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Attualità | 10 luglio 2019, 21:01

Rasposo in residenza a Fossano per il nuovo “Oraison”. Intervista a Marie Molliens

Donna, mamma, artista: tre anni di lavoro per lo spettacolo che andrà in scena in Belgio a ottobre 2019

Ritratto di Marie Molliens - ph. Ryo Ichii

Ritratto di Marie Molliens - ph. Ryo Ichii

Occhi dolci, piglio deciso, movenze eleganti mentre danza sul filo teso ora dopo ora, giorno dopo giorno. È Marie Molliens, direttore artistico di Rasposo, una delle compagnie di circo contemporaneo più affermate in Francia e, di conseguenza, vista la posizione che la Francia ha nel panorama internazionale, del mondo.

Rasposo è a Fossano per la seconda volta dopo il 2015 in cui aveva rapito il pubblico con “Morsure”, quest’anno ha portato in scena il conturbante “La DevORée” e ora hanno piazzato il loro nuovo chapiteau al Foro Boario per due settimane di residenza creativa in vista dell’esordio, a ottobre in Belgio, del nuovo spettacolo “Oraison”.

L’attesa della fine delle prove prima dell’intervista è passata in un lampo, guardare Marie Molliens danzare con grazia sul filo teso, ripetere lo stesso passaggio all’infinito alla ricerca del movimento perfetto, della luce ideale è emozionante.

“In questi 15 giorni abbiamo lavorato con un coreografo per tradurre in movimenti del corpo quello che vogliamo trasmettere, per usare il linguaggio della drammaturgia i testi che vogliamo mettere in scena – racconta Marie -. Questa settimana, invece stiamo lavorando sulla scrittura e sulla messa in scena mentre Françoise (la cantante e chitarrista n.d.a) continua a scrivere le musiche in base alle scene. Stiamo inoltre lavorando alle luci per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”.

Ma cosa significa per una compagnia di circo contemporaneo creare uno spettacolo nuovo? Come lavora Rasposo? “Per Oraison ci sono tre anni di lavoro – racconta Marie -. Essere in residenza è molto importante perché consente di creare e di fare ricerca artistica. Iniziamo con la ricerca intellettuale che passa attraverso la lettura di testi, lo studio della letteratura, l’analisi di quadri e fotografie. Poi si passa alla scrittura di un testo, si costruisce l’immagine di ciò che si vuole trasmettere”.

Oraison è una preghiera, un’invocazione affinché il circo contemporaneo assurga al livello delle altre arti figurative, uno dei linguaggi dell’arte contemporanea e non mero divertimento: “Oraison vuole aprire gli occhi e le coscienze. Inizia come un divertimento di bassa qualità per poi trasmettere qualcosa di più profondo. Noi artisti ci assumiamo i rischi nella sublimazione del gesto per ritrovare la forza iniziale di questo gesto e trasformarlo in qualcosa di più profondo”.

In Italia vedremo Oraison non prima dell’autunno del 2020. Ora Rasposo si sposterà in zona Bordeaux e La Rochelle per le ultimissime repliche di La Devorrée prima dell’esordio di Oraison. Di Fossano ricorderanno sicuramente il caldo e gli ottimi gelati: sia quest’anno che nel 2015, infatti, la presenza di Rasposo al Festival Mirabilia è stata contraddistinta da un caldo torrido, talvolta anomalo che ha costretto gli artisti a lavorare in condizioni talvolta molto difficili.

Marie ci ha raccontato anche di cosa significhi per un’artista essere tale e al contempo essere mamma: negli ultimi quattro anni, infatti, Marie ha avuto due bambini, il più piccolo dorme placidamente nella sua culla durante la nostra intervista, mentre il più grande ci intrattiene con esercizi all’hulahop sotto lo sguardo tenero e attento della mamma e della nonna: “Per me è molto importante conciliare il mio essere artista alla mia vita con la famiglia. La compagnia Rasposo è stata fondata dai miei genitori e dunque è una compagnia familiare. Poi si aggiungono altri artisti a seconda delle esigenze dello spettacolo. Françoise (cantante e chitarrista n.d.a.) e Christian (il batterista n.d.a.) sono con noi da Morsure, mentre altri artisti sono cambiati in funzione delle esigenze dello spettacolo. È più facile che restino con noi i tecnici, che sono spesso gli stessi”.

Ci vorrà ancora del tempo prima di vedere Oraison finito, ma conoscendo Rasposo le aspettative non possono che essere altissime, mentre per il futuro? “Sicuramente vorrei continuare a lavorare sulla parte drammaturgica e teatrale oltre che sul valore dell’estetica. Il circo non deve far ridere a ogni costo, è un linguaggio che può far riflettere, dire cose molto profonde”.

Al termine della conversazione con Marie, oltre alla poesia suscitata dalla sua eleganza, non può che restare una consapevolezza che si traduce anche in un monito: di cosa vive un artista negli anni di creazione? In Francia esistono strumenti molto più efficaci rispetto all’Italia di sostegno agli artisti in creazione, ma in ogni caso la vita della compagnia intesa come artisti, tecnici, coreografi, scenografi, diffusori, si basa sugli ingaggi e come è naturale spendere per un biglietto al cinema o a un concerto di musica pop, lo è anche per uno spettacolo di circo contemporaneo. In Italia ci sono altresì enti e realtà che supportano compagnie o artisti in creazione come il progetto Performing Lands dell'Associazione Ideagorà, quella di Mirabilia per intenderci. Quest'anno, a Fossano ci sono stati diverse realtà di creazione come il collettivo Effe di Giulia Odetto, gli Alta Gama e Tom Campbell, per cirtarne alcuni e spesso si sono create piacevoli sinergie tra gli artisti in residenza e i residenti.

Agata Pagani

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