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Attualità | 12 luglio 2019, 13:46

202 anni di Polizia Penitenziaria, per dire grazie a chi lavora "nella zona di frontiera tra lo Stato e chi ne viola le regole"

A Cuneo, presso la casa circondariale di via Roncata, le celebrazioni, alla presenza di tante autorità civili e militari

202 anni di Polizia Penitenziaria, per dire grazie a chi lavora "nella zona di frontiera tra lo Stato e chi ne viola le regole"

Celebrata a Cuneo, stamattina 12 luglio, presso la casa circondariale di via Roncata, la festa per i 202 anni del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Nel corso dell'evento, alla presenza delle principali autorità militari e civili, è stata data lettura del messaggio di auguri del Presidente della Repubblica e del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha evidenziato come siano oggettive le difficoltà in cui versa il Corpo.

Forti le sue parole all'indirizzo degli agenti: "E' finito il tempo del lavoro nell’ombra, il vostro contributo è fondamentale. Siete nella zona di frontiera tra chi lavora per lo Stato e chi ne viola le regole. Da parte nostra un segnale concreto, attraversol'assunzione di 1300 unità in più". 

Durante i vari interventi è stata sottolineata più volte la delicatezza del ruolo degli agenti di Polizia Penitenziaria, sotto organico e continuamente esposti ad aggressioni - 803 nel 2018 -; difficile anche gestire detenuti con problemi psichiatrici, ad alto rischio suicidio o autolesionismo.

"Siamo una comunità di persone, ciascuna con la propria vita e con il proprio vissuto - ha evidenziato il nuovo direttore del Cerialdo Giorgio Leggieri, da febbraio a Cuneo dopo un'esperienza decennale al Morandi di Saluzzo. Nulla si può ottenere senza integrazione del personale. Pur con tante difficoltà, stiamo arrivando ad un nuovo modello organizzativo, che tiene conto delle specificità e del grado di pericolosità, diverso, di ogni detenuto. Serve più organico, un implemento delle tecnologie, una sempre miglior gestione e mediazione nei conflitti e, ancora, una maggiore apertura sul territorio".

E proprio in un'ottica di maggior apertura e integrazione con il territorio, era presente in carcere lo staff dell'Open Baladin di Cuneo, che ha omaggiato quasi tutto il catering per il buffet finale. Elio Parola, socio di Teo Musso, un anno fa è stato commissario del corso alberghieri in carcere. Da allora è iniziata una collaborazione con l'istituto penitenziario: due detenuti aiutano infatti nella cucina del locale di piazza Foro Boario. Un progetto importante sulla via del recupero e della responsabilizzazione di queste persone.

Lo scopo più alto e difficile del lavoro dell'agente di Polizia Penitenziaria.

Barbara Simonelli

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