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Cronaca | 15 luglio 2019, 17:12

Fossano, comprarono macchinari senza pagare: due condannati per truffa

Avrebbero fornito false garanzie a due commercianti che gli avevano venduto attrezzature

Fossano, comprarono macchinari senza pagare: due condannati per truffa

Erano accusati di aver truffato due imprenditori dell'Albese e di Marene che gli avevano consegnato attrezzatura per ristoranti e un muletto, un sollevatore e altro materiale presso un capannone della zona industriale di Fossano. Gli acquirenti avevano fornito fidejussioni bancarie a garanzia del pagamento, che si erano rivelate fasulle.

Oggi il tribunale di Cuneo ha condannato i torinesi S.F. a 13 mesi di reclusione e S.S. a 10 mesi con la sospensione condizionale. I due si sarebbero fatti passare per i titolari di una ditta realmente esistente ma inattiva, con sede a Castagnito. Assolti per non aver commesso il fatto i coimputati M.F. e F.S.

I fatti risalgono al 2014. “Ero stato contattato per telefono da un certo Antonio Fiore”, aveva riferito il titolare di una ditta albese che vende attrezzatura per ristoranti. “Ci siamo incontrati per la prima volta presso un capannone nella zona industriale di Fossano. Cosa strana, non c'era un'insegna e i locali erano praticamente vuoti. Il sedicente signor Fiore aveva bisogno di apparecchiature da consegnare a suoi clienti francesi e ne aveva urgenza. Preparai il preventivo, si aggirava intorno ai 15 mila euro, che fu accettato senza battere ciglio, ma siccome erano nuovi compratori gli chiesi di fornirmi garanzie. Che infatti mi consegnarono senza far problemi la volta successiva. Si trattava di una fideiussione bancaria, denaro che avrei incassato nel caso non fossero arrivati i pagamenti nei tempi pattuiti”.

Il commerciante aveva presentato presso la sua banca il documento, redatto su carta intestata di un istituto bancario, accettato come regolare. Avrebbe scoperto non molto tempo dopo che invece si trattava di false garanzie.

Nel frattempo il signor Fiore gli aveva chiesto se conosceva qualcuno che potesse vendergli un muletto trasportatore: “Gli diedi il contatto di un mio conoscente di Marene e consegnai loro la merce”.

Anche quest'ultimo aveva chiesto garanzie per la vendita di un transpallet e di altri macchinari per la movimentazione. Gli era stata consegnata una fideiussione ma lui non si era fidato: la banca emittente aveva disconosciuto il documento. E, a quel punto, aveva avvertito il commerciante albese che si era presentato insieme ai carabinieri di Fossano presso il capannone della presunta ditta di Castagnito. Le due persone presenti erano state identificate come S.F. (il sedicente Fiore) e S.S.

M.F. aveva raccontato che era stato S.S. a proporgli di entrare in società e che dopo aver rivenduto tutto il materiale, con S.F. erano “finiti nel nulla”.

Monica Bruna

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