/ Cronaca

Cronaca | 22 luglio 2019, 16:13

Truffò l’amico che voleva spedire una vettura in Congo: condannato a 7 mesi

L’imputato dovrà risarcire alla vittima i 6.000 euro pagati in eccesso

Truffò l’amico che voleva spedire  una vettura in Congo: condannato a 7 mesi

Si era rivolto ad un connazionale per la spedizione di una vettura in Congo. Questi si era prestato dicendo di avere un contatto in loco – un certo “Gaston” - che poteva dargli una mano, ma lo aveva raggirato chiedendogli una cifra spropositata per l’invio in container dell’auto.

A.I., cuneese di nazionalità congolese, è stato condannato dal tribunale di Cuneo a 7 mesi di reclusione e 150 euro di multa per truffa, per fatti risalenti al 2015.

Secondo la ricostruzione del pm, che aveva chiesto 11 mesi, i due avevano pattuito una cifra di 3.000 euro. Ma una volta che l’auto era arrivata in Congo, l’imputato aveva chiesto 1.000 euro in più. Sostenendo che la vettura era rimasta bloccata dentro ad un container in dogana, A.I. aveva preteso altri 4.000 euro arrivando così ad un totale di 8.000 euro “cifra sproporzionata a fronte di spese vive di sdoganamento pari a 2.000 euro”.

A supporto della sua richiesta di denaro, l’imputato aveva esibito durante il processo una serie di documenti e ricevute che, come ha fatto notare l’avvocato della vittima, costituita parte civile, sarebbero stati artefatti ad hoc e che non avrebbero avuto nessuna attinenza con la spedizione oggetto del contenzioso.

Sulla questione della falsità della documentazione la difesa ha obiettato che eventuali incongruenze sulle date sarebbero state giustificate dai passaggi nei vari uffici doganali, con confusione nella produzione delle ricevute riferentesi ad altre spedizioni. In più ci sarebbero stati errori nella conversione in euro degli importi in valuta congolese, il cui prezzo complessivo alla fine sarebbe stato corrispondente alla somma richiesta.

Chiedendo l’assoluzione, il difensore ha fatto notare che l’imputato è incensurato e, non essendo pratico, a sua volta si era fidato di “Gaston”, colui che si sarebbe dovuto occupare del tutto.

Il giudice ha concesso a A.I. il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinandola al pagamento di 6.000 euro a titolo di risarcimento per la vittima della truffa.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium