanno affidato gli incarichi ai periti, per la trascrizione delle intercettazioni, e fissato le prossime udienze, nel corso delle quali saranno ascoltate 60 testimonianze. Si torna in aula a ottobre, il 15 e il 22 e i successivi martedì fino a gennaio 2020. Il processo è lo stesso che si sta celebrando a Torino, con rito abbreviato per altri 17 imputati. A fine maggio scorso i sostituti procuratori che avevano coordinato le indagini, avevano chiesto condanne fino a 20 anni. Il processo era scaturito dall'operazione Barbarossa che a maggio 2018 aveva portato all'arresto di 26 persone.

M. M.

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