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Eventi | 18 luglio 2019, 19:50

A Verduno il ricordo di Nuto Revelli a cento anni dalla nascita

Martedì 23 luglio, a partire dalle 17, i racconti e le testimonianze degli amici con la lettura di alcuni passi dei testi più significativi dello scrittore

Nuto Revelli a Verduno

Nuto Revelli a Verduno

A cento anni dalla nascita di Nuto Revelli, il Comitato nazionale per le Celebrazioni del centenario della nascita ha programmato, tra il 2019 e il 2021, un ricchissimo calendario di iniziative in collaborazione con la Città di Cuneo e la Fondazione Nuto Revelli.

Tra queste tante occasioni per conoscere o approfondire l'opera e l'insegnamento dello scrittore cuneese, c’è l'appuntamento che martedì 23 luglio, alle ore 17, si terrà presso il Real Castello di Verduno, dove Nuto Revelli era solito trascorrere le sue estati, in compagnia della moglie. L’evento è intitolato "Nuto Revelli. Trentatré estati a Verduno".

Nel giardino del Real Castello, Nuto accoglieva e ascoltava, all'ombra delle secolari piante, sempre seduto allo stesso tavolino bianco in ferro battuto, le testimonianze di chi la guerra e la Resistenza l'aveva vissuta sulla propria pelle. “Il Real Castello - scrisse  sul libro degli ospiti - per Anna e per me, è una famiglia più che un albergo. Qui si ringiovanisce, o meglio, si rimane giovani. E' come essere a casa, nell'eleganza che solo la semplicità e la cultura della “buona vita” sanno dare".

Per questo lo scrittore, quando parlava delle sue vacanze estive, diceva: “Il mio castello”,  tanto che chi ascoltava credeva davvero che ne fosse il proprietario. E a Nuto Revelli, nell'ottobre del 1992, fu data la cittadinanza onoraria di Verduno.

A Verduno, a partire dalle 17 di martedì 23 luglio, dopo il saluto di Alessandra Buglioni di Monale, chef di sapori e di cultura, saranno gli amici a ricordarlo, quelli di sempre, prime tra tutti le Signore del Castello, ai tempi giovani mamme e bambine e ragazzini ai quali il Cavalier Burlotto, propretario e indimenticabile figura di questo magnifico pezzo di Langa, ogni giorno raccomandava di non avvicinarsi a quel tavolino bianco, perché Nuto doveva lavorare.

Bellissimo il ricordo di uno di quei bambini di allora, Gualtiero, che così racconta: “Nella foto di copertina dpotrei esserci io, che spio da dietro la siepe... Mentre quell'uomo intervista vecchi contadini che gli raccontano della miseria della vita in collina degli Anni Venti e Trenta del Novecento. Quando vedevano vendere al mercato i loro fratelli o se stessi per una gallina. Quando vecchi compagni di Resistenza, delle Brigate in cui aveva combattuto anche lui, gli raccontavano che cosa volesse dire essere arrivati in un paese in mezzo alle vigne dopo un rastrellamento dei nazisti. Molti di quegli uomini, con dignità e silenziosa commozione, lasciavano bagnarsi il viso di lacrime lontane. L'uomo della foto porgeva loro un fazzoletto. Li guardava diritto negli occhi con uno sguardo serio che partiva dal suo volto segnato da una profonda cicatrice, una granata di guerra comune e continuava a trascrivere le loro storie ...  Aspettavo che finissero quelle interviste...".

L'uomo a quel punto alzava un poco la voce e rivolgendosi a qualcosa che apparentemente non c'era diceva: "Gualtiero, lo so che sei lì dietro anche se non ti vedo".

Io uscivo e dicevo: "Mi scusi. Mi avevano detto di stare lontano e non disturbarla".

"Lo so", diceva. "Dicono sempre che bisogna stare lontano dalle cose, che sennò si fa una brutta fine. Io sono qui a scrivere le storie di quelli che non hanno dato retta a questo consiglio. Lo faccio per quelli come te, ce n'è bisogno sempre”.

E tra gli amici di sempre, oltre al piccolo Gualtiero ormai diventato grande, ci saranno gli Alpini di Verduno con i loro canti, da Va l'Alpin su l'alte cime a Pietà l'è morta a Langarola vagabonda; letture dai testi più significative di Nuto Revelli (La guerra dei poveri, L'anello forte, Mai tardi) e dal libro di Franca Biglino "Dove vai signorina", attraverso le voci di Mimmo, Letizia e Monica. Poi, ci saranno le testimonianze di Gualtiero e Mimmo, di Fulvio, Marco Revelli e Carlin Petrini.

La giornata verrà chiusa da una cena conviviale  su prenotazione (info@realcastello.com, tel. 0172 470125 per ulteriori informazioni e prenotazioni).

E certamente Nuto sarà lì, con gli amici di sempre, seduto a quel bianco tavolino in ferro battuto, ad ascoltare, a raccontare e a raccontarsi.      

comunicato stampa

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