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Agricoltura | 09 luglio 2019, 07:30

Ad Andonno di Valdieri c’è l’azienda agrituristica “Lu Garun Rus” gestita dai giovani laureati Mara e Tiziano (FOTO E VIDEO)

Lei, 34 anni, grafica pubblicitaria, ha il master in Animazione 3D, lui nato nel 1987, ha il titolo universitario in Economia e Gestione delle Imprese. Si sono sposati nel 2012 e iniziato subito dopo a gestire l’attività che era della mamma Annalisa e dei cugini Mario e Anna. Hanno due figli. Coltivano frutta e verdura solo con il metodo biologico, curano l’agriturismo e l’agricampeggio e offrono alcuni servizi legati all’accoglienza. La filosofia? “Produrre in minore quantità, ma nel modo migliore”.

Tiziano e Mara con Enea e Cecilia nel campo di zucchine e cavoli: colture consociate

Tiziano e Mara con Enea e Cecilia nel campo di zucchine e cavoli: colture consociate

Arrivando da Cuneo, prima dell’abitato di Andonno, frazione del Comune di Valdieri a 730 metri di quota, in Valle Gesso, sulla destra spicca un grazioso vialetto sterrato che porta alla splendida struttura dell’azienda agrituristica “Lu Garun Rus”. Si respirano a pieni polmoni la freschezza della natura incontaminata e la cornice incantevole delle montagne.

La titolare dell’attività è Mara Tallone, 34 anni, laurea in grafica pubblicitaria e master successivo in animazione 3D a Madrid. La aiuta, come coadiuvante, il marito Tiziano Boerio, nato nel 1987, anche lui laureato, ma nel corso binazionale in Economia e Gestione delle Imprese a Cuneo e Nizza.

Coltivano in modo solo biologico due ettari di terreno. Quindi, senza l’uso di sostanze chimiche e lavorando spesso a mano o con le poche attrezzature utilizzabili nei piccoli appezzamenti e nei campi in quota. I prodotti li vendono direttamente in azienda. Poi, si occupano dei tre ettari di castagneto. Inoltre, gestiscono l’agriturismo nel quale si può pernottare e avere la prima colazione. A cui si aggiunge l’innovativo agricampeggio con due tende arredate come una stanza, però all’aria aperta. Infine, affittano le bike per le escursioni nella zona. E partecipano al progetto mondiale “Pellegrini della Terra”.  

IL PERCHE’ DELLA SCELTA

Mara e Tiziano si sposano nel 2012. Proprio quell’anno la mamma di Mara, Annalisa, e i cugini, Mario e Anna, titolari dell’azienda da un decennio, vanno in pensione e cedono l’attività ai due giovani. Una svolta importante che cambia totalmente le prospettive della loro vita.

Mara: “Ero partita per avviare dei lavori in animazione 3D e mi avevano anche chiesto delle collaborazioni a Milano e in Liguria. Ma dovevo restare troppo tempo al computer e sarebbe stato necessario trasferirsi in una grande città. Invece, ho capito che continuare con l’azienda mi avrebbe dato maggiori soddisfazioni. Infatti,  mi piace vivere a contatto con la natura, togliere l’erba dalle colture non mi procura fastidio e sono molto contenta di  poter vendere alle persone gli stessi prodotti che consumiamo noi”.

Tiziano: “Quando mi sono laureato il settore non offriva degli sbocchi occupazionali. Abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione un’attività già avviata. I terreni sono in comodato d’uso con la mamma di Mara. All’inizio conoscevamo nulla dell’agricoltura. Ci siamo impratichiti e, anno dopo anno, il lavoro ci è piaciuto sempre di più. Non ho mai sopportato di stare seduto dietro a una scrivania e ho capito che vivere all’aria aperta per me era un’esigenza. Sono molto contento della decisione presa allora”.       

DALLE ORIGINI DELLA CASCINA AI GIORNI NOSTRI

Il cascinale ha origini antiche: infatti l’avevano acquistato i trisnonni di Mara. Nel tempo è cresciuto di dimensioni con sempre nuovi interventi di ampliamento e l’attenzione rivolta alle colture e all’allevamento di bovini. Soprattutto da parte dei nonni Pinuccio e Rosina. All’inizio degli Anni Duemila la mamma di Mara, Annalisa, e i cugini, Mario e Anna, decidono di sistemarlo con l’obiettivo di farlo diventare un agriturismo. Sono loro a chiamarlo “Lu Garun Rus”: il Garrone Rosso, la castagna tipica di Andonno.

