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Cronaca | 17 luglio 2019, 15:32

Ignoti rubano un guinzaglio per cani posto nel cippo in ricordo di Fabio Perlo, 17enne di Sanfront morto in un incidente stradale

Era uno degli ultimi oggetti utilizzati dal giovane, scomparso il 16 ottobre del 2018 dopo uno scontro frontale a Paesana. Le dure parole di condanna del papà Luigi e del cugino Marco

Il cippo in ricordo di Fabio Perlo. In basso la teca dove fino a qualche giorno fa era riposto il guinzaglio utilizzato dal giovane

Il cippo in ricordo di Fabio Perlo. In basso la teca dove fino a qualche giorno fa era riposto il guinzaglio utilizzato dal giovane

Poche cose al mondo sono inqualificabili come i furti e le profanazioni di tombe e monumenti in ricordo di persone scomparse.

Eppure, la bassezza di alcuni individui appartenenti al genere umano non smette di “stupire”, ed è così che, in questi giorni, al colle di Gilba, sulle alture di Sanfront, è scomparso un guinzaglio per cani posto nella teca del cippo in ricordo di Fabio Perlo, 17enne tragicamente scomparso in un incidente stradale a Paesana il 16 ottobre del 2018.

Qui, al Colle di Gilba, gli amici di caccia di Fabio hanno eretto un piccolo monumento in pietra in ricordo dell’amico, riponendo in una teca uno degli ultimi oggetti utilizzati dal giovane: il guinzaglio del cane.

Guinzaglio che, nei giorni scorsi, è scomparso: qualcuno se n’è appropriato, per motivi che faticano ad essere concepiti.

Luigi Perlo, papà di Fabio, “grida alla vergogna” dopo il furto avvenuto al cippo eretto in ricordo del figlio. In una lettera inviata al nostro giornale, egli si rivolge al “misero uomo che si è appropriato di un ridicolo guinzaglio per cani”.

Un oggetto “dal valore di pochi euro”, ma che assume una valenza affettiva inestimabile: “è una delle ultime cose usate da Fabio”.

Non posso esprimere il mio pensiero per scritto, sarebbe improponibile, ma non ci sono parole per chi profana un manufatto in memoria di un 17enne scomparso, che ha anche ricevuto la benedizione cristiana”.

Quanto successo è anche stato “postato” in rete dal cugino di Fabio, Marco Brondino, che ha pubblicato sulle piattaforme social la foto del cippo con la teca vuota.

Marco si è rivolto all’autore del gesto: “Mio cugino – ha scritto su Facebook – a differenza tua aveva rispetto per il prossimo, rispetto per le cose altrui e soprattutto aveva molto cuore!

Per noi non era un semplice guinzaglio, ma era un simbolo indescrivibile di un ragazzo che amava la montagna, con le sue passioni per i funghi e per la caccia, volenteroso e amato da tutti, e che ora non c’è più!”.

Nicolò Bertola

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