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Curiosità | 12 luglio 2019, 14:49

Si riporta alla luce l’antica storia del “Ricetto” di Envie: ricostruzioni in 3D per tornare indietro nel tempo di tre secoli (FOTO)

Interessante progetto portato avanti da Claudio Midulla su una visione che “resta ancora un'idea astratta, della quale nemmeno gli enviesi stessi sono a conoscenza”. Il sindaco: “Pensiamo ad una riqualificazione del centro storico. Il ‘Ricetto’ è un bene comune che potrebbe avere un’indiscussa valenza territoriale”

Una delle ricostruzioni in 3D

Una delle ricostruzioni in 3D

Con il termine “ricetto” si identifica una “struttura fortificata”, in uso ai tempi del Medioevo, con “lo scopo di conservare e difendere i beni più preziosi della comunità” in caso di attacco oppure, in misura minore, per fornire protezione alla popolazione da eventuali nemici esterni.

A delimitare il “ricetto” si era soliti trovare, proprio come “ostacolo” per prevenire infiltrazioni esterne, fossati, scarpate o palizzate.

Partendo proprio da questa “base” si è sviluppato, ad Envie, un interessante progetto per riportare alla luce il ricetto, la cui visione “resta ancora un'idea astratta, della quale nemmeno gli enviesi stessi sono a conoscenza”.

A parlare è Claudio Midulla, enviese che da tempo cura il progetto.

Mentre infatti – ci ha detto - il Castello di Envie è un simbolo indiscusso, non lo stesso si può dire del ricetto. Da qui nasce la mia intuizione di vedere al di là delle mura ancor presenti oggi, e notare che, oltre al ben più famoso fortilizio che si impone nel centro del paese, ci fosse anche altro”.

La ricerca di Midulla ha ottenuto ben presto i primi riscontri, con la pubblicazione degli antichi ricetti della professoressa Davico Viglino, che ha descritto anche quello di Envie.

La grande torre circolare – spiega Midulla – non è dunque da considerarsi isolata, ma collegata ad altre, di base quadrata ed ancora mura che circondavano il cuore di Envie, collegandosi al castello.

La strada principale, oggi Via Roma, era l’asse principale che incrociava un’altra via trasversale, dividendo così quattro aree principali, costituite da edifici che ne caratterizzavano la zona. Tutto ciò è sempre stato sotto gli occhi di tutti, ma in forma talmente ravvicinata da non riuscire a rendersene conto”.

Tre anni fa, poi, l’inziale concetto astratto ha assunto concretezza. Presso l’Archivio Storico di Torino, infatti, Midulla ed altri enviesi, hanno consultato il mappale originale del 1742 dell'antico centro di Envie, che ha confermato i confini del ricetto delineati dalle mura e dalle nove torri.

Un nuovo riscontro fondamentale per il progetto, che domani, sabato 13 luglio, verrà presentato in occasione dell’annuale “Cena sotto le stelle” organizzata nel borgo delle Faye di Occa dal Circolo “La Torre nel Parco”.

Presenteremo – aggiunge Midulla - per la prima volta in assoluto l’antico Ricetto di Envie.

Un viaggio attraverso gli antichi mappali, le fotografie che ci riportano ai nostri giorni ed un suggestivo tuffo nel passato, con una ricostruzione fedele in 3D realizzata dall’ingegnere Simona Pagliano, partita dalla consultazione dai documenti del 1700.

Una ricostruzione dell'intera area con gli edifici presenti di allora e quelli attuali, con il colpo d’occhio che avevano gli enviesi tre secoli fa”.

Il progetto presentato farà parte di una prossima riqualificazione dell'intero centro storico.

Lo conferma Roberto Mellano, sindaco di Envie: “Il Comune vorrebbe recuperare tutto il centro storico, con il castello. È un progetto sul quale siamo già partiti un anno fa. Nel frattempo si sono svolte le elezioni regionali, ed ora è quindi necessario reimpostare il discorso.

Confidiamo comunque nella sensibilità del recupero del patrimonio storico e artistico. Ne parleremo con la nuova Amministrazione regionale, presso la quale riponiamo fiducia perché un bene comune del genere potrebbe avere sicuramente una valenza territoriale molto importante.

Consentitemi infine di ringraziare in particolar modo Claudio Midulla, che grazie alla sua visione ha saputo trasmettere un messaggio non facile. Bisogna crederci, e sono sicuro che portare avanti questa causa non potrà che fare del bene a tutto il territorio”.

Nicolò Bertola

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