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Eventi | 16 luglio 2019, 16:11

"Il ritorno del re" nel borgo di Valcasotto, in ricordo delle vacanze estive dei Savoia

Manifestazione alla sua prima edizione curata dall’associazione Amici di Valcasotto

"Il ritorno del re" nel borgo di Valcasotto, in ricordo delle vacanze estive dei Savoia

Per un giorno il borgo di Valcasotto è tornato ai fasti passati, nella seconda metà del XIX secolo quando i reali di casa Savoia erano soliti venire a trascorrere le loro vacanze estive tra i secolari boschi di castagno.

A bordo di un calesse trainato da un bianco cavallo Vittorio Emanuele II, accompagnato dalla “bela Rosin” e dalla sua corte sono intervenuti a “Un pranzo da Re”, manifestazione alla sua prima edizione curata dall’associazione Amici di Valcasotto.

Prima di gustare le antiche ricette preparate con cura dai volontari, i commensali hanno ascoltato con interesse le parole del presidente dell’Associazione Alessandro Briatore che ha voluto tracciare la storia di questo intreccio tra la casata sabauda e la Valle Casotto durato dal 1837 al 1881. L’attenzione è caduta in particolare sulla Reggia di Valcasotto, gioiello architettonico purtroppo non visitabile dai turisti da oltre un decennio.

"Quella che con i Savoia divenne una residenza estiva era stata in precedenza la prima certosa in Italia, fondata nel XI secolo dallo stesso San Bruno, fondatore dell’Ordine certosino – ha raccontato il presidente degli “Amici di Valcasotto” -. Tra i reali fu soprattutto Vittorio Emanuele II a sfruttarlo come punto di partenza per le sue battute di caccia, accompagnato dai 5 figli e soprattutto dalla “bela Rosin”, sua amante più celebre e che divenne anche moglie morganatica. Persona schietta e alla mano, amante della cucina semplice e genuina, era a proprio agio tra la gente di montagna e la tradizione popolare lo volle spesso coinvolto in simpatici episodi. La sua passione maggiore erano però probabilmente le donne. Si racconta che  il re, alla fine della stagione, organizzasse sempre un pranzo d’addio al quale naturalmente veniva anche invitato il parroco del paese. In una di queste occasioni il prete chiese al sovrano un contributo per acquistare una campana nuova. Il re acconsentì ma pretese che il parroco non le usasse più per avvisare le donne del suo arrivo affinché rimanessero chiuse in casa, come invece era solito fare".

Durante il pranzo i commensali hanno potuto apprezzare le pietanze tipiche di allora, quelle che il sovrano amava mangiare quando era in zona. Dai bocconcini di pollo “alla sabauda” al bunet con paste di meliga, passando dai tajarin e dal cinghiale al civet, il tutto accompagnato da un’ottima barbera. Gli ospiti hanno poi potuto ammirare le bellezze naturalistiche della valle passeggiando a bordo del calesse messo a disposizione dal centro ippico “La Canunia” di Lurisia. Per i più piccoli è stata possibile la riscoperta dei giochi di una volta preparati con cura dal gruppo “Legami”.

"Voglio innanzitutto ringraziare le tante persone accorse per questo evento. Abbiamo registrato il tutto esaurito con ben 2 giorni d’anticipo – ha concluso Alessandro Briatore -. Ringrazio il Direttivo dell’Associazione e tutti coloro che, con il loro aiuto, rendono possibili queste manifestazioni. Grazie anche alle attività che ci sostengono e soprattutto mantengono viva la nostra piccola frazione: la stagionatura Beppino Occelli, la Locanda del Mulino e la Panetteria-Pasticceria Nasi. Ringrazio la Fondazione CRC che con il suo contributo ha reso possibile l’acquisto del tendone sotto cui abbiamo pranzato. Grazie infine ai figuranti e vi invito a presenziare alla loro rievocazione storica che si svolgerà il 13 agosto presso il borgo medievale di Garessio. La nostra manifestazione ha come obiettivo quello di accendere ancora una volta i riflettori sul castello di Valcasotto, sperando che la Regione possa presto affidarne la gestione rendendolo visitabile ai turisti. Il nostro sogno è quello di poter ripetere questa bella manifestazione nel cortile della reggia, magari già dalla prossima edizione!".

comunicato stampa

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