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Cronaca | 26 luglio 2019, 17:35

Commenti ingiuriosi sotto il post elettorale: vicesindaco di Santo Stefano Roero querela quattro utenti di Facebook

Candidato alle ultime regionali coi Moderati per Chiamparino, Renato Maiolo era stato insultato via social. Ora ha denunciato gli autori di quei commenti. L’avvocato Ponzio: "Attiveremo azioni risarcitorie"

Commenti ingiuriosi sotto il post elettorale: vicesindaco di Santo Stefano Roero querela quattro utenti di Facebook

"Le espressioni utilizzate sono prive di alcun tipo di interesse pubblico, diffamanti e costituiscono un gratuito attacco personale, finalizzato a screditare l’attività di chi, con impegno, serietà ed efficienza, ha ottenuto la fiducia degli elettori e degli interlocutori istituzionali del territorio su cui opera. Per tali ragioni richiederemo a chi ha scritto quelle frasi adeguate misure risarcitorie a ristoro dei danni subiti".

Questo il commento con cui l’avvocato albese Roberto Ponzio circostanzia le motivazioni della querela presentata ieri, giovedì 25 luglio, presso la Procura della Repubblica di Asti, su mandato di Renato Maiolo, dal maggio scorso vicesindaco di Santo Stefano Roero dopo aver ricoperto l’incarico di primo cittadino nello stesso Comune per tre mandati consecutivi, dal 2004 al 2019.

Proprio l’ultima, recente campagna elettorale è il teatro della vicenda ora destinata a venire discussa nelle aule del tribunale astigiano.

Oltre che nel suo municipio, alle consultazioni del 26 maggio scorso lo stesso amministratore – che per diversi anni è stato anche presidente dell’Unione di Comuni "Roero: tartufo e arneis" e componente della Conferenza regionale per le Autonomie Locali in qualità di rappresentante dei Comuni della Provincia fino a 3 mila abitanti – era infatti candidato al rinnovo del Consiglio regionale nella lista "Moderati per Chiamparino".

Lo scorso 6 maggio, a venti giorni dall'appuntamento con le urne, Maiolo pubblicava sul proprio profilo Facebook l’immagine di una locandina predisposta per la campagna elettorale e sulla quale, sotto lo slogan "Buonsenso e concretezza", campeggiavano una fotografia del candidato, il simbolo della lista di centrosinistra e indicazioni per il voto.

Alla pubblicazione e condivisione del messaggio seguivano numerosi commenti, nell’ambito dei quali quattro soggetti in particolare hanno approfittato per lanciare messaggi ed espressioni che lo stesso legale definisce "assolutamente offensive della reputazione del mio assistito e finalizzate a gettare discredito e a danneggiarlo nella campagna elettorale".

Messaggi che, inseriti in uno spazio per sua natura destinato alla discussione pubblica, sono ora al centro della querela presentata con l’ipotesi di reato di diffamazione aggravata dall’uso di internet.

Ezio Massucco

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