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Sanità | 18 luglio 2019, 07:30

Alla vigilia dell’incontro con l’assessore Icardi, l’“Officina delle Idee” chiede “certezza sugli investimenti sull’ospedale di Saluzzo”

Icardi incontrerà la stampa venerdì pomeriggio a Savigliano. L’Associazione presieduta da Giovanni Damiano auspica anche l’equiparazione della quota capitaria sulla base della quale vengono elargiti i finanziamenti alle Aziende sanitarie locali ed agli ospedali della Provincia: tra il torinese ed il cuneese, infatti, c’è una differenza di 90 euro per ogni singolo abitante

Giovanni Damiano, presidente dell'"Officina delle idee"

Giovanni Damiano, presidente dell'"Officina delle idee"

All’ultima consulta dei sindaci del Saluzzese, riunitasi lunedì 15 luglio scorso, era presente anche l’“Officina delle idee per il futuro dell’Ospedale di Saluzzo”, presieduta da Giovanni Damiano.

L’“Officina” ha presentato ai sindaci un documento, maturato nel corso dei primi due anni di approfondimento, definito dal presidente Damiano come un “contributo a sostegno della Sanità locale”.

“Obiettivo macro” della disamina dell’Associazione è “l’equiparazione della cosiddetta ‘quota capitaria’”.

Si tratta della quota pro-capite sulla base della quale vengono elargiti i finanziamenti alle Aziende sanitarie locali ed agli ospedali della Provincia. Su questo aspetto c’è difformità nella nostra Regione: vi sono infatti 90 euro di differenza tra i 1742 euro assegnati ai cittadini cuneesi ed i 1842 euro per un utente delle Asl torinesi.

Una differenza che, moltiplicata per gli abitanti della Provincia Granda, porta ad un “risparmio” compreso tra i 40 ed i 50milioni di euro per le casse regionali.

L’argomento era già emerso anche nel corso dell’ultima campagna elettorale per le Regionali. L’attuale assessore regionale alla Sanità, il leghista Luigi Genesio Icardi, prima del voto aveva invocato un’egual trattamento, alla pari di tutti gli altri cittadini piemontesi.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’“Officina delle idee”: “Chiediamo parità di stanziamento pro capite tra i piemontesi, perché non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B: 90 euro di differenza sono troppi, e questa lacuna va a parer nostro colmata quanto prima.

Chi vive lontano dalle aree metropolitane ha spesso un’età avanzata e di fatto meno servizi in ambito sanità, oltre al notevole disagio legato alle distanze da affrontare!”.

L’attenzione dell’“Officina” si sposta poi anche sulle risorse necessarie per dare attuazione a quanto previsto dal piano direttorio, il piano d’interventi redatto dall’allora direttore generale dell’Asl Cn1, Francesco Magni, da porre in essere sui presidi ospedalieri di Saluzzo, Savigliano e Fossano.

Il piano direttorio di Magni, che nel frattempo ha raggiunto la pensione ed ha passato il testimone della guida della Cn1 a Salvatore Brugaletta, era stato approvato dalla giunta regionale di Sergio Chiamparino, con l’assessorato alla Sanità guidato da Antonio Saitta.

Costo totale degli interventi sui 3 ospedali: 53milioni e 700mila euro. La prima tranche di contributo regionale ammonta invece a 9milioni di euro: 4 per Savigliano, 3 per Saluzzo e 2 per Fossano.

A Saluzzo, i 3milioni di euro serviranno per la messa a norma della struttura, con adeguamenti antisismici e antincendio, e – inoltre - copriranno anche il costo dei lavori di ampliamento (anche in termini di posti letto) del reparto dialisi (che verrà trasferito dalla Palazzina Einaudi all’interno dell’ospedale).

Serve certezza – si legge nel documento dell’“Officina” – sugli investimenti strutturali promessi dalla precedente Amministrazione regionale, così come la certezza dei tempi di realizzazione. L'incremento dei posti di dialisi - promesso da anni - che costringe gli utenti del Saluzzese (oltre sessanta) ad un notevole pendolarismo sugli Ospedali limitrofi, con costi umani e costi economici rilevanti”.

Damiano è tornato poi sulla questione della “Casa della Salute”, un progetto da “rilanciare, con il coinvolgimento dei medici di base: la loro prossimità e presenza nell’Ospedale di Saluzzo potrebbe senza dubbio alleggerire la pressione a cui è oggi sottoposto il pronto soccorso”.

Le cose da fare sarebbero molte – chiosa il presidente Damiano - ma quelle indicate sono a parer nostro le priorità. Per quanto ci riguarda stiamo cercando di promuovere la cultura sanità e della salute sull’area del Saluzzese portando avanti numerose iniziative con l’Asl Cn1 e con altri soggetti, come i ‘Giovedì’ che abbiamo curato e promosso.

Non ci stancheremo mai di ripetere che solo insieme, solo unendo le forze, come Sindaci, Associazioni e soggetti portatori d'interesse, possiamo sperare in una Sanità diffusa ma realisticamente vicina alla gente che abita su territori vasti come quello del Saluzzese, su cui vivono circa 80 mila utenti.

Proprio a fronte di questo bacino d’utenza, riteniamo che il Saluzzese necessitai di una maggiore attenzione da parte della Regione Piemonte, anche nei confronti degli anziani e degli abitanti in zone montane, poco servite da strade e servizi in genere”.

Alcuni degli interrogativi e dei chiarimenti richiesti dall’“Officina delle idee” potrebbero essere oggetto di discussione nell’incontro con l’assessore regionale Icardi, che – come annunciato – venerdì incontrerà a Savigliano la stampa locale per “riferire in relazione all’incontro con i sindaci dell’area di Saluzzo, Savigliano e Fossano”, proprio in merito agli stanziamenti necessari per l’attuazione del piano direttorio.

 

Nicolò Bertola

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