Nel 2012, quando vanno in pensione, Mara ne diventa la titolare e Tiziano la segue come coadiuvante. Hanno due figli: Enea e Cecilia di tre e cinque anni. “Rispetto alla gestione di prima - spiegano Mara e Tiziano - con il tempo abbiamo abbandonato i pranzi e le cene, incentivando la coltivazione dei campi. La ristorazione, infatti, ci dava meno soddisfazioni, ma dovevamo trovare un’attività alternativa che ci consentisse di integrare il reddito”.

Invece, il papà di Mara, Franco, svolge il lavoro di cuoco a Nizza.  

LE PRODUZIONI TUTTE BIOLOGICHE, DI QUALITA’ E GENUINE

Mara e Tiziano, nei terreni vicino alla struttura aziendale, coltivano, soprattutto, le patate, lo zafferano, la segale, il fagiolo borlotto, le cipolle, le zucche, le zucchine, i pomodori, i cavoli e l’insalata. A cui si aggiungono altri ortaggi di stagione e qualche varietà di frutta in quantità minime: mele; piccoli frutti e fragole. L’aglio viene prodotto a Valgrana. Dal 2018, tutte le colture hanno la certificazione biologica. Quindi, con la garanzia della qualità e della sicurezza alimentare.

“Per ottenere l’obiettivo - raccontano i due giovani - non usiamo composti chimici, ma soltanto derivati naturali consentiti dalla Legge. L’erba nelle colture la togliamo a mano. Spesso, quando finiamo il lavoro, dobbiamo ricominciare dall’inizio perché, nel frattempo, è ricresciuta. Applichiamo la rotazione delle colture nei terreni, così da mantenere l’equilibrio delle sostanze nutritive presenti nel sottosuolo”.

Ma non solo. “Nell’orto usiamo la consociazione delle colture: una tecnica di tipo biodinamico. In pratica sullo stesso spazio, generalmente più ristretto, piantiamo varietà diverse di ortaggi in modo che si aiutino a vicenda a crescere e a proteggersi dalle malattie e dagli insetti dannosi. Come il cavolo con le zucchine, l’insalata e i pomodori. Inoltre, impieghiamo molto il tagete e il nasturzio: due tipi di fiori che sono antiparassitari naturali. E poi seminiamo i fagioli accanto al mais così, questi ultimi, possono arrampicarsi sulle piante del cereale. Una tecnica praticata un tempo. Infine, l’irrigazione avviene con l’impianto a goccia e lungo le file delle colture distendiamo i teli per evitare la crescita dell’erba vicino alle coltivazioni”. 

Inoltre, Mara e Tiziano si occupano della gestione di tre ettari di castagneto e allevano alcune galline per uso famigliare.

LA VENDITA DEI PRODOTTI

I prodotti agricoli vengono venduti direttamente in azienda. Ad agosto, quando c’è più turismo in valle, Mara e Tiziano li smerciano anche sistemando un banchetto lungo la strada provinciale. Una piccola quantità di frutta è utilizzata per l’agriturismo. Sotto forma di marmellata. Così come una parte della farina di segale serve a produrre il pane nel forno della cascina. Il resto del cereale va al mulino Cavanna di Dronero. Le castagne le compra un grossista.

Perché dovrebbero acquistare le vostre colture? Sottolineano Mara e Tiziano: “Quando i clienti vengono in azienda andiamo a raccoglierle insieme a loro nel campo. Così possono rendersi conto della genuinità. Molti ci dicono che il sapore dei prodotti di montagna è unico e straordinario”.    

L’AGRITURISMO, L’AGRICAMPEGGIO E L’AFFITTO DELLE BIKE

L’agriturismo ha tre camere e un monolocale con cucina. L’ambiente è molto famigliare  e accogliente. L’agricampeggio è costituito da due tende che, però, offrono una certa comodità. Come il pavimento in legno e il letto matrimoniale. Anche se il tutto è un poco più spartano, ma ha il vantaggio di far vivere le persone  all’aria aperta. “Oltre agli italiani - affermano Mara e Tizianoospitiamo turisti tedeschi, olandesi, canadesi e inglesi. Quest’anno abbiamo avuto degli israeliani e, adesso, ci sono due signori della Guadalupa. Siamo soddisfatti della presenza media durante l’anno”.

