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Cronaca | 20 luglio 2019, 14:15

La rabbia dei residenti di corso IV Novembre e via Cavallotti a Cuneo: "Non ne possiamo più"

Schiamazzi notturni, escrementi, sporcizia, urla, musica alta. Ieri sera una cinquantina di persona ha dato vita ad un sit in di protesta, previsto anche stasera a partire dalle 23

La rabbia dei residenti di corso IV Novembre e via Cavallotti a Cuneo: "Non ne possiamo più"

"Non dormo da due anni, nonostante i tappi alle orecchie e i doppi vetri. Vivo qui da 30 anni, mai avrei immaginato di finire così": è con rabbia che un residente di via Felice Cavallotti parla degli schiamazzi notturni che ormai da tempo accompagnano le sue notti, in particolare dall'iuna alle quattro. "Una sera ho contato 16 prostitute - continua. Da quando hanno chiuso la stazione nelle ore notturne, si piazzano sulle grate da cui esce aria calda. E io non vivo più".

Erano una cinquantina i residenti della zona tra corso IV Novembre, via Felice Cavallotti, via Silvio Pellico e area stazione che, ieri sera 19 luglio, a partire dalle 23, si sono dati appuntamento davanti al Carrefour per un sit-in di protesta, su iniziativa del Comitato di Quartiere Cuneo Centro, presieduto dall'avvocato Riccardo Sartoris. Stasera si ripete.

Era presente anche una volante della Polizia di Stato. Di recente alcuni residenti hanno incontrato il questore, proprio per far presente la situazione e chiedere un intervento risolutivo. Emanuele Ricifari, dal canto suo, ha evidenziato come il supermercato Carrefour, aperto 24 ore su 24, ritenuto il cuore del problema perché punto di attrazione di balordi tutta la notte, abbia in realtà già messo in atto molte azioni per migliorare la situazione. Dall'illuminazione alla riduzione dell'orario di vendita di alcolici - dalle 22 non sono più in vendita - alla pulizia. "In un anno si sono dimezzate le chiamate e gli episodi che hanno portato ad un nostro intervento", ha ribadito.

Diverso il punto di vista dei residenti. "Non chiamiamo nemmeno più, tanto non serve a niente. La mattina raccogliamo di tutto, io per uscire da casa mia devo chiedere permesso. Sporcizia, escrementi, cartacce, vomito, a volte siringhe", si sfoga una signora che vive tra il piazzale della stazione e corso Giolitti.

Esagerazione? E' davvero così insostenibile la situazione? "Sappiamo benissimo che in altre città il nostro sarebbe un non problema. Non è tanto una questione di sicurezza, ma di qualità di vita e di decoro. Viviamo a Cuneo, non avremmo mai immaginato di scendere in strada e protestare per rivendicare e chiedere quello che fino a qualche anno fa era quasi scontato. Chiediamo telecamere, azioni concrete. Da qui se ne vogliono andare tutti". 

Barbara Simonelli

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