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Politica | 09 luglio 2019, 12:14

Emidio Meirone è il presidente dell’Unione montana del Monviso: si “spaccano” però i rapporti con Revello

Il sindaco revellese Mattio ha a più riprese parlato di “esclusione”, “mancato coinvolgimento” e di “comportamento strano e deludente”. Revello rimane fuori anche dalla Giunta: “Non potevo nominare un assessore che non c’era: non sono solo, ho altri testimoni” le parole del neopresidente

Da sinistra il presidente Emidio Meirone e il sindaco di Revello Daniele Mattio

Da sinistra il presidente Emidio Meirone e il sindaco di Revello Daniele Mattio

C’era anche – ed in prima fila - il consigliere regionale Matteo Gagliasso ad assistere (ieri sera, lunedì) alla “prima” del nuovo Consiglio dell’Unione montana dei Comuni del Monviso, quello – per intenderci – scaturito dal risultato elettorale del 26 maggio.

Appurata, come da prassi, l’insussistenza di condizioni di incandidabilità propedeutica alla convalida dei nuovi eletti, l’assise è subito passata all’elezione del presidente.

Nessun colpo di scena, dunque: la Presidenza è andata ad Emidio Meirone, sindaco di Sanfront. A sostenere la sua candidatura otto dei dieci consiglieri di maggioranza. Astenuti, infatti, lo stesso, Meirone e Daniele Mattio, sindaco di Revello.

L’astensione di Mattio non fa che confermare come la definizione del nuovo assetto di governo dell’Unione abbia aperto una frattura con il più grande Comune che afferisce all’Ente montano.

Il primo cittadino revellese, nelle dichiarazioni di voto, ne ha illustrato i motivi: “Non essendo stato coinvolto nelle riunioni, né all’inizio, né successivamente, mi rimane difficile votare a favore. Non conosco la visione del candidato presidente e non so come intende risolvere i tanti problemi gestionali dell’Unione.

Quindi mi astengo per questo. Revello non ha ancora dichiarato che esce dall’Unione, né ai giornali né con una lettera in Unione. Io non mi sono candidato alla Presidenza, e nonostante ciò non sono stato coinvolto.

È quindi mancata la possibilità di rappresentare il mio paese e il mio territorio, venendo meno il senso istituzionale che ci dovrebbe essere. Per me la posizione è questa”.

Prima di lui, nelle dichiarazioni di voto, il sindaco di Crissolo, Fabrizio Re.

Re ha ripercorso – in sintesi – l’“iter” che ha portato alla scelta di Emidio Meirone come presidente dell’Ente Unione. Tutto è nato da un invito a cena, in un ristorante di Crissolo, esteso a tutti i sindaci dell’Unione eccezion fatta proprio per i due “papabili” presidenti, vale a dire Meirone e Mattio.

Qui, a larga maggioranza è stato scelto, come successore di Mario Anselmo, il primo cittadino di Sanfront (su otto presenti si registrano sette favorevoli e un astenuto).

Negli incontri – ha spiegato ieri Re, “portavoce della maggioranza” – sono stati individuati due papabili. È stata scelta una persona, ma mi auguro che ciò non vada a discapito. Come nelle elezioni, si vince e si perde. La maturità che sta ad ognuno di noi è quella di non focalizzarsi su questa scelta, ma di remare tutti dalla stessa parte.

Ci siamo trovati più volte e più sere, condividendo due fattori fondamentali: continuare con l’Unione montana, migliorando ciò che c’è da migliorare, ma facendo ripartire una macchina che non può stare ferma.

Nessuno nasconde i problemi: solo chi non fa nulla non può sbagliare. Prendiamo spunto dai predecessori, con lo spirito di fare qualcosa di buono, e ripartiamo da qui”.

Si delinea quindi il quadro della frattura tra la maggioranza ed il Comune di Revello.

Una riunione informale (quella al ristorante a Crissolo) nel quale è emerso il nome di Meirone, poi “reso noto” nel corso di un successivo incontro, nel quale i toni si sarebbero accesi e sino a quando Daniele Mattio avrebbe deciso di abbandonare il tavolo della riunione.

Nel corso del Consiglio di ieri sera, sulla questione, non c’è stato ampio margine di discussione: dopo le parole di Re, Mattio e Pierguido Fiorina (opposizione), il sindaco di Revello (che sino all’elezione del presidente ha guidato l’assise, come rappresentante del Comune più grosso), ha stoppato eventuali nuovi interventi, dal momento che “non sono previste repliche alle dichiarazioni di voto”.

