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Attualità | 30 luglio 2019, 14:33

"La frutta non è peccato" e sbarca, gratis, sulle tavole dei ristoranti di Cuneo, Saluzzo e Savigliano

Il progetto vede insieme Confagricoltura, Confcommercio e l'Associazione Albergatori e Ristoratori. Inizierà entto la metà di agosto. Sulle tavole dei ristoratori aderenti la frutta della provincia Granda, dalle mele ai piccoli frutti alle pesche

"La frutta non è peccato" e sbarca, gratis, sulle tavole dei ristoranti di Cuneo, Saluzzo e Savigliano

Da un lato c'è l'obiettivo di rilanciare il consumo della frutta, dall'altro quello di evidenziare come "non sia un peccato" tornare a quella che è sempre stata una buona abitudine delle famiglie italiane: concludere il pasto mangiando un frutto.

E' con questa duplice motivazione che Confagricoltura e Confcommercio si sono messe insieme per un progetto che si chiama "La frutta non è peccato" e che ha visto l'adesione convinta anche dell'associazione Albergatori Esercenti ed Operatori turistici della provincia di Cuneo.

Al momento la sperimentazione partirà da Cuneo, Saluzzo e Savigliano, anche se Limone Piemonte ha chiesto di poter aderire. La frutta sarà fornita da 13 aziende della provincia. Sono ben 8000 quelle che operano nel comparto frutta, in Granda, dove si produce l'80% di tutto il Piemonte.

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo, ha evidenziato, durante la conferenza stampa, che non solo “mangiare frutta non è peccato, ma è un dovere verso noi stessi e verso la nostra salute”.


Non la frutta trasformata, ma la frutta come natura crea, quella eccellente del territorio, come la Mela Cuneo, i piccoli frutti o le pesche. Che saranno presenti sui tavoli dei ristoranti aderenti a disposizione dei commensali, così come lo sono state alla cena di Mille Luci nel piatto, in via Roma.

Chi vorrà, nei ristoranti che aderiscono, potrà prendere una mela dal cestino e mangiarla, senza pagarla. “Un’abitudine che dobbiamo recuperare”, ha spiegato Luca Chiapella, presidente di Confcommercio Cuneo. “Non la frutta elaborata o trasformata dagli chef, ma quella vera”, ha ribadito.


Giorgio Chiesa, per l’associazione Albergatori, ha evidenziato come sia stata immediata ed entusiasta la risposta degli esercenti: “E’ una proposta di qualità alla cui base c’è il produttore, fondamentale per tutta la filiera del food e di cui gli chef sono solo la parte mediatica più evidente. Senza i produttori loro non esisterebbero”, ha detto in conferenza, evidenziando come la frutta non sia un peccato e soprattutto faccia anche bene.

Si partirà entro una settimana circa, per andare avanti anche nelle prossime stagioni, almeno fino a tutto l'autunno. La volontà è quella che si arrivi a proporre la frutta in tavola senza che ci sia bisogno di spingerla, ma semplicemente perché è buona e fa bene. 


Barbara Simonelli

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