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Agricoltura | 17 luglio 2019, 09:31

Coldiretti: il "Made in Piemonte" ora scende in campo e fa goal

Siglato l’accordo tra Coldiretti e Lega Pro per i menù a km0

Coldiretti: il "Made in Piemonte" ora scende in campo e fa goal

A scendere in campo per la prima volta negli stadi saranno i contadini per promuovere la conoscenza ed il consumo del vero cibo Made in Italy con una squadra di oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica.

E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa, firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi. 

“Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn, ma anche prodotti tipici del nostro territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta fino alla verdura di stagione – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola. La nostra regione, a livello calcistico, è presente non soltanto in serie A, ma sono diverse le squadre in Lega Pro, dall’Alessandria, al Cuneo, dal Novara al Gozzano, dalla Juventus under 23 alla Pro Vercelli. Vari, quindi, i momenti in cui il Made in Piemonte può scendere in campo, presentando le sue eccellenze. D’altronde, acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione – proseguono Moncalvo e Rivarossa – e i mercati sono diventati, non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.


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