La parola è quindi andata al neopresidente eletto.

L’obiettivo – ha detto Meirone – è quello di continuare a far crescere l’Unione. Daniele (Mattio: ndr) ha lavorato insieme con altri sindaci e sa bene quello che è il mio pensiero sull’Unione. Non sono mai felice in queste occasioni, sento addosso il peso della responsabilità.

Non c’è onore rispetto all’onere: farò del mio meglio. Cambierà qualcosa rispetto all’organigramma precedente, ci sarà sicuramente un coinvolgimento totale.

Non voglio entrare nel merito delle polemiche: ho apprezzato il coraggio della scelta fatta dai sindaci nel propormi l’incarico, e metterò a disposizione tempo e impegno, dal momento che l’Unione l’ho voluta fin dall’inizio.

Buona parte del lavoro fatto nel mio Comune, è sotto gli occhi di tutti, è passato sotto l’Unione.

Renderemo più snelle sia l’entrata che l’uscita dall’Unione, perché è sempre aperta. Spesso questo Ente è stato criticato ingiustamente, senza sapere che dietro vi sono ore e ore, giornate di riunioni sia per la preparazione che per la continuazione.

Se un giorno dovessi capire di non essere in grado di ricoprire questo ruolo, e dovessi scoprire che c’è qualcuno più bravo di me, per il bene dell’Unione farò il consigliere, neanche l’assessore.

A volte abbiamo perso lo spirito dell’Unione, a volte lo perdiamo, abbiamo avuto confronti spesso molto accesi, anche in queste ultime settimane: nessuno voleva nascondere nulla. I giornali hanno fatto delle considerazioni, hanno le basi per farle e devono farle.

Chiedo a tutti il massimo impegno, abbiamo progetti in corso e, forse, l’unica pecca della precedente Amministrazione è stata quella di non far conoscere all’esterno il lavoro svolto.

Non dobbiamo far altro che affidarci con fiducia ai dipendenti, facendo sì che il loro lavoro sia tecnico e non politico, come a volte successo in passato. Spero poter lavorare con tutti e per tutti”.

Poi, la comunicazione della nuova Giunta e della nomina a vicepresidente.

Compongono l’esecutivo, in qualità di assessori, Fabrizio Re, Silvia Rovere, Emanuele Vaudano, Nico Giusiano e Dora Perotto, rispettivamente sindaci di Crissolo, Ostana, Paesana, Pagno e Brondello.

Due assessorati per l’Alta Valle Po, e due per la Val Bronda (che, dopo l’incorporazione di Castellar con Saluzzo, ottiene un posto in Giunta per ognuno dei due comuni valligiani).

Fabrizio Re sarà il vicepresidente dell’Unione del Monviso.

Ma anche in questo caso, non è mancato il distinguo di Revello, che è tornato ad astenersi al momento della votazione: “Non vedo alternative, considerando il comportamento di esclusione, qui peggio ancora che sulla Presidenza. Dopo aver, per quattro anni, sempre lavorato con massimo rispetto trovo strano questo modo di fare, e sinceramente anche deludente. Revello ne prende arto: avviserò la mia Amministrazione e ne parlerò con loro. È prematuro parlare di uscita, anche perché ci sono molti aspetti da sistemare prima. Si vedrà, anche in base alle nuove normative di cui si parla in Regione, specie sulla riduzione dei soldi per pagare il personale”.

Sono seguite le considerazioni del presidente Meirone.

Che, da un lato, ha ricordato come la scelta sulla vicepresidenza sia giunta dopo “averci pensato molto bene” e senza ricevere “alcuna pressione: il che è una partenza positiva per Crissolo”.

La nuova Giunta è stata composta, come ha spiegato il presidente seguendo “l’indicazione geografica”.

La Regione – ha ancora aggiunto – si muove indipendentemente dal fatto che Revello sia in Giunta o meno. Non voglio entrare nel merito delle riunioni fatte come hai detto tu (riferendosi a Mattio: ndr) e lo sai benissimo, perché non mi hai più chiamato, anche con dispiacere. Non potevo nominare un assessore che non c’era: non sono solo, ho altri testimoni.

Revello ha il peso e il valore che merita, ma non si può votare una persona che non c’era. È stata una scelta fatta dal presidente, portando il pensiero di tutti gli altri sindaci. Speriamo di essere all’altezza. Al lavoro fin da subito”.

 

Nicolò Bertola

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