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Al Direttore | 21 luglio 2019, 18:47

Progetto Armo-Cantarana: "Gioco di squadra indispensabile tra Cuneo e Imperia, eventuale gioco individuale sarà inutile"

Riceviamo e pubblichiamo

Progetto Armo-Cantarana: "Gioco di squadra indispensabile tra Cuneo e Imperia, eventuale gioco individuale sarà inutile"

Non è la prima volta  che il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello rilancia con concretezza i progetti riguardanti le grandi infrastrutture del cuneese: è successo per l’autostrada Asti-Cuneo, per il collegamento Cuneo-Nizza attraverso il Mercantour, per l’aeroporto di Levaldigi, e oggi per il traforo di Armo-Cantarana.

Da osservatori abbiamo riscontrato al riuscitissimo incontro di Armo-Cantarana entusiasmo e determinazione da parte degli organizzatori e di tanti amministratori, e adesione al progetto e chiarezza di esposizione da parte dei dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dell’Anas. Da qui alcune opportune riflessioni. L’intervento del presidente della Regione Cirio varrebbe bene la premessa: “Noi non programmiamo più il futuro, perché viviamo quotidianamente nell’emergenza …. Le varie Autorità istituzionali devono sì essere indipendenti, ma nei tempi no, ci devono essere certezze temporali per tutti”. Evidentemente va detto  che il sistema parlamentare-partitocratico,  che si riflette anche nelle Regioni, malgrado la richiesta giustificata di autonomia non può essere risolta in termini di unità di indirizzo, di potere decisionale, di limitazione burocratica. Per esempio, chi può dare  una risposta  alla richiesta del presidente della Camera di Commercio Imperia-Savona-La Spezia Pasquale che reclama la “necessità di visione, di inquadramento delle infrastrutture da realizzare nel territorio europeo”?

La dottoressa Casagrande del Settore Edilizia del ministero ha illustrato la ricognizione delle opere incompiute che ha portato alla legge “sblocca cantieri”, in cui rientra l’Armo-Cantarana. Discorso che si completa con le dichiarazioni del dottor Parente, direttore generale del dipartimento Strade e Autostrade, che ritiene importante per le priorità “considerare i corridoi strategici a livello europeo”.

In questo quadro un’analisi compiuta sarà affrontata nell’aggiornamento dell’”Accordo di programma 2016-2019”. E’ quindi evidente che il territorio cuneese e quello imperiese devono considerare l’opera strategica, come ha ribadito l’ing. Burro, direttore della progettazione Anas. E qui devono venire in campo i rappresentanti politici, che in questa occasione non avevano né la documentazione né la possibilità di esprimere i loro propositi.

In questa situazione il gioco trasversale di squadra è più che mai indispensabile. Eventuale gioco individuale  allo scavalco, sarà inutile e ridicolo. Sarà bene che il presidente Dardanello e il suo collega imperiese chiamino all’appello i parlamentari piemontesi e liguri, affinché intervengano compattamente e in piena unità di intenti presso i ministeri delle Infrastrutture e delle Finanze, perché l’aggiornamento a breve dell’accordo di programma non disattenda le aspettative. Teniamo conto che l’iter di approvazione e di finanziamento richiede un po’ di mesi, mentre quello delle relative autorizzazioni per un progetto  che prevede in 9 chilometri 2.852 metri di galleria principale, oltre a 7 viadotti e 8 piccole gallerie, nonché un adeguato collegamento della S.S. 28  con il territorio, richiede qualche anno.

Paolo Chiarenza – Fabio Mottinelli – Guido Giordana

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