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Cronaca | 11 luglio 2019, 22:28

Cuneo: un rancore lungo vent’anni, unico movente dell’omicidio - suicidio di via Ponza di San Martino

Il negozio Dimo Sport è ancora sotto sequestro, le indagini degli inquirenti proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della vittima e dell’assassino suicida

Cuneo: un rancore lungo vent’anni, unico movente dell’omicidio - suicidio di via Ponza di San Martino

Un rancore lungo vent’anni è lui il protagonista indiscusso intorno a cui ruota l’intera vicenda dell’omicidio - suicidio accaduto giovedì scorso a Cuneo, in via Ponza di San Martino.

Germano Sciandra, l'uomo di Mondovì che ha ucciso l'imprenditore cuneese Marco Deangelis per poi suicidarsi, da anni aveva ormai un’ossesione nei confronti del suo ex socio.

Quando Deangelis circa vent’anni fa rilevò le quote di Sciandra, allora amministratore della società Dimo Sport, l'attività commerciale non navigava proprio in buone acque.

Dopo che Deangelis subentró a Sciandra le cose iniziarono ben presto a migliorare e la società riuscì ad imporsi sul mercato in forte competizione con le altre attività del settore.

Questo - ripensandoci ora, alla luce di quanto accaduto - forse non andò giù a Sciandra, ormai uscito dalla societa. E per questo  forse iniziò a pensare che l'ex socio  on lo avesse economicamente liquidato in maniera appropriata. Sciandra pare che nei suoi deliranti scritti, trovato dopo ls tragedia in casa sua, era convinto che la cifra persa tra l'investimento e il ricavato delle quote vendute, fosse  di centinaia di euro, forse addirittura 500mila, che a suo dire gli sarebbero stati dovuti dal Deangelis. Tra l'altro in un periodo in cui  i era ancora la lira.

Da qui la genesi dei rancori, culminati nell’omicidio - suicidio di giovedì scorso.

Che ci fossero state delle discussioni tra i due per motivi economici, pare che sia stata la stessa vittima ad averne parlato ad una amica ma, dopo tanti anni, forse Deangelis pensava che Sciandra avesse smaltito la rabbia e invece non è stato così. Anzi. Quel pensiero è cresciuto negli anni fino a diventare un tarlo che gli ha trafitto la mente, rubandogli la lucidità e trasformandolo in un assassino suicida.

Ormai appurato che il movente di questa tragedia che ha sconvolto le due città dove Sciandra e Deangelis vivevano ed erano molto conosciuti e che ha distrutto due famiglie, sono motivi economici, le indagini si concentrano su questo filone e sui rapporti tenuti negli ultimi mesi tra la vittima e l’omicida suicida. "In tutta questa triste vicenda - sottolinea un caro amico di Marco Deangelis- una cosa è comunque certa. Tutti i suoi amici lo ricordano come una persona onesta e generosa, mai arrogante e sempre disponibile ad aiutare il prossimo".

NaMur

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