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Cronaca | 19 luglio 2019, 13:53

“Firme false” alle comunali del 2014: l’ex sindaco Cussa condannato a un anno di reclusione

Assolti gli altri due imputati accusati falso ideologico in concorso

“Firme false” alle comunali del 2014: l’ex sindaco Cussa condannato a un anno di reclusione

Un anno di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale, a fronte dei 9 mesi chiesti dal pm Attilio Offman.

E’ la sentenza pronunciata questa mattina dal tribunale di Cuneo per Claudio Cussa, ex sindaco di Savigliano. Cussa a giugno 2016 si era dimesso proprio a seguito del rinvio a giudizio.

Cussa era infatti a processo con le accuse di falso ideologico per aver attestato che le firme a sostegno della lista “Moderati”, che lo appoggiava per le elezioni comunali nella primavera del 2014, erano autentiche e furono apposte in sua presenza, mentre così non sarebbe stato.

Il giudice ha assolto invece A.M., - difeso dall’avvocato Fabio Ghiberti - medico di base capolista dei “Moderati” e M.D.M., secondo candidato della stessa lista (rappresentato dagli avvocati Servetto e Di Mauro) sui quali pendeva l’accusa di concorso morale con Cussa. Il pm aveva chiesto pene rispettivamente di 1 anno e 4 mesi e 9 mesi.

Erano 88 le firme in contestazione. Durante il dibattimento i presunti firmatari – tutti saviglianesi - avevano dichiarato che quando avevano sottoscritto la lista Cussa non era presente, e pertanto non poteva attestarne l’autenticità.

Altri testi avevano riferito di essersi limitati a comunicare i dati delle loro carte d’identità al medico di base A.M., a volte solo telefonicamente.

Altri ancora hanno riferito di aver firmato per conto di parenti o conoscenti, oppure di non aver firmato affatto.

Cussa, con dichiarazioni spontanee si era detto “dispiaciuto”, e aveva riferito che le firme venivano raccolte “in luoghi pubblici alla presenza di persone che potevano autenticarle”

Alcuni dei candidati di cinque liste civiche del centrodestra che si erano costituiti parte civile (assistiti dagli avvocati Mirate, Morra e Franchino) considerandosi lesi “come cittadini e per aver partecipato ad una competizione nella quale una lista loro diretta antagonista si è presentata alle elezioni in violazione della normativa prevista per la formazione degli atti elettorali” saranno risarciti in sede di giudizio civile.

Il Comune di Savigliano invece non si era formalmente costituito parte civile.

Per il quarto imputato G.M., candidato nella lista delll’ex sindaco, il tribunale ha dichiarato il non doversi procedere perché deceduto.

Monica Bruna

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