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Cronaca | 17 luglio 2019, 11:22

La Guardia di Finanza "blinda" una cooperativa di Cuneo che gestisce i Cas, scoperta frode per 1,3 mln di euro (VIDEO)

Quattro gli arresti. Grazie alla tempestività delle indagini e ai sequestri odierni, è stato possibile contrastare una frode di denaro pubblico. Sono indagati, a titolo di concorso, anche due consulenti fiscali ed un ex funzionario della Prefettura di Imperia

La Guardia di Finanza "blinda" una cooperativa di Cuneo che gestisce i Cas, scoperta frode per 1,3 mln di euro (VIDEO)

Blitz della Guardia di Finanza di Sanremo che, dalle prime ore dell’alba, ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare e stanno procedendo al sequestro preventivo di beni nei confronti di un'organizzazione che da due anni, gestiva centri di accoglienza straordinaria, i cosiddetti Cas per migranti, in provincia di Imperia.  

I provvedimenti cautelari, emessi dal Gip del Tribunale di Imperia, hanno colpito tre cittadini piemontesi, i cuneesi Gianni Morra di 62 anni, la convivente Emanuela De Mita di 48, e l'avvocato Guido Tabasso di 67 anni.

 

Si tratta dei soci occulti di una finta cooperativa sociale di Cuneo, la Caribù, con la quale avevano ottenuto la gestione del Cas di Sanremo a luglio del 2017 e, nel successivo febbraio 2018, anche quello di Vallecrosia. Oltre a loro è stata tratta in arresto anche la sorella del promotore, A.M. di 59 anni, che aveva il compito di riciclare i proventi della frode in alcune società di famiglia.  

Le indagini, partite nel novembre 2017 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Imperia, hanno fatto emergere i modi di gestire i Cas da parte della cooperativa, che aveva lo scopo di appropriarsi di gran parte dei fondi che la Prefettura di Imperia erogava per la gestione quotidiana di circa 120/130 migranti. Il sistema si basava sulla comunicazione quotidiana alla Prefettura di un numero di ospiti dei Cas superiore a quello reale e sulla sovrafatturazione di costi, mai o solo parzialmente affrontati per erogare ai migranti i servizi che erano previsti in base all'appalto pubblico.  

La sovrafatturazione avveniva grazie all'interposizione di una serie di società di capitali, tra cui la Libra Srl di Cuneo, utilizzate per drenare dai conti della cooperativa quasi il 70% dei fondi erogati dal Ministero dell'Interno. In particolare, l'immobile sede di uno dei due Cas, acquistato dai due fratelli (G.M. e A.M.) con un mutuo, è stato affittato alla 'Libra Srl’, sempre di proprietà degli indagati, per 38mila euro annui (pari al premio annuale del mutuo), a fronte di una richiesta di rimborso alla Prefettura di quasi il triplo dell'importo, pari a 90mila euro.   La cooperativa sociale Caribù aveva sottoscritto, sempre con la ‘Libra Srl’ un contratto di collaborazione e fornitura (di tutti quei servizi previsti dal bando della Prefettura) al prezzo di 17 euro al giorno per ospite, indipendentemente dalla effettiva prestazione dei servizi. Una volta ottenuti i rimborsi da parte della Prefettura, gran parte del denaro veniva dirottato sui conti correnti personali degli indagati (o delle società loro collegate) ed utilizzato per spese personali o per corrispondere le rate di finanziamenti per l'acquisto di immobili anche a Sanremo.  

Ad oggi la frode è stata quantificata in 1,3 milioni di euro, su un importo complessivo di fondi pubblici erogati di circa 1,7 milioni di euro. Grazie alla tempestività delle indagini e ai sequestri odierni, è stato possibile contrastare una frode di denaro pubblico. Sono indagati, a titolo di concorso, anche due consulenti fiscali ed un ex funzionario della Prefettura di Imperia.  

Carlo Alessi

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