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Eventi | 17 luglio 2019, 07:15

l Cinecamper del Nuovi Mondi Festival ricomincia il suo viaggio nelle valli delle montagne cuneesi

Sabato 20 luglio alle 21 al Rifugio Malinvern verranno proiettati “Oymyakon” e “The Frozen Road”

l Cinecamper del Nuovi Mondi Festival ricomincia il suo viaggio nelle valli delle montagne cuneesi

Sabato 20 luglio alle ore 21, presso il Rifugio Malinvern nel vallone di Riofreddo nella valle Stura di Demonte, prende ufficialmente il via la quarta edizione del Cinecamper del Nuovi Mondi 2019, il festival in viaggio per la montagna curato da Fabio Gianotti e Silvia Bongiovanni di Kosmoki. Ad aprire la rassegna cinematografica che grazie ad un camper speciale trasformato in proiettore attraversa le Alpi e porta la magia del cinema in piccoli borghi di montagna, saranno due pellicole di primo piano, “Oymyakon” e “The Frozen Road”.

Il rifugio Malinvern si raggiunge a piedi (tempo di percorrenza un’ora circa) dal parcheggio. Per maggiori informazioni sull’ospitalità della struttura è possibile contattare il gestore del rifugio Katia Tomatis telefonando allo 0171/1936018, al 340/2768964 o scrivendo a neve.katy@gmail.com. Il programma completo e aggiornato del Cinecamper 2019 si può trovare sul sito www.nuovimondifestival.ito sulla pagina FaceBook del Nuovi Mondi Festival.

“Oymyakon”(Russia 2018, durata 28 minuti) è una pellicola del regista Dominik Bari che racconta la storia delle persone di un villaggio isolato situato nel profondo della taiga siberiana settentrionale, noto come il polo del freddo. Un giorno nella vita dei cittadini del luogo abitato più freddo della Terra per scoprire le sfide che gli abitanti devono affrontare in questo paesaggio inospitale dove la temperatura più bassa mai registrata è di -71,2°.

The Frozen Road” (Regno Unito/Canada 2018, durata 24 minuti), vincitore del premio come Miglior Film al Nuovi Mondi Film Festival 2018, è una riflessione sul viaggio in solitaria, sulla meraviglia, il terrore e la frustrazione che il regista/protagonista Ben Page ha sperimentato attraversando in mountain bike lo spietato vuoto dell’artico canadese, una delle ultime grandi terre selvagge del mondo. Spinto dall’affermazione di Jack London, che “ogni uomo che sia un uomo può viaggiare da solo”, Page ha cercato un’avventura in perfetta solitudine.

c.s.

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