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Eventi | 16 luglio 2019, 15:45

Riccardo Bonavita insignito della Croce Internazionale della FIODS

91 anni è in Avis dal 1946, donatore benemerito: “Un uomo da cui tutti noi volontari dobbiamo imparare”

Riccardo Bonavita insignito della Croce Internazionale della FIODS

“Un uomo da cui tutti noi volontari dobbiamo imparare” sono queste le parole spese da una dei volontari Avis che, i giorni scorsi, si sono spesi per l’organizzazione della cerimonia di assegnazione della Croce Internazionale della Fiods a Riccardo Bonavita.

La FIODS è la Federazione Internazionale dei Donatori di Sangue e questa onorificenza è la massima aspirazione per chi, per anni, si è speso per la comunità in questo campo.

“Bonavita è stato consigliere comunale, provinciale, regionale Avis. È giusto premiare chi ha dato parte della sua vita in questo campo” ha detto l’assessore al Volontariato Donatella Rattalino.

Bonavita ha 91 anni ed è stato segretario Avis a Fossano dal 1972 al 2001, sebbene facesse parte della schiera dei donatori già al momento della fondazione nel 1046. È donatore benemerito ed è stato descritto come un cittadino dalla straordinaria propensione al sociale. Dal punto di vista professionale è stato co-titolare di una tipografia e, successivamente, a lungo segretario e amministratore della Clinica Avagnina. Nel 1981 era già stato insignito dell’Oscar della generosità dall’Avis provinciale e dal 2018 ricopre anche il ruolo di presidente onorario dell’Avis di Fossano.

Onorificenza è stata consegnata da Giorgio Groppo, presidente provinciale e regionale dell’Avis. “Tutti noi fossanesi stimiamo Bonavita. Un grazie a tutti i donatori che contribuiscono a rendere felici tante persone” ha commentato Giancarlo Fruttero, in rappresentanza della Cassa di Risparmio di Fossano. “Abbiamo la responsabilità di restituire al territorio ciò che il territorio dà e Bonavita per questo territorio ha fatto tanto” ha confermato Giuseppe Viada.

Tutta la forza di Bonavita è stata percepita nelle parole, affidate a una lettera cui ha dato lettura la figlia: “Ciò che ho fatto, l’ho fatto perché il cuore me lo ordinava, consapevole che fare del bene fa bene. Ho ancora un desiderio: dotare la sede Avis di un ascensore. Chiederà presto al sindaco un incontro perché mi aiuti a dipanare la matassa dei permessi”.

Agata Pagani

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