Il servizio ricettivo offerto dall’azienda è completato dal possibile noleggio di due classiche mountain bike e di cinque e-bike: biciclette a pedalata assistita. Per facilitare le uscite degli ospiti sono stati segnalati alcuni percorsi nella zona con diversi gradi di difficoltà.  

L’ARTIGIANATO CREATIVO IN LEGNO

Mara e Tiziano: “Durante l’inverno, quando il lavoro agricolo scende in modo deciso, ci dedichiamo, lavorando insieme, alla produzione di oggetti artigianali in legno di noce di Andonno, che poi vendiamo in azienda. Come i taglieri, le collane e gli orecchini. Anche questa è una strada per ottenere un introito economico in più”.  

IL PROGETTO “PELLEGRINI DELLA TERRA”

Dallo scorso anno l’azienda di Mara e Tiziano si è iscritta a un’organizzazione internazionale, il WWoof, presente in Italia dal 1999. In pratica le persone di tutto il mondo hanno l’opportunità di viaggiare in ogni Continente e ricevere vitto e alloggio gratuito dalle strutture associate che li accolgono in cambio di un loro aiuto nei lavori agricoli.

“Dal 2018 - spiegano Mara e Tiziano - siamo diventati un’azienda che ospita i “Pellegrini della Terra”. E’ un’esperienza incredibile in quanto ci permette di conoscere persone nuove, scambiare idee e conoscenze, relazionarsi con culture e religioni diverse, provare forti emozioni. E i viaggiatori imparano la vita a contatto e in armonia con la natura. Lo scorso anno abbiamo accolto tre studiose di biologia dell’Ecuador, un ragazzo della Repubblica Ceca, che per molti anni aveva lavorato nelle vigne, e una ragazza di Manhattan”.        

SODDISFAZIONI E PROBLEMI

Mara e Tiziano: “Le soddisfazioni sono tante. Fra tutte, in particolare quelle di lavorare insieme e sempre all’aria aperta. Poi, vedere i clienti che tornano e si affezionano ai prodotti agricoli e all’agriturismo. Infine, per fortuna, il Parco delle Alpi Marittime dà una buona mano alla valle dal punto di vista della promozione pubblicitaria. E questo aiuta le imprese presenti. Per quanto riguarda i problemi, le questioni burocratiche le affidiamo all’organizzazione della Coldiretti che ci segue con cura. Ma le aziende di giovani e, soprattutto,  quelle piccole, avrebbero bisogno di maggiori appoggi da parte delle Istituzioni. O meglio di sostegni proporzionati alla loro dimensione. Perché spesso ti serve un’attrezzatura da 1.000 e non da 50.000 euro. Però, le misure previste dai fondi europei non lo prevedono. E così si dà un mano sempre e solo alle strutture grandi”.      

LE PROSPETTIVE FUTURE

“Proseguire sicuramente - concludono Mara e Tiziano - sulla strada del biologico e dell’agriturismo, mantenendo alta la qualità dei prodotti e dei servizi. Se riusciremo ci piacerebbe ampliare l’azienda a livello di superficie, sfruttando ancora la struttura dove i nonni allevavano i bovini. Magari aprendo una sorta di atelier, con il coinvolgimento dei clienti in percorsi creativi”.  

La filosofia dell’azienda, che vale soprattutto per la parte agricola, Mara e Tiziano la riassumono nella frase: “Produrre in minore quantità, ma nel modo migliore”. Vale a dire: “Vogliamo curare bene quanto facciamo”. E per integrare il reddito economico, necessario a tirare avanti, hanno dato vita a  numerose attività complementari. A dimostrazione della loro intraprendenza e capacità imprenditoriale.

Sulla facciata dell’azienda c’è un dipinto di Mara che riproduce il contenuto di più fotografie. Raffigurati ci sono nonno Pinuccio piccolino, i suoi genitori e il papà e la mamma di questi ultimi. Lei e Tiziano, infatti, hanno voluto mantenere i piedi saldi nelle radici delle diverse generazioni di famiglia vissute in quella cascina, ma, attraverso le innovazioni introdotte all’interno dell’azienda, guardare con fiducia al futuro.            

Sergio Peirone

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