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Eventi | 17 luglio 2019, 18:41

Occit’Amo: al via gli appuntamenti della pianura del Saluzzese

A Saluzzo, Verzuolo e Scarnafigi ospitano il secondo fine settimana italiano di Occit’amo tra musiche e balli. Venerdì Occit’amo incontra i carcerati del Morandi con il "Gran Bal Dub"

Teres Aoutes Strin BAnd

Teres Aoutes Strin BAnd

Il fine settimana entrante sarà la pianura Saluzzese ad ospitare i tre appuntamenti di Occit’Amo che si svolgeranno a Saluzzo, Verzuolo e Scarnafigi. Venerdì 19 luglio alle 11 Occit’amo  incontra i carcerati del Morandi con il "Gran Bal Dub.  

"Il Festival che da sempre supera confini territoriali e culturali – commenta il direttore artistico Sergio Berardo - valica quest’anno un altro tipo di confine. È quello della Casa Circondariale  di Saluzzo, un luogo di reclusione in cui il percorso di espiazione della pena passa anche attraverso laboratori teatrali e di artigianato.  Occit'amo porterà nelle proprie tappe oggetti costruiti dai detenuti del progetto Opere Libere (laboratori di falegnameria e oreficeria tenuti in collaborazione con l'Istituto Soleri Bertoni di Saluzzo).

Il concerto sarà l’occasione per far incontrare alla popolazione carceraria la musica occitana e le sue nuove frontiere. “Quale il concerto migliore se non il Gran Bal Dub, produzione Occit’amo, un innovativo e creativo modo per raccontare la musica della tradizione". 

La musica occitana incontra l'elettronica in questo nuovo spettacolo nato da un'idea di Sergio Berardo, storico agit prop della musica occitana con i mitici Lou Dalfin e Madaski, fondatore degli Africa Unite e uno dei più grandi esponenti della musica elettronica nella sua versione dub.

Questo nuovo gruppo che si avvale della partecipazione di altri due giovani suonatori emergenti della musica d'Oc, Chiara Cesano (violino) e Roberto Avena (fisarmonica) coniuga, alla luce di una comune propensione al ballo e al movimento, le note della ghironda e degli altri strumenti d'Oc alle suggestioni e i ritmi elettronici di dubstep-dance hall e techno.

Gli storici suonatori ambulanti di ghironda, della cui opera Berardo è la naturale prosecuzione nel presente, partendo dalle Valli Occitane percorsero le strade d'Europa fino alla metà del secolo scorso e portarono sulle piazze dei paesi più lontani i loro suoni a bordone.

Dalla loro vicenda musicale emerge un'idea identitaria della cultura d'Oc come strumento di comunicazione e scambio. Musica da contrabbandieri di suoni.

Nel corso dell’evento, in un concerto a ballo (Gran Bal Dub), si susseguiranno borreias, circles, rigodons, chapelesas, escotichas e innumerevoli altre forme di danza occitana sostenute dai suoni di Madaski con la potenza di bassi e ritmiche ad arricchire le melodie di voce, ghironda, violino e fisarmonica nell'assoluto rispetto delle strutture e stilemi dei balli tradizionali. 

Sabato 20 luglio a Verzuolo alle 17.30 a Palazzo Drago (via Guglielmo Marconi 13) la Fabbrica dei suoni, laboratorio didattico intorno alla musica rivolto al pubblico adulto. 

Domenica 21 luglio a Scarnafigi nella piazzetta della Chiesa il concerto delle “Teres Aoutes String Band. Una serata tutta da ballare, in un concerto che smentisce chi dice che la musica occitana non può essere rock’n roll.

La Teres Aoutes String Band nasce da un’idea di Mario Poletti, mandolinista ben noto per la sua intensa attività artistica con i Lou Dalfin, e Fabrizio Carletto, bassista con alle spalle una lunga esperienza non solo in ambito trad ma anche al fianco di artisti come Michele Gazich e Massimo Priviero.

I due artisti, insieme a Diana Imbrea (violino) e Oreste Garello (chitarra), hanno dato vita a un originale progetto musicale volto a rileggere i canti e le danze della tradizione musicale delle Alpi Occidentali, esaltando le potenzialità espressive degli strumenti a corde.

Il gruppo ha recentemente dato alle stampe l'album del debutto "Lo rock’n roll de la moutagna" nel quale si coglie non solo tutta l’energia e l’intensità dei loro live act, ma anche la loro capacità di reinterpretare i suoni e le melodie popolari, attraverso una cifra stilistica contemporanea nella quale si intrecciano roots-rock e folk anglosassone. per animare i “balèti”, le feste patronali e altre manifestazioni culturali, questi quattro giovani “di paese” salgono sul palco per presentarvi le loro creazioni artistiche che uniscono musica tradizionale e modernità.

Che siate ballerini agguerriti, innamorati della regione nizzarda o semplici curiosi l'invito è a venire a vedere, cantare e ballare con l'as pagat lou capèu!         

Occit’amo: www.occitamofestival.it Facebook @occitamo Instagram: @occitamofestival

 

 

VB

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