/ Eventi

Eventi | 11 luglio 2019, 08:30

Cuneo: Oberti, Dannier e Pini in mostra con "La magia del colore"

La rassegna è stata inaugurata lunedì 8 luglio presso la sala mostre della Provincia

Cuneo: Oberti, Dannier e Pini in mostra con "La magia del colore"

Con la lettura critica delle opere da parte del narzolese Valerio Santi, la partecipazione della brava attrice cuneese Cinzia Mattei, si è voluto in primis presentare e festeggiare i lavori del professore-architetto cuneese Fabrizio Oberti, in occasione dei suoi primi vent’anni dedicati alla pittura.

Quel tipo di pittura che dà il titolo alla rassegna delle opere dei tre amici artisti.

L’esplosione di colore che già dirompeva nella sorgente figurativa di Fabrizio Oberti, così ben concepita e che contribuiva, con accento espressionista, a comunicare come proprie e sentite le tematiche del mondo rurale e tutto ciò che avesse a che fare con la Natura benigna, ha coinvolto pure gli ultimi, suoi grandi lavori, eseguiti quasi con una spinta informale, su supporti di lamine di alluminio.

E’ proprio qui che si manifesta un’ulteriore magìa, si verifica cioè l’alchimia della trasformazione di questo materiale, se vogliamo, freddo, a elemento essenziale di dialogo con il pennello ed una spatola vibranti di colore.

Se è vero, come è vero, ricorda Valerio Santi nella sua disamina, che “il matrimonio tra luce ed ombre crea dei figli che si chiamano colori”, questi stessi, nell’estetica dell’Oberti, non sono mai sussiegosi aggettivi da aggiungere a quell’ancor splendida Natura che ci circonda, dianzi ricordata, quanto un costante richiamo e cogente monito all’umano, a quell’”omino solitario” che costantemente compare nelle sue tele figurative. A quell’uomo, cioè, e qui sta la chiave didascalica dell’opera, che la custodisce, a volte male, ma che ancora ne detiene le chiavi per proteggerla.

Ecco allora ben riconoscibili anche in forma astratta i freschi blu quasi Klein di mare e di cielo, quei verdi che sanno di natura viva, quei marroni che così tanto ancor sanno di umili terre pavesiane e che ci ricordano le nostre origini e l’umiltà che ancora ci deve pervadere.

Molto diverso da lui in termini di tecnica pittorica si presenta il lavoro di Dannier. Carlo usa una tecnica più pensata e preimpostata, elaborata attraverso un figurativo fortemente tonale . Si impone allora con un mèlange di colore, una temperatura cromatica più morbida, che, anche attraverso sapienti velature, accompagna sia i suoi splendidi scorci marini, colti nell’essenziale malinconia che il Santi arriva a definire crepuscolare, capace di guardare all’opera di Walter Lazzaro ed alla metafisica da ” Realismo Magico” di Carlo Carrà, sia i volti, ritratti che esprimono tutta la sua cura per i dettagli e la forte attenzione all’umanità più sola ed indifesa.

La poetica, infine, di Lidiano Pini, si fonda sul messaggio Duchampiano della trasposizione ed elevazione dell’oggetto, nel nostro caso di porte, armadietti, tavoli, al rango di opera d’arte. Un oggetto di legno, dai più dimenticato, acquista nuova vita tramite l’intervento del demiurgo artista che sa fin dall’inizio, dal suo, a volte, fortuito ritrovamento, valutarne la potenzialità stilistica.

La passione, la fortunata scoperta, l’invenzione creativa, il seguente duro lavoro di modanatura, piallatura, laccatura e quant’altro trasformano, col tempo, l’oggetto di partenza. Trasformano insieme ad esso l’artigiano-falegname Pini, con la stessa umiltà di prima, in vero artista del design. E come tale, il fiero falegname di Borgo San Dalmazzo non poteva non esporre le sue opere qui a Cuneo, in compagnìa dell’amico architetto-designer-pittore, l’altrettanto umile quanto valido Fabrizio Oberti.

comunicato stampa